UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Poesia a Bologna: un aggiornamento di gruppi, attività, festival di Guido Mattia Gallerani
da Farepoesia – Rivista di Poesia e Arte Sociale, numero 3, 2010.
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Un poeta non è chi pensa di scrivere poesia / ma chi sa leggere, rileggere, correggere – Roberto Roversi
Lascia un segno / non andrà perduto – Gilberto Centi
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C’erano una volta a Bologna Roberto Roversi e Gilberto Centi…
Dovremmo tutti esordire con queste parole per raccontare cosa sia stata la poesia di Bologna, e forse questo tono da favola non è così fuoriposto quando ci si pone il compito, invece, d’incominciare a descrivere la situazione d’oggi.
Sulle ceneri ancora incandescenti dell’immediato Dopoguerra, delle esperienze di Officina, del verri e dei personaggi che ne hanno fatto la storia (Roversi, Leonetti, Scalia, Pasolini, Anceschi, ecc…), una grande stagione d’attivismo poetico – ormai possiamo dirlo – s’era avviata, trovando il suo innesco più esplosivo al centro degli anni ’70, nella stagione lunga delle proteste. Il miglior contributo che rende conto delle alterne vicende dell’attività di gruppi e riviste di poesia a Bologna copre appunto il periodo che va dal 1980 al più vicino 2005, ad opera dell’attentissimo operato catalogatore di Sergio Rotino [1]. Questo testo ha soprattutto il merito di mostrare la centralità di quei due protagonisti in tutto il periodo. La sua tesi, scontata quanto dimenticata, tanto da dover essere ribadita con un lungo saggio critico, è che l’ampio ventaglio di tutti i fogli e gruppi usciti in quegli anni fossero in qualche modo connessi a Roversi [2]. Dobbiamo però aggiungervi, non secondariamente ma di portata inevitabilmente più limitata, l’indefesso operato di Gilberto Centi, di cui, invece, il volume sulla poesia a Bologna curato da Giancarlo Sissa [3] dimostra per esempio il valore determinante, grazie ai suoi due censimenti,[4] a rendere più coscienti del loro fare poesia i poeti della città, in primo luogo, e del fatto conseguente che nei grigi anni ’90 la poesia a Bologna resisteva ancora.
Scomparso Centi, diradato per motivi anagrafici l’impegno di Roversi, quali sono le proposte che sono arrivate dal 2005 ad oggi riguardo la poesia a Bologna? Inevitabilmente, a causa dello spazio, ci accontentiamo qui di fare alcuni accenni: basti per ora preparare, insomma, una cartografia incompleta e certo stilizzata.
Siccome si parla di Bologna, non può mancare l’Università che ospita con pochi altri organismi in Europa un Centro universitario specifico sulla poesia, il Centro di Poesia contemporanea dell’Università di Bologna. Bisogna tuttavia sottolineare che il Centro, partito con i migliori propositi e con poeti e intellettuali che ne hanno presieduto la fondazione (Ezio Raimondi, Andrea Gibellini, Davide Rondoni, ecc…), ha poi deciso di concentrare la sua azione in alcuni iniziative temporalmente ristrette, limitando fortemente il potenziale della sua divulgazione poetica sulla città. D’altro canto, negli ultimi anni ha preferito indirizzarsi soprattutto verso il suo pubblico “primario”, quello costituito dagli studenti, nell’approntamento di un Laboratorio poetico condotto da docenti, poeti e artisti e divenuto luogo di lodevole vitalità, e fucina, tra l’altro, di una rivista on-line, Arrjba Abajo. Sempre in ambito universitario, non si può non sottolineare l’azione dei professori Alberto Bertoni, Niva Lorenzini e Stefano Colangelo nel raccogliere e promuovere giovani attorno alla poesia, anche grazie all’organizzazione di letture ed eventi a carattere più o meno ufficiale, come il programma RicercaBo.
