UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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La responsabilità e il lavoro nella promozione della Poesia.

Dopo avere visto la questa settimana la conclusione di "Parola di poeta" a Bologna, dopo l’entusiasmo per quanto accaduto a Piangipane con "Calpestare l’oblio", dopo i convegni, le critiche, le analisi appassionate e tutto il resto credo sia doveroso iniziare a fare un paio di considerazioni. La promozione della Poesia (e non della propria Poesia) è oggi un nodo che forse diverse generazioni iniziano ad avere davvero a cuore, quasi quanto la necessità di produrre e parlare di buona Poesia. Per farlo è necessario creare un sistema misto a mio avviso, dove accanto alle riviste cartacee e agli spazi di analisi (anche in rete) avvenga una promozione responsabile delle migliori iniziative in ambito poetico nel nostro paese. E lo affermo conscio di tutte le problematiche economiche e strutturali che oggi minano la sopravvivenza di tante iniziative dal livello universitario fino a quello più popolare, ma in qualche modo credo che questa povertà economica possa obbligarci a produrre anche cose nuove da affiancare a quanto in questi anni si è fatto. Indispensabile comunque a meno che non ci si rivolga a un ambito prettamente tecnico la necessità di rapportarsi col territorio che significa in buona sostanza legarsi a chi all’interno di un’area quotidianamente lavora in ambito di promozione sociale e civile, oltre che chiaramente in ambito culturale: solo in questo modo si potrà arrivare alla gente, alle persone, solo così si arriva a un pubblico di centinaia di persone, si arriva a vendere i libri e in qualche modo a sopravvivere all’indigenza a cui assistiamo, perché nessuno mi toglie dall’idea che oggi i poeti non siano (tranne rari casi) conosciuti, e possiamo portare anche un grandissimo autore in qualsivoglia parte d’Italia che la cosa non sposta la gente dalle proprie case tanto quanto il rapporto di completa fiducia che lega un’associazione al proprio territorio, lega una persona che singolarmente invita una persona a un festival /lettura /presentazione garantendo lui in primis della valenza della cosa. La grande fregatura probabilmente consiste nella difficoltà di questo sistema, dove la fiducia del pubblico va riconquistata volta per volta. Probabilmente in Italia dovrà crescere un tipo di figura specifica in grado di compiere questo ruolo, una sorta di divulgatore, tanti "Piero Angela" della Poesia sparsi nel territorio in grado di compiere quel mestiere di traduzione che troppe volte ha reso incomprensibile la Poesia ad ampie fette di popolazione. Ma i tanti studenti universitari portati da Guido Monti, Guido Mattia Gallerani, Marco Bini, Elisa Vignali e Sarah Tardino in libreria alle 18 in centro a Bologna, o i tanti giovani che hanno riempito il Teatro Sociale di Piangipane grazie a Massimo Manzoli e al gruppo dello Zuccherificio di Mezzano (anzi meglio, di Conventello) o le trasmissioni Radio dedicate alla Poesia sempre più seguite (Fabiano Alborghetti su tutti) o gli eventi sempre più partecipati (ho avuto segnalazioni sulla grande riuscita ad esempio della presentazione dell’Almanacco dello Specchio ieri a Casa della Poesia a Milano) fanno ben sperare, fotografano la possibilità di un sistema che può ricominciare ad avere un pubblico consapevole che si riavvicini alla Poesia con la stessa consapevolezza con cui altri pubblici si avvicinano al Teatro piuttosto che alla Lirica (un mondo di appassionati che non sono certo tutti aspiranti baritoni…). Per farlo servono persone che si tirino su le maniche e invece che piangersi addosso cerchino di capire dove si può migliorare. E ne servono altre che facciano il lavoro di critica pura, e un sistema che non tenda a plafonarsi. Ci sono tante incognite in questa equazione ma non credo sia irrisolvibile. Buon lavoro e buon Primo Maggio. State bene.

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Written by matteofantuzzi

1 maggio 2010 a 14:14

Pubblicato su Uncategorized

23 Risposte

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  1. interessante Matteobello sentire questi feedback da lì suci vorrà del tempo per capire se si stiano aprendo "nuovi spazi" e un nuovo pubblico…intanto buon primo maggio anche a te!

    anonimo

    1 maggio 2010 at 17:25

  2. invito chi è  interessato a partecipare alla discussione nel mio blog, a proposito di un nuovo sito sulla poesia.gugl

    anonimo

    3 maggio 2010 at 18:48

  3. ciao Matteo,vedo che in questi giorni nelle considerazioni tue e mie si trova una sorta di "umore convergente"su PoesiaPresente ho postato un benaugurante estratto di Giuliano Scabia: http://www.poesiapresente.it/blog/10-blog/71-il-poeta-albero.htmlpenso che avesse sempre ragione mio nonno, quel giorno che gli chiesi se potevo aiutarlo a zappare l'orto, quando presentandosi con la vanga a testa in giù e alzata in mano mi disse: "ecco la penna"…buon lavoro a te e a tutti quantiMario (Bertasa)

