UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

Lettera al premier Monti: la Poesia può salvare l’Italia dalla recessione.

with 5 comments

Egregio premier prof. Mario Monti, capisco bene che per mille motivi che non sto qui a ricordare lei non tratti molto spesso la materia, ma con la presente vengo a sottoporle una questione che potrebbe dare reciproca soddisfazione a entrambi. Se io le decessi che esiste un comparto che fosse in grado di fare +10% il prossimo anno lei credo che in tempi di recessione sarebbe entusiasta, ebbene io conosco un comparto che potenzialmente sarebbe in grado di passare da 2000 acquirenti fino addirittura a 2 milioni, parliamo 100.000 (centomila !) % roba che se la sognano pure i cinesi che farebbe gola a qualsiasi azienda anche solo leggermente sana di mente, un mercato enorme, un bacino clamoroso, il pil di una regione italiana, per dire (ecco, magari qui esagero…). Ecco, quel comparto si chiama poesia, sì egregio signor professor premier, se oggi in Italia tutte le 2 milioni di persone che scrivono più o meno egregiamente poesia comprassero un solo libro all’anno e non solo quei duemila pirla di lettori forti che oggi già esistono avremmo una reale movimentazione dell’economia, avremmo un sistema in netta crescita con una spesa quasi minima, meno di una ricarica telefonica, o poco più di un biglietto del cinema, parliamo di 10 euro bene o male, praticamente una pizza e un caffé. Ma come passare da duemila fruitori a due milioni ? Beh in effetti su questa questione si discute da anni, parecchi a dire il vero, almeno una decina in maniera solida. Ma probabilmente i tempi sono maturi per andare oltre, per agire, creare dei veri fruitori, ognuno nel proprio territorio, in fondo ognuno di quei fruitori dovrebbe convincerne “solo” altri 1000. Nemmeno un quartiere o un paesino dell’entroterra lucano. Certo bisognerebbe proporre sempre buona poesia, perché mi insegnano quelli che lavorano nelle vendite “la roba buona si vende sempre”, e sapere definire le eccellenze non è cosa banale, ma sono fermamente convinto, professor Monti che la cosa sia possibile. Idee ? Suggerimenti ?

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Written by matteofantuzzi

17 febbraio 2012 a 20:44

5 Risposte

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  1. ci stiamo organizzando, matteo eheheh

    Luigi B.

    18 febbraio 2012 at 09:21

  2. dobbiamo parlare del “come” ovviamente però luigi 🙂

    matteofantuzzi

    18 febbraio 2012 at 13:12

  3. Il problema e’ il purismo che circonda la poesia e chi promuove tale forma d’arte. Si ha una certa diffidenza ad accostare la poesia ad un piano commerciale e dunque di marketing. Sostanzialmente (e in termini assai generici) si vuole tenere alla larga tale forma di merce “pura” da tutto ciò che non loe’. Eppure a me comprare una merce come un cd di musica contemporanea mi restituisce per quei sessanta minuti la sensazione di aver comprato il sublime ad un prezzo assai conveniente.
    Fino a quando leditoria gli insegnanti i poeti e i critici continueranno a tenere a debita distanza la poesia dal grande pubblico la poesia resterà isolata, frequentata da pochi “sfigati” (tanto per usare un termine di moda in questo periodo..).

    Gino

    18 febbraio 2012 at 14:13

  4. Piano piano, qualcosa si muove: resistenza e impegno.
    Non siamo nati per il volo.

    vincenzo

    19 febbraio 2012 at 09:06

  5. sì, perché alla fine le questioni, gino le individui bene sono due: la principale è la fruizione, la necessità che la poesia non sia cosa per pochi sfigati ma che torni ad avere la propria funzione antropologica. e non perché qualcuno si arricchisca con la poesia, ma perché ritorni ad essere letta, conosciuta, assaporata da chiunque voglia. le ultimissime generazioni mi paiono molto propense in tal senso anche se rimangono le resistenze soprattutto di chi ha vissuto il periodo “buio” della poesia e che in questa nuova voglia di poesia forse fatica a trovare una dimensione. certo è più comodo dire che una propria poesia non se la fila nessuno perché il sistema è catacombale, piuttosto che lavorare, sudare per fare buona poesia. questa fatica, che poi porta alla qualità se non adeguatamente stimolata di certo non può essere ricercata. e qua sta anche l’altro discorso: un sistema editoriale che creda nella poesia crea anche una produzione di qualità maggiore rispetto all’iperpubblicazione attuale. se in ogni major ci fosse un “fortini” contemporaneo credi forse che avremmo le miriadi di pubblicazioni attuali ? credo proprio che si pubblicherebbe meno, meglio e aumenterebbe la percezione della poesia. e queste non sarebbero cose da poco.

    matteofantuzzi

    19 febbraio 2012 at 22:34


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