Nel campo dei festival poetici (forma divulgativa cresciuta a dismisura in tutta Italia) non manchiamo di segnalare il festival di contaminazione tra parola poetica, musica e teatro Suoni, giunto nel 2010 alla sua terza edizione, e affidato alle cure dell’Associazione dry_art e del suo direttore artistico, il poeta, attore e cantautore Massimiliano Martines. Di uguale vocazione fortemente divulgativa è l’offerta culturale dell’Associazione Via dei Poeti, diretta dal poeta e performer Lupo Angel, interessata alla divulgazione delle forme orali di trasmissione pubblica della poesia. Tra queste figura, in primis, lo slam poetry, gara di lettura fra poeti in cui il pubblico presente fa da giuria: una tipologia che ha mostrato godere di una certa fortuna a Bologna. Non foss’altro perché, nonostante l’altisonante nome a stelle e strisce, l’originale ha i suoi natali nel Medioevo universitario e bolognese col nomen di Certamen, da dove infatti il Centro di Poesia è ripartito con analoghe iniziative.
Le risorse, insomma, non sembrano mancare, e almeno testimoniano ancora una volontà il più delle volte genuina, unita a un amore sincero per la poesia: condizioni entrambe che permettono di far ben sperare per la divulgazione futura della poesia in città. Proprio in questo, a fianco degli operatori culturali citati, forse val la pena segnalare anche l’esistenza di una folta schiera di critici che possono fare da traino e da intermediari tra poeti e pubblico. A Bologna, le capacità di alcuni di essi, tra cui per esempio le doti di conferenziere qualificato e conosciuto come Roberto Galaverni, dovrebbero essere forse utilizzate più incisivamente.
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[1] Sergio Rotino, Gruppi, riviste e fogli di poesia a Bologna dal 1980 al 2005. Per una mappatura cronologica in Atlante dei movimenti culturali dell’Emilia-Romagna 1968-2007, a cura di P. Pieri e C. Cretella, Clueb, Bologna 2007, pp. 149-183
[2] «Come si può intuire Roversi è stato, a partire dall’esperienza del “Cerchio di gesso”, il motore di molte iniziative (formazione di gruppi di scrittori, pubblicazione di riviste, fogli e collane di libri), che hanno a che fare con la poesia e con la politica, con la possibilità di collegare strettamente il fare poesia e il fare politica con la realtà e il quotidiano», ivi, p. 151
[3] Poesia a Bologna, a c. di G. Sissa, Gallo et Calzati, Bologna 2004
[4] Bologna e i suoi poeti. Antologia del Censimento della Poesia, a c. di C. Castelli e G. Centi, Mongolfiera, Bologna 1991. Voci di poesia. Rassegna di poeti contemporanei a Bologna, a c. di G. Centi, Pendragon, Bologna 1997. Per capire cosa abbia significato Centi per Bologna e per i poeti della città si legga almeno il ricordo di Stefano Massari, sei quattro quattro otto cinquecentotrentuno in Poesia a Bologna, op. cit., pp. 87-119
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Written by matteofantuzzi