    anonimo

    4 maggio 2010 at 22:42

  4. gentili lettorisono guido monti, ringrazio pubblicamente matteo fantuzzi che ha dimostrato di essere uomo ancora vicino al reale, agli accadimenti della vita di ogni giorno e non solo di quelli digitalizzati. Ebbene cari lettori, matteo fantuzzi si è fatto mercoledì scorso decine di kilometri per venire ad assistere a bologna alla rassegna parola di poeta, questo non  è da tutti.La poesia può continuare ad avere una sua vitalità appunto solo se animata dal reale, solo se stimolata da questi gesti quasi fuori del tempo, prendere ore lavorative, rischiare col proprio datore di lavoro ed uscire andare nel luogo della parola, non aspettarla dietro un pc. Poi si il pc è strumento del racconto che si svolge fuori nulla di più.per riprendere poi una frase acuta di Matteo, è indubbio che i poeti in pochi li conoscono ma questo è dovuto ad un fatto direi quasi antropologico: 3 milioni di presunti scrittori poeti 3000 lettori di poesia, bè il rapporto non tiene in tutti i sensi. Ecco allora che l'opera di filtro è fondamentale ed è rimessa a quelle poche persone animate da buona volontà che non possono esimersi dall'opera di selezione proprio per il bene della integrità futura della poesia.vi allego parte della traccia introduttiva alla rassegna parola di poeta,che è stato uno spunto di riflessione e spero lo sia anche in questa sedecordiali saluti guido montiLa rassegna Parola di poeta ha ricercato anche quest’anno, un contatto con una poesia capace di saper interrogare il profondo dei tempi incerti che viviamo. Ecco, l’interrogazione dei poeti che si succederanno, molto varia per parlato, tono, approccio alle cose del mondo, è capace di suggerirci degli strumenti di interpretazione del reale; ci sorprende altresì per l’emotività profonda che sembra venire da vissuti eterogenei, territorialmente distanti.E ricordiamo cosa diceva Mallarmè: “la poesia corregge i difetti della lingua”. La lingua che noi parliamo e scriviamo, ha dei difetti che possono essere quelli dell’ambiguità, falsificazione o incomprensibilità. Alcuni dicono che la poesia, in quanto poesia, sia ambigua ma se così fosse, sarebbe linguaggio comune e come dice Gianni Scalia, nel suo ultimo libro Accademico di nessuna accademia di prossima uscita per la casa editrice Marietti, “non c’è bisogno di nessun linguaggio poetico per praticare l’ambiguità o l’ambivalenza”.Ecco allora che nella società dell’approssimazione linguistica, del kitsch esasperato, dello zapping nevrotico mass mediologico, dell’homo videns, riprendendo il titolo del libro di Giovanni Sartori uscito nel 2000 per Laterza,dove appunto si dice che “nella nostra società, il visibile prevale sull'intelligibile; la capacità di astrarre, di capire e dunque di distinguere tra vero e falso è oramai atrofizzata..”, la parola precisa, la parola che non vuole consolarci ma porci davanti al “reale veramente assoluto”, la parola che non vuole adularci, la parola che non è istrionica, che ci invita perentoriamente a cambiare dopo averla “sentita”, è ancora la parola più antica e mirabilmente più nuova: quella poetica.E di fronte alle magnifiche sorti e progressive del moderno, dove tutto è misurabile, calcolabile, la vera poesia, e qualsiasi altra seria forma d’arte, è un fare invece senza alcuna garanzia, senza protezione, “in terra straniera, la dove non mi portò alcun seno materno” ci ricorda Rainer Maria Rilke con parole folgoranti ed ineluttabili.guido monti   

    anonimo

    5 maggio 2010 at 10:31

  5. vi ringrazio per quanto dite. per me sono giorni molto pieni, mi scuso per la latitanza. sto chiudendo un festival e aprendo un altro e tecnicamente sto facendo quello che mi ero ripromesso, ovvero andare porta a porta tra la gente a portare volantini, superare diffidenze, cose di questo tipo. e vi assicuro che funziona, al di là delle polemiche credo davvero e profondamente che oggi sia necessario fare. ognuno per quello che può e vuole fare. solo così potremo ognuno col proprio modo dare una mano alla poesia. se un cambiamento radicale potrà esserci sarà solo grazie alla nostra volontà. insomma… speriamo bene.

    matteofantuzzi

    7 maggio 2010 at 00:11

  6. "(..)la possibilità di un sistema che può ricominciare ad avere un pubblico consapevole che si riavvicini alla Poesia con la stessa consapevolezza con cui altri pubblici si avvicinano al Teatro piuttosto che alla Lirica (un mondo di appassionati che non sono certo tutti aspiranti baritoni…). Per farlo servono persone che si tirino su le maniche e invece che piangersi addosso cerchino di capire dove si può migliorare. E ne servono altre che facciano il lavoro di critica pura, e un sistema che non tenda a plafonarsi."considerazioni che condivido completamente, un saluto Ed Warner

    anonimo

    9 maggio 2010 at 22:07

  7. buona fortuna matteo! luca paci

    anonimo

    17 maggio 2010 at 16:10

  8. "tecnicamente sto facendo quello che mi ero ripromesso, ovvero andare porta a porta tra la gente a portare volantini".ciao Matteo! beato te che puoi!giusto parlando di territorio, giovedì scorso, dopo che recentemente a Montichiari la giunta della lega ha vietato le manifestazioni del 25 aprile e del 1 maggio grazie a un artificio legislativo comunale che etichetta quelle due manifestazioni come manifestazioni politiche, sommato a una delibera comunale che vieta ogni manifestazione politica e/o di partito che non si svolga durante la campagna elettorale; arriva la giunta di Castel Goffredo (Lega+PDL) con una delibera comunale che vieta, pena multa, di andare porta a porta a portare volantini, infilarli sotto le porte e di depositare volantini su qualunque mezzo di trasporto, pubblico o privato.la promozione mista di cui parli per me diviene sempre più un miraggio, a meno che inizio a fregarmene di queste piccole leggi insulse. oltretutto devo iniziare a preoccuparmi anche delle tv locali? con l'avvento del digitale quante se ne salveranno?Andrea Garbin.

