UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Gianni D’Elia, Trentennio, Einaudi, Torino 2010.

Bilancio di trent’anni di vita poetica: il racconto dei profondi mutamenti sociali di questo paese, della fragorosa caduta delle illusioni e delle speranze di fronte alla dittatura del potere, un potere condotto da pochi. Come è accaduto a suo tempo per Pier Paolo Pasolini il lavoro di Gianni D’Elia entra nel cuore della gente ma rimane lontano almeno da una parte di una certa critica che non perdona probabilmente la possibilità (irrinunciabile per la Poesia) di parlar franco, di uscire dai confini di una piccola élite narcisistica che non si preoccupa minimamente di quanto accade oggi nel nostro paese, dei drammi a cui quotidianamente assistiamo.
Lo sguardo che ci consegna D’Elia è invece fermo, risoluto, intransigente e proprio per questo sincero ai limiti dello stupore, quello stupore che probabilmente preserva, che in qualche modo consola e che lo rende così drammaticamente reale. La “resistenza” che spesso viene indicata nell’opera di Gianni D’Elia non è solo quella epica che possiamo riferire al nostro recente passato piuttosto un quotidiano recupero della lingua, dei luoghi e delle priorità civili.
Questo significa fare Poesia in tempi di “Bassa stagione”: significa non lasciarsi illudere dalla facile consuetudine della parola sterile, del verso senza sostanza e completamente spostato sulla forma. Al contrario non si deve rinunciare alla possibilità di dire e continuare a vivere comunque all’interno di un contesto che non può essere ideale, ma che ha bisogno proprio per questo di tutto il significato intimo e profondo delle cose, chiamare tutto con il proprio vero nome, senza paura di scandalizzare, senza il timore di non potere “fare carriera”.
Per questo Gianni D’Elia in un trentennio così povero e così “prosastico” è riuscito ad avere quell’impatto che per tanti altri è stato impossibile, ma anche per questo è chiara la condizione di solitudine, di isolamento di chi fa questo mestiere quotidianamente e senza indugi. D’Elia rimane il silenzioso poeta tra la gente, il poeta dell’opposizione, della possibilità di dissentire, di indignarsi. Quando ci chiederemo chi nell’ultimo trentennio ha davvero colpito con la propria opera le nuove generazioni probabilmente dovremo fare questo nome.

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Written by matteofantuzzi

23 febbraio 2010 a 01:43

Pubblicato su Uncategorized

2 Risposte

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  1. D’Elia è grande anche come interlocutore, si dà con generosità. E non se la tira per niente , il che è notevole 🙂
    Al Lago verde ha fatto un  intervento bellissimo sulla poesia.
    Leggendo questo post mi è tornata  in mente una sua frase detta in quell’occasione:  scriviamo poesia per stare addosso alla Storia.
    ciao
    liliana

    anonimo

    23 febbraio 2010 at 15:51

  2. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana

    a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini

    Illustrazioni e grafica a cura di
    Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella

    Testi di: Francesco Accattoli, Annelisa Addolorato, Nadia Agustoni, Fabiano Alborghetti, Augusto Amabili, Viola Amarelli, Antonella Anedda, Gian Maria Annovi, Danni Antonello, Luca Ariano, Roberto Bacchetta, Martino Baldi, Nanni Balestrini, Maria Carla Baroni, Vittoria Bartolucci, Alberto Bellocchio, Luca Benassi, Alberto Bertoni, Gabriella Bianchi, Marco Bini, Brunella Bruschi, Franco Buffoni, Michele Caccamo, Maria Grazia Calandrone, Carlo Carabba, Nadia Cavalera, Enrico Cerquiglini, Antonino Contiliano, Beppe Costa, Andrea Cramarossa, Walter Cremonte, Maurizio Cucchi, Gianluca D’Andrea, Roberto Dall’Olio, Gianni D’Elia, Daniele De Angelis, Francesco De Girolamo, Vera Lùcia De Oliveira, Eugenio De Signoribus, Nino De Vita, Luigi Di Ruscio, Marco Di Salvatore, Alba Donati, Stefano Donno, Fabrizio Falconi, Matteo Fantuzzi, Anna Maria Farabbi, Angelo Ferrante, Loris Ferri, Fabio Franzin, Tiziano Fratus, Andrea Garbin, Davide Gariti, Massimo Gezzi, Maria Elisa Giocondo, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Raimondo Iemma, Andrea Inglese, Giulia Laurenzi, Maria Lenti, Bianca Madeccia, Maria Grazia Maiorino, Francesca Mannocchi, Giulio Marzaioli, Emiliano Michelini, Guido Monti, Silvia Monti, Davide Morelli, Renata Morresi, Giovanni Nadiani, Davide Nota, Opiemme (laboratorio), Fabio Orecchini, Claudio Orlandi, Natalia Paci, Adriano Padua, Susanna Parigi, Fabio Giovanni Pasquarella, Giovanni Peli, Enrico Piergallini, Antonio Porta, Alessandro Raveggi, Rossella Renzi, Roberto Roversi, Lina Salvi, Stefano Sanchini, Flavio Santi, Lucilio Santoni, Giuliano Scabia, Francesco Scarabicchi, Alessandro Seri, Marco Simonelli, Enrico Maria Simoniello, Giancarlo Sissa, Luigi Socci, Alfredo Sorani, Pietro Spataro, Roberta Tarquini, Rossella Tempesta, Enrico Testa, Fabio Teti, Emiliano Tolve, Adam Vaccaro, Antonella Ventura, Lello Voce, Matteo Zattoni

    Con una introduzione di Luigi-Alberto Sanchi

    http://www.lagru.org/media/oblio.pdf

    anonimo

    27 febbraio 2010 at 19:01


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