14 ottobre 2010 a 23:34

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3 Risposte

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  1. Grazie Matteo per lo spazio e grazie anche Guido per il suo interessante articolo. Va detto che è all'interno di uno speciale su Bologna che, in parte, prosegurà nel prossimo numero.Qui di sotto riporto l'indice intero e parte dell'editoriale.Con il terzo numero di FAREPOESIA si chiude un anno di attività.Il progetto prende corpo e via via sostanzia le “velleità”. Si vanno formando le componenti organizzative e si predispongono i possibili percorsi.Pensiamo di aver colto nel segno puntando le nostre carte su una “poEtica civile” che comprenda un forte accento critico e una pressante domanda sul fare. In effetti molti sono i compagni di strada. In realtà molti, e soprattutto dispersi. Singoli a scommettere sul talento e sulla responsabilità. Tutto coniugato al personale.È sempre stata legge di natura l’associarsi, collaborare, organizzarsi, in difesa o in attacco, o solo per gioco. Ed è ancora così, nonostante l’invasività del controllo, nonostante l’illiberale globalizzazione, nonostante la rotativa temporale sia ferma sull’item della crisi. Nonostante l’illusione mediatica proceda a ritmi accelerati.Abbracciando pienamente la logica e le virtù del sano artigianato, il nostro microcantiere vuole esprimere questa necessità e realizzare almeno simbolicamente una delle possibili soluzioni. Farepoesia vuole anche essere arte sociale. Fare società deve essere sentito come un compito delle poetiche, dell’arte, della vita.Allo stato dei fatti risulta insufficiente un richiamo generico alla realtà. Occorre oltrepassare questo confine e puntare più a fondo. Predisporre soluzioni. Altri viaggi. Ancora utopie. Come sempre.In questo numero due ampi inserti, il primo: “Bologna come Parigi”, un excursus sulla Bologna letteraria; il secondo: “Arte Globale e il Contemporaneo”, uno spaccato sull'arte sotterranea legata a Fluxus.A completare, alcune rubriche fisse e vari altri interventi parecchio gustosi e interessanti. Buona visione.INDICE4 Che fare di Tito Truglia5 LA PAROLA ATTIVA – Bologna come Parigi. Intro di L.A., G.M.G., L.M.6 LA PAROLA ATTIVA 1 – Bologna e la poesia di Guido Mattia Gallerani9 LA PAROLA ATTIVA 2Dall'Officina alla Quarantena… di Lorenzo Mari17 LA PAROLA ATTIVA 3Roberto Roversi di Luca Ariano19 LA PAROLA ATTIVA 4 – Parola di Poeta di Marco Bini21 DONNE IN POESIA OGGI IN ITALIA – La Vecchia signora di Rossella Renzi32 POETRY GENERATION – Testi poetici di Dario Bertini33 SITUAZIONI 1 – Poesia in scatola / L'albero della poesia di G.D.L. e T. B.36 SITUAZIONI 2Ciclopoetica di Daniela Fargione39 DIVERGENZE – La rivoluzione romantica di F. Schlegel (1) di T. Truglia.56 POLIFONIE – Libri, idee, interventi di M. Bini e G. M. Gallerani61 DOVEALTROVE – Ricordi nel Cantiere di Natascia Ancarani70 ADVERSUS Gianfranco Lauretano e Mauro Ferrari. A cura di L. Ariano73 SINESTESIE – Arte Globale/Fluxus Garage di T. Baracchi e G. Da Lio105 AREA FACKEL – Fenomenologia dell'assessore di Guido Michelone111 TERRITORIO E COMUNITÀ – Missione di Pace di Edvino Ugolini115 IDEE E FORME – Disegni condivisi di Mariano Bellarosa e Bruno Cassaglia122 EUROPA POESIA – Nuno Júdice. Testi e traduzioni a cura di C. De Luca127 POETRYX – Elio Filippo Accrocca a cura di Luca Ariano120 VERSITUDINE – Elegia triestina di Pino De March135 LE PAROLE CANTATE Poesiea e canzoni d'autore di G. M. e F.T.B.137 SITUAZIONI 3 – Due giorni Di-Versi a Città della Pieve di E. Cerquiglini139 EDIZIONI FAREPOESIA – Novità (Ennio Abate) e catalogo.Edizioni Farepoesia, Pavia via Torino n. 37, 27100 Paviatitoxy@libero.it, cell. 3495959694Su Facebook: Gruppo Farepoesiawww.farepoesia.it <http://www.farepoesia.it/>  (in allestimento).Un caro salutoLuca Ariano

    anonimo

    15 ottobre 2010 at 12:36

  2. Grazie Luca per la specificazione, mi hai preceduto. Infatti FarePoesia aprirà nei prossimi numeri non solo alla città, ma presterà una particolare attenzione anche alle provincie e al Sud d'Italia…
    Guido Mattia Gallerani

    anonimo

    15 ottobre 2010 at 16:21

  3. auguri per ogni cosa.

    gugl

    anonimo

    15 ottobre 2010 at 16:48


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