    anonimo

    18 maggio 2010 at 11:19

  9. ma volantini di che? cosa è scritto su questi volantini?sono curioso ed è ammirevole comunque tutto cio'.bellavia marcello

    anonimo

    18 maggio 2010 at 11:47

  10. volantini di che? di che parlano cosa è l'oggeto in questione …,ne sono curiosomarcello bellavia

    anonimo

    18 maggio 2010 at 11:48

  11. le tv si fanno anche in rete.e per il resto inventati qualcosa. tipo appenditi delle poesie addosso tipo uomo-sandwich e vattene in giro per castel goffredo. oppure inizia a declamare ad alta voce in piazza. facciamo un flash-mob di poesia a montichiari ? mica è una manifestazione politica.:)i modi per divertirsi ci sono sempre. e sì: bisogna fregarsene.

    matteofantuzzi

    18 maggio 2010 at 14:30

  12. entrare  nelle case di chi ruba alla alla poesia e massacrarlo di legnate no?sai quanti soldi avremmo? e magari anche qualche casa editrice.immaginati gli hot-man in un fresco paradise dove di volante rimarrebbe solo la neve sfogliante un verso, un fiocco in piu' della loro cenere.qui abbiamo i monti caldi del nulla -che di chiaro ci ricordano solo il colore dell'inferno,anche se ne sono ben lontano essendo l'ovest opposto della tre punte.di tanto in tanto  ,forse in futuro avendo un progetto -già da tre anni e passa-di albergare nelle alpi,partecipero con piacere ai rivoli che trasparenti azzurano i corridoi -le canalette- e le aule-le mattonelle- di  questo pavimento alato di questo cielo immenso che è la poesia.fregarsene altrimenti non rimane che il profumo del fieno della scorsa corsa a ricordarci il nitrito dei nostri passi passati, compassati ancora dalla volontà che la nuca ha tra il bosco di capelli e quello del selciato di voltarsi  indietro,cio che la mente nel giusto sguardo di chi va avanti chiama sentiero senza sassi solo i teschidi chi si era voltato ho aveva voluto perdersi,nient'altro che le mani ferrate e la sfortuna di un primo posto appeso al muro.buon tutto marcello

    anonimo

    18 maggio 2010 at 16:54

  13. è morto Sanguineti.Guido Mattia Gallerani

    anonimo

    18 maggio 2010 at 17:21

  14. ho saputo ora. l'italia è un paese tragico avvolto nelle tragedie.ero fortemente contrario a molte delle sue teorie ma questo non significa non comprendere l'importanza del suo lavoro per il Novecento.matteo.

    matteofantuzzi

    18 maggio 2010 at 20:22

  15. "l'importanza del suo lavoro per il Novecento"del quale pochi sanno, ma il giornalista medio ci fa una pagina perchè è fiko. E così nei blog, e via dicendo.Fortunati gli editori, però. Ora possono farsi le palle d'oro con un prodotto che non tirava da 10 anni.FA

    anonimo

    19 maggio 2010 at 16:25

  16. condoglianze ovviamente a Sanguineti-e inutile parlarne.Ho letto pero' commenti passati sui lavori d'habitue quotidiano sulla formalizzazione che  "la roche" fa su l'hommee sui concierges.Anch'io lavoravo sugli spalti del carosello senza denti.Ero all'Alitalia responsabile con 14esima,27 skills :answering per America millemiglia ,freccialata,ulisse e in risposta nonostante,sempre.American Express Gold Alitalia plafond illimitato mensile,viaggi premioe 7/12 ore al giorno compreso la task force per anni,posto sicuro.ma ho lasciato tutto già 4 anni or sono.credo nella poesia e nell'autorealizzazione.scrivevo mentre rispondevo e allungavo le  palpebre per lo scambio con le agents colleghe.ero il piu' sregolato stavo sempre alzato a obbiettaree colloquiavo e risolvendo-contempoarneamente,si chiama "ascolto attivo"- equazioni di volo -come millemiglia- per il mondo intero e non scherzo -,anche se seduto.Non c'era "operation manager" che non mi dicesse si . mi organizzavo da solo le ore; i capiscalo chiamavano me sempre,nonostante guadagnavano di piu'-ovviamente,ho lasciato tutti senza dire nulla un giorno e sono partito neanche senza bancomat,sono stato fermato 6 volte in sei paesi dove sono andato.dopo un mese di continuo vasgare sono tornato,e non mi muovo da allora.marcello bellavia P.s non è prosa narrativa :E REALTA'

    anonimo

    26 maggio 2010 at 11:22

  17. TRA PARENTESI:(non mi muovo ovviamente non per problemi di giustiza.mai avuti) ero solo senza  la carta d'identità ,-niente di che ,una pura formalità-a digiunare per giorni e vedere se ne valeva la pena.bellavia

    anonimo

    26 maggio 2010 at 11:31

  18. C'è un aneddoto che racconta che van gogh avesse un vizio ,una egocentrico comportamento nei confronti dei contemporanei  educandi artisti:

    Van Gogh arriva in accademia piazzava al centro il suo quadro e stava per tutta la durata della lezione a fissarlo,finita questa riprendeva il suo

    capolavoro e sfrecciava fuori.Tra i tanti viaggi le disillusioni e la paris che non gli meritava nessuna notre dame, ritornava dal fratello che a dispetto

    o per necessaria fraudolenza benevola come poi asserirà dicendo:<<Vincent era incoraggiato da me ma non voleva vendere i suoi quadri ne era troppo attaccato>>.

    Naturalmente non è cosi' il fratello minore che natura sventura e ingegno ne portava l'odore ,preferivaesporre nelle rue de parnasse nei monmartre contemporanei 

    dove meglio vedeva la sua arte plaudita,e compresa .Aihme non qveva altro che venduto un solo quadro per la modica cifra-se non del tutto a pensarci bene-

    di 400 franchi, nella sua ingenuità e consapevolezza di un ingegno -per dirla allo jacobo monaldo- che avrebbe avuto persino l'ardire d'accoltellare le tante stelle

    della sua notte e una in particolare che accetto di condividerne l'impegno,invece di rubare ai nativi tahitiani le gout exotique che l'avrebbe poi consacrato oro.

    Infatti Vincent non era un assassino  e nel vorticare delle tavolozze sporche odiava solo le false aritmie- cardiache che l'amico Paul tanto stimato,riusciva a fargli notare 

    infatti da plein en plein dans la room .Quando  Vincent nel mancargli l'aria soffocato da un'ipocrita pulizia, minaccia il gestaltiano Gaugin.,l'impaginatore dell'arte non accusandolo pero' in diretto- 

    e questo se si fosse saputo bene ai tempi ,avrebbe dovuto fare-degli atavaci morti di fame seppur di melanino aspetto che aveva ucciso, da vero killer e ladrone , 

    e che l'avevano preceduto,secoli  prima in terre d'oltreoceano.Allora non resta che riposare nel silenzio del remy tra quelle giungle,dove il giorno secolarizza l'autunno

    e la notte è una parigi a piede libero che prende forme  nelle querce – vere guglie e quelle delle pagine scritte da altri- tra  le giungle.

    Giungle che per dispetto a Vincent nello specchio rigano  il cielo e quelle  maledette rondini

    che gli ricordavano un po le barbe di alcune bestie che nell'attrito a sfidare l'aria dalle punte emettono un gracchiare insopportabile simile ai corvi.

    Niente da fare il calore è un buon brodo solo per le patate e peraltro delle famiglie non sue.Ricorda Gachet -e questo lo si sa tutti-che mori' 

    straffottendosene dei colpi in petto e fumando ancora la sua pipa.

     

    Esempi del genere ce ne sono a iosa,come olandese seppur meno Cristo-anche se viaggiatore,come era Vincent-,c'era 

    Ensor che di cristi ne parlo' per tanto tempo anche solo suonando l'organo in mezzo alle "maschere" che di famiglia 

    gli ricordavano il suo intento.Sfido' in parte -anche se non valorosissimamente- la monarchia che poi gli porto rispetto.

     

    Altri esempi fuori dalle fiandre ce ne sono, anche il manifesto ,manifestante delle moulin vert ,quale era Lautrec,

    amico e compagno un po piu lascivo di van gogh.

     

    Oppure il malato e  assomoirense Utrillo poco considerato,  e il fiero Modigliani,che spargeva petali

    di nascosto sui pavimenti dell'achmatova-come ebbe in alcune lettere a ricordarlo lei stessa.

     

    Sino alla presa di coscienza, del  genio che unisce all'intelletto  il dieltto della vita ecco che l'ora scocca e si presenta una visione

    andalouante dell'artista che grazie alla  sua galarina  -anima perfetta ,e donna angelo  che si tange e si ama per tutta la vita – 

    esce allo scoperto e si contrappone alla cronossiana antitesi del genio padre ,ladro:Picasso.Ma Zeus che è un "signore" lo sa che essere 

    comunista tam poco e come esserlo veramente un po come quel demiurgo che 2010 e passa anni fa nella sua benevolenza e scolasticità

    sarebbe sembrato tutt'altro, anche di destra;Ecco allora,dicevo che il dio uccide il titano mentra gli porta da bere

    e diviene figlio-padre dell'umanità intera.A  questo punto il nostro creatore di demoiselles, che d'avignone ci ricordano solo

    la ladroneria Borgesca,totemizza l'arte, che in cattività sfocia nella nuova visione del cubismo,curve fuori controllo

    splendide quanto mai e Dora-te che limano -da buon artista e amante dell'anima -quegli inutli spigoli, che i chiens  braqqui 

    avevano dato.

     

    Esempi  ancora ce ne sono sino ad oggi dalla colata dell'occhio e i suoi umori sulle tavole-di Pollock-

    all'infantilità e il sognare ingenuo di basquiat che ricorda a clemente e a Warhol da dove nasce il genio.

     

    Da Depero e i suoi manichini e i Kostabi che oggi rubano in silenzio gli affini e i pupini.

     

    Mace ne sono ancora,dalle scritture twoblyane alle fiamme richteriane, dagli inconsci baconiani alle splendido e sinuoso freddo simbolismo  di hopper.

     

    Ma pochi come Appeal,Pollock,Basquiat e lo stesso van gogh hanno dimostrato  dove spesso nasce  il geniosono pochi .ecco questi nasce dall'ingenuità,dalla purezza che d'intelletto e talento dotata

    riesce a creare con occhi puri e buoni.

     

    Leopardi ebbe a dire che aveva visto il diavolo e piu volte ,all'amico stella.

    E additava come plebei,buffoni e inutili pagliacci e ridicolizzandoli  spesso in cornici 

    iveri e propri ritratti -poco ovali-,additando persino Byron ,shakespeare e tant'altri e salvando tasso e Manzoni

    e pochi altri illuminati e disgraziati.

    Ecco Leopardi rappresenta la terra di mezzo del genio -il medio- che si non esaurisce del tutto nella   virtus.

    (Consiglio letture piu acute-visto che piace a molti e da  tempo se ne sbandiera memoria ,e sempre – del D'ancona studi 1877,Chiarini 1905,Ferretti1940.

    Come filologia :Panzacchi,tocco ,Gentile,Momgliano e quelle 1927-28-29 del Moroncini-che sono le piu interessanti.Poi ovviamente di qui a oggi Sapegno  che nei 70 si è dilungato molto.

    Poi il De Sanctis sin dall'inizio ne fece l'emblema del buonismo "della religione "-ma ebbe a dire, della ragione- solo per il contraltare medio borghese 

    che lo  voleva accanto a Manzoni.

     

    Ecco dicevo Leopardi e il medio stat virtus dei genii poi abbiamo quelli che il diavolo l'hanno visto piu' e piu' volte sono morti e poi risorti 

    per continuare a vivere e sono un po' piu' incazzati e sfrenati nella sete di conquista e ragione :l'illetterato Bukowski,Marlowe,il piu composto Goethe 

    -che se ne gioviava e se ne prendeva giocoe non parlo del Faust -,Poe,Rimbaud.

    Freud che dall'insight artistico arrivo'  alla tripartizione dell'incoscio -poco clinica e molto hegeliana,anche se non sembra tale-

    si veda il talento analitico creatore  in  "totem e tabu", "motti di spirito" e altre interpretazioni

    sino al degenerare nell'analisi delle figure artistiche,i veri clinici per risvolto erano i bergsoniani la filosofia -spesso è la scienza piu' cinica e clinica e ignorante  di quanto sembri-poi ,gli adleriani,i frommiani e tanti altri ,questi solo i piu' conosciuti.Consiglio Bergamin per le analisi degli artisti o letterati tali,non di certo LETTORI ;inoltre parla anche di quevedo in maniera parecchio dettagliata.

    Poi abbiamo Byron .e via discorrendo.Insomma una serie di "deficienti" la cui intenzione -e anche lo stesso goethe nelle sue 2000 poesie scritte e in alcuni saggi- era la semplice:la semplicità.

    quell'edonismo keatsiano non solo fine all'arte-ma che da li nasce- di godere anche nella piu'  borghese delle cose dato che a volte a causa per l'appunto d'inferni sconosciuti ,bisogna uccidere  e alambiccare col sangue delle proprie vittime ,nonostante – e qui di poco la scolastica,che da li' nasce ,si avvicina al genio-.Alcuni per sbaglio questo risvolto di trapunte l'hanno chiamato inferno non sapendo che è il paradiso 

    massimo e possibile a cui l'uomo puo' ambire;ma v'è l'affossare su guanciali di donne e le piu infinite che si possano desiderare,grazie all'anima che da Dea madre risiede in tutte le donne a anche le figlie,

    nelle loro vene sotterranee nello sfavillare di campane alla frutta nelle mosse, e nell'inumidire un altro bacio ,nel loro essere vene inininterrotte che non la smettono di sognare.Ecco che s'intravede il cielo,

    questo paradiso per chi non vola e non ali di cero,ma se le guadagna lottando con quel diavolo o finto Dio che lo vuole uccidere perchè nato , e puo' godere di questi diritti e di un'immensità d'altri

    compreso l'intravedere nel vedere.

     

     

     

     

    Un po come i wormhole e l'architettura degli spazi che nello spazio -come ho scritto già 4 anni fa e che faranno parte di altre mie raccolte-

    Sino a risalire, non si presenta tanto infinito, a  ga urdare il lampadario -dato l'inutile nel labirinto che come stanza non si presenta tanto infinito-

    da dove  viene la verità e il dire ,per intenderci:il big bang.

    Sperando che qualcuno non rubi cio' che sto per dire nei cabaret cosmogonici e altro dire; la posizione è la seguente:

     Il bosone di Higgs-chiamato per l'appunto …

    anonimo

    1 giugno 2010 at 00:08

  19. porco Dio,perchè si postano sempre male questi articoli ,spero si capiscacié che ho scritto  altrimenti lo riposto.

    anonimo

    1 giugno 2010 at 00:11

  20. C'è un aneddoto che racconta che van gogh avesse un vizio ,una egocentrico comportamento nei confronti dei contemporanei  educandi artisti:Van Gogh arriva in accademia piazzava al centro il suo quadro e stava per tutta la durata della lezione a fissarlo,finita questa riprendeva il suocapolavoro e sfrecciava fuori.Tra i tanti viaggi le disillusioni e la paris  che non gli meritava nessuna notre dame, ritornava dal fratello che a dispetto o per necessaria fraudolenza benevola come poi asserirà dicendo:<<Vincent era incoraggiato da me ma non voleva vendere i suoi quadri ne era troppo attaccato>>.

    Naturalmente non è cosi' il fratello minore che natura sventura e ingegno ne portava l'odore ,preferivaesporre nelle rue de parnasse nei monmartre contemporanei dove meglio vedeva la sua arte plaudita,e compresa .Aihme non qveva altro che venduto un solo quadro per la modica cifra-se non del tutto a pensarci bene-di 400 franchi, nella sua ingenuità e consapevolezza di un ingegno -per dirla allo jacobo monaldo- che avrebbe avuto persino l'ardire d'accoltellare le tante stelle

    della sua notte e una in particolare che accetto di condividerne l'impegno,invece di rubare ai nativi tahitiani le gout exotique che l'avrebbe poi consacrato oro.

    Infatti Vincent non era un assassino  e nel vorticare delle tavolozze sporche odiava solo le false aritmie- cardiache che l'amico Paul tanto stimato,riusciva a fargli notare infatti da plein en plein dans la room .Quando  Vincent nel mancargli l'aria soffocato da un'ipocrita pulizia, minaccia il gestaltiano Gaugin.,l'impaginatore dell'arte non accusandolo pero' in diretto- e questo se si fosse saputo bene ai tempi ,avrebbe dovuto fare-degli atavaci morti di fame seppur di melanino aspetto che aveva ucciso, da vero killer e ladrone , e che l'avevano preceduto,secoli  prima in terre d'oltreoceano.Allora non resta che riposare nel silenzio del remy tra quelle giungle,dove il giorno secolarizza l'autunno

    e la notte è una parigi a piede libero che prende forme  nelle querce – vere guglie e quelle delle pagine scritte da altri- tra  le giungle.

    Giungle che per dispetto a Vincent nello specchio rigano  il cielo e quelle maledette rondiniche gli ricordavano un po le barbe di alcune bestie che nell'attrito a sfidare l'aria dalle punte emettono un gracchiare insopportabile simile ai corvi.

    Niente da fare il calore è un buon brodo solo per le patate e peraltro delle famiglie non sue.Ricorda Gachet -e questo lo si sa tutti-che mori' 

    straffottendosene dei colpi in petto e fumando ancora la sua pipa.

    Esempi del genere ce ne sono a iosa,come olandese seppur meno Cristo-anche se viaggiatore,come era Vincent-,c'era 

    Ensor che di cristi ne parlo' per tanto tempo anche solo suonando l'organo in mezzo alle "maschere" che di famiglia 

    gli ricordavano il suo intento.Sfido' in parte -anche se non valorosissimamente- la monarchia che poi gli porto rispetto.

     

    Altri esempi fuori dalle fiandre ce ne sono, anche il manifesto ,manifestante delle moulin vert ,quale era Lautrec,

    amico e compagno un po piu lascivo di van gogh.

     

    Oppure il malato e  assomoirense Utrillo poco considerato,  e il fiero Modigliani,che spargeva petalidi nascosto sui pavimenti dell'achmatova-come ebbe in alcune lettere a ricordarlo lei stessa.

     

    Sino alla presa di coscienza, del  genio che unisce all'intelletto  il dieltto della vita ecco che l'ora scocca e si presenta una visioneandalouante dell'artista che grazie alla  sua galarina  -anima perfetta ,e donna angelo che si tange e si ama per tutta la vita – esce allo scoperto e si contrappone alla cronossiana antitesi del genio padre ,ladro:Picasso.Ma Zeus che è un "signore" lo sa che essere comunista tam poco e come esserlo veramente un po come quel demiurgo che 2010 e passa anni fa nella sua benevolenza e scolasticitàsarebbe sembrato tutt'altro, anche di destra;Ecco allora,dicevo che il dio uccide il titano mentra gli porta da beree diviene figlio-padre dell'umanità intera.A  questo punto il nostro creatore di demoiselles, che d'avignone ci ricordano solo la ladroneria Borgesca,totemizza l'arte, che in cattività sfocia nella nuova visione del cubismo,curve fuori controllo splendide quanto mai e Dora-te che limano -da buon artista e amante dell'anima -quegli inutli spigoli, che i chiens  braqqui avevano dato. 

     

    Esempi  ancora ce ne sono sino ad oggi dalla colata dell'occhio e i suoi umori sulle tavole-di Pollock-all'infantilità e il sognare ingenuo di basquiat che ricorda a clemente e a Warhol da dove nasce il genio.

     

    Da Depero e i suoi manichini e i Kostabi che oggi rubano in silenzio gli affini e i pupini.

     

    Mace ne sono ancora,dalle scritture twoblyane alle fiamme richteriane, dagli inconsci baconiani alle splendido e sinuoso freddo simbolismo  di hopper.

     

    Ma pochi come Appeal,Pollock,Basquiat e lo stesso van gogh hanno dimostrato  dove spesso nasce  il geniosono pochi .ecco questi nasce dall'ingenuità,dalla purezza che d'intelletto e talento dotata

    riesce a creare con occhi puri e buoni.

     

    Leopardi ebbe a dire che aveva visto il diavolo e piu volte ,all'amico stella.E additava come plebei,buffoni e inutili pagliacci e ridicolizzandoli  spesso in cornici i veri e propri ritratti -poco ovali-,additando persino Byron ,shakespeare e tant'altri e salvando tasso e Manzoni e pochi altri illuminati e disgraziati.

    Ecco Leopardi rappresenta la terra di mezzo del genio -il medio- che si non esaurisce del tutto nella   virtus.

    (Consiglio letture piu acute-visto che piace a molti e da  tempo se ne sbandiera memoria ,e sempre – del D'ancona studi 1877,Chiarini 1905,Ferretti1940.

    Come filologia :Panzacchi,tocco ,Gentile,Momgliano e quelle 1927-28-29 del Moroncini-che sono le piu interessanti.Poi ovviamente di qui a oggi Sapegno  che nei 70 si è dilungato molto.

    Poi il De Sanctis sin dall'inizio ne fece l'emblema del buonismo "della religione "-ma ebbe a dire, della ragione- solo per il contraltare medio borghese che lo  voleva accanto a Manzoni.

     

    Ecco dicevo Leopardi e il medio stat virtus dei genii poi abbiamo quelli che il diavolo l'hanno visto piu' e piu' volte sono morti e poi risorti 

    per continuare a vivere e sono un po' piu' incazzati e sfrenati nella sete di conquista e ragione :l'illetterato Bukowski,Marlowe,il piu composto Goethe -che se ne gioviava e se ne prendeva gioco e non parlo del Faust- Poe,Rimbaud.Freud che dall'insight artistico arrivo'  alla tripartizione dell'incoscio -poco clinica e molto hegeliana,anche se non sembra tale-i veda il talento analitico creatore  in  "totem e tabu", "motti di spirito" e altre interpretazioni sino al degenerare nell'analisi delle figure artistiche,i veri clinici per risvolto erano i bergsoniani la filosofia -spesso è la scienza piu' cinica e clinica e ignorante  di quanto sembri-poi ,gli adleriani,i frommiani e tanti altri ,questi solo i piu' conosciuti.Consiglio Bergamin per le analisi degli artisti o letterati talii; inoltre parla anche di quevedo in maniera parecchio dettagliata.

    Poi abbiamo Byron .e via discorrendo.Insomma una serie di "deficienti" la cui intenzione -e anche lo stesso goethe nelle sue 2000 poesie scritte e in alcuni saggi- era la semplice:la semplicità.

    Quell'edonismo keatsiano non solo fine all'arte-ma che da li nasce- di godere anche nella piu'  borghese delle cose dato che a volte a causa per l'appunto d'inferni sconosciuti ,bisogna uccidere  e alambiccare col sangue delle proprie vittime ,nonostante – e qui di poco la scolastica,che da li' nasce ,si avvicina al genio-.Alcuni per sbaglio questo risvolto di trapunte l'hanno chiamato inferno non sapendo che è il paradiso 

    massimo e possibile a cui l'uomo puo' ambire;ma v'è l'affossare su guanciali di donne e le piu infinite che si possano desiderare,grazie all'anima che da Dea madre risiede in tutte le donne a anche le figlie,

    nelle loro vene sotterranee nello sfavillare di campane alla frutta nelle mosse, e nell'inumidire un altro bacio ,nel loro essere vene inininterrotte che non la smettono di sognare.Ecco che s'intravede il cielo,

    questo paradiso per chi non vola e non ali di cero,ma se le guadagna lottando con quel diavolo o finto Dio che lo vuole uccidere perchè nato , e puo' godere di questi diritti e di un'immensità d'altri

    compreso l'intravedere nel vedere.

     

    anonimo

    1 giugno 2010 at 00:19

  21. Un po come i wormhole e l'architettura degli spazi che nello spazio -come ho scritto già 4 anni fa e che faranno parte di altre mie raccolte-

    Sino a risalire, non si presenta tanto infinito, a  ga urdare il lampadario -dato l'inutile nel labirinto che come stanza non si presenta tanto infinito-

    da dove  viene la verità e il dire ,per intenderci:il big bang.

    Sperando che qualcuno non rubi cio' che sto per dire nei cabaret cosmogonici e altro dire; la posizione è la seguente:

     Il bosone di Higgs-chiamato per l'appunto particella di dio- è  la 

    la  dimostrazione ,che esiste qualcosa  cioè   semplicemente un essere vivente come l'uomo ,che esplodendo dal bigbang, ha generato generandosi, ma attenzione  non essendo generato o il generando che genera.  Quest essere vivente spadroneggia per ca 150 mln di anni e si puo' mostrare senza che nessuno lo veda sino alla nascita dell'uomo,dove si mostra  per volontà di apparire all'uomo come essere superiore .Poichè questo diavolo dalle lingue di fuoco che zampetta astarothianamente  allora nelle lucertole, ora negli uomini, cerca da rubare la "vera" paternità all'uomo,al figlio ,al dio uomo -mose,cristo,

    budda,odino-thor,i piu' conosciuti ecc-;semplicemente senza che egli non se accorga?

    essendo l'uomo;l'uomo  in una scevra condizione da esso

    che -solo alcuni vedono  come ,il figlio- s'ingramagna -non s'impossessa,perchè è diverso – e lo burattina a suo piacere .Quando se ne impossesa data la potenza psichica allora a quel punto l'uomo cessa di esistere e si vede in toto quello che è Satana.Comunque ritornando al burattinaggio li' "egli"  appare  come entità inconosciuta,come diavolo. Ma il figlio puo', ed è questa la vera salvezza dell'uomo:il dio uomo,che la riscatta davanti al padre,non con  la morte di esso ma godendosi la vita e creando cio' che puo' con insegnamenti-per l'uomo- piu' alti e significativi possibili – riscattarla .  Ecco l'illuminato figlio che porterà la luce "vera" ,essendo angelo decaduto 

    sulla terra dai cieli:-che non sono altro che il volare degli uomini uccelletti che non sanno nulla di essere 

    manovrati da Dio che fa dispetti al figlio nel suo  regno dei cieli,che per diritto  d'ereditarietà spetterebbe al figlio RE: si veda Davide ecc.

    La risposta è nella storia nel patriarchismo appena citato come

    fabula ora piu' vera che  mai; Esempio:Noè ,il disegno divino: è una buffonata ;la glaciazione esiste ed esisteva.

    Perchè allora si ripeteva il falso rito e le atlantidi affogate.Spiegazione:

    Quest 'essere   spinoziano è ,di paripasso 

    all'umanità, un divenire e il suo grande usurpatore.

    Quindi Noè-il figlio- vivendo come gli uomini  in una continua lotta che è il semplice vivere ,nel suo regno dei cieli,viene disturbato dallo stesso padre  che non sopportando che " sia" – e buono ,davvero- nei confronti dell'umanità,gli affida delle false manzioni come la salvazione -scusaa e fasullità,tipica di Dio- dell'umanità.

    In ogni caso la glaciazione sarebbe probabilmente avvenuta

    perchè nasconderelo a Noè?

    Perchè l'essere vivente-Dio- che di potenza e nascita quasi sicuramente diviene dal bigbang,non poteva fermare le ere.

    Perchè non poteva evitare l'accadere, essendo natura e soggetto ad essa stessa. E allora finge il disegno divino-attraverso i qumranici scritti, attraverso l'uomo.

    Ripeto quindi: conosce cio' che avviene dappertutto, essendo universo come le particelle bosoniane  in divenire, ma non puo' fermarne del 

    tutto le catastrofi perchè non potentissimo nell'immanenza:ergo si finge  disegno.

    Poichè e predicato della natura stessa ,che  non puo' anticipare..

     

    Posto  la vera "natura"  di Dio e del dio e dell'origine ontologica di tutto,

     

    L'io sono coincide in ambedue i casi sia scienza -cartesio,uomo-

    sia con la religione -mose,uomo-. e  rivela la  vera

    paternita di pensiero che è dell'uomo come sopracitato.

    si veda per quest'ultimo, bene,  il tetragramma biblibico e

    le vari derivazioni e "deva" che lo rappresentano.

    quindi esiste qualcosa e ne facciamo tutti parte.

     

    Esiste quindi oltre a cristo-peraltro il peggio finito poichè cosi' puro e cieco e ignorantemente legato al padre  ,da non sporcarsi con l'anima e quindi  da non vedere il suo "vero " anche se dolorante regno-

    qualche altro filgio o dio .Altro ho detto sono per esempio,Odino che venne impiccato ad un albero: il legno la croce i cardini ,i poli magnetici e tanti altri significati da prendere agostinianamente come sapere e studio tale ,naturalmente.Anche budda ebbe sorte eguale ucciso anch'egli dalla famiglia che gli usurpava il trono

    Oppure il rosa delle parti intime dell'uomo che rappresenta l'anima perchè -citato sopra- Dio nel suo essere è uomo stesso

    e quindi possessore dell'anima che appartiene all'uomo,ripeto questo succede solo all'uomo.il dio figlio è l'unico uomo che da padre-figlio umano ne detiene l'amore,infatti è l'io piu' potente che da anche all'uomo, poichè ci vive e tale è ,e ne fa parte ,e ne è ,in un certo senso anche padre,da qui il padreeterno ,il babbo natale buono,il figlio.Ma pur sempre padre uomo cioè uomo e divino nel non essere manovrato -onnipotente-da Dio.

    Dio il padre invece,di  divin  bontà non ne ha proprio ,e infatti ripeto cerca , allo stesso figlio, piu' volte e con mezzucci di rubargli il posto,lo "Yed Ho waw",cioè Geova significa proprio questo.

    Dal tetragramma come scritto sopra si fa luce e non lingue di fuoco.

     

    Ripeto a parte le divinità in essere o l'uomo che ha poco viene crocifisso perchè gli uomini cosi 'ciechi e ottusi non si rendono conto 

    di cio' che dice;la significanza "cabalica" -che non è nulla di satanista,dato spiegato chi è satana già sopra-dicevo  non va presa in tutto sempre sul serio.

     

    sono riflessioni e  anni  di studio miei  che portano poi una luce  nuova se inserite nella propria  poetica personale ,

    l

     

    Ripeto non si pensi a sette e psicopatici che quelli sono dappertutto e non c'entrano nulla con le scritture

    della – e nella-storia. La scienza non è contrapposto di cio' ne è impotente predicato e in parte luminare

    materializzazione della visione.

     

     

    Caro lettore e poeta compagnone e magari d'altre ere impara a   leggere  e rilegge con attenzione ed avere rispetto 

    e acutezza maggiore e bonta,  nello studiare.

    e ricorda che la terracotta non squaglia mai  al sole  ne al fuoco,anzi riesce pure a scottare ed

    e letale se l'arrivi a spizzicare,anche nel minimo granello che si respira magari in apnee di veri abissi

    e feniditure oceaniche dove di celeste e lunare c'è solo il buio o la lava a ricordarti che si è pietre tonanti e

    la strada per risalire.

    Ahime il ferro lo trovo nella lava se ho la  pazienza  e la voglia di vederlo.

     

    parodie da zoo -e poco zoroastriane- lasciamole  all'unità corporale  che  per  ombre ferranti che  ferrato hanno solo i morti,

    che ancora agugliano nella pelle  e le sue tarlature della mente  d'esser state pubblicate, solo per buon  esempio ,di briccone,di brigate.

     

     

    P.s per il bosone di higgs e la letteretura deistica non. si pensi a Herbert,niente  pagliacciate da maconnerie-come dan brown – che ormai corrono un po ovunque anche se talune vere, ho parlato di essere  ,esistenza e predicati. La differenza consiste nella semplice dimostrazione che ra  non è il dio sole ma il dio ,del sole .il sole è un deva di ra una  barccio  visnuttiano 

    una manifestazione che è costretto Dio, a fare nei confronti   del dio figlio, avendolo come sopra ho detto incoronato tale .Il dio sole è il sole l'mmanenza di Dio. Quindi il sole è una manifestazione che ra esiste,non l'ubiquita,ra è umano ,non è Dio.

     

    A noi infine interessa capire che l'essere ontologico ha una sua storia ed in diretto contatto con noi ,chissà un domani lo si possa distruggere con 

    il bosone higgsiano e scevrare l'antimateria-l'altra faccia di Dio,per ora si chiami solo cosi' :il discorso anche qui eè lungo- che rende da buon nulla, nulli  i gesti del figlio ed essere l'umanità libera veramente.

    E i figli non avere magari rotto i coglioni da qualche diavoletto imbecille.

     
     

    anonimo

    1 giugno 2010 at 00:32

  22. E' postato male di solito nel scriverne  dei ridotti non mi sono accorto che splinder  non rispetta spazi  e punteggiature originali .dovrebbe essere ripostato una terza volta tutto. ma pazienza,va bene lo stesso.bellavia  Marcello

    anonimo

    1 giugno 2010 at 00:47

  23.  e inutile ho già provato, si perde tempo e non calcola sempre qualche  spazio dopo  .comunque non a fregi in oro al dorso, niente sguardie marmorizzate su pelle coeve  e  o piatti firmati in  legature  in spago, va che se si vuole leggere  davvero anche senza pesci manuziani.si puo'.bellavia

    anonimo

    1 giugno 2010 at 01:19


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