UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 8 comments

Daniele Piccini, Altra stagione, Nino Aragno Editore 2006.

C’è l’odore di un’estate ormai alle porte nella poesia di Daniele Piccini, l’evocazione di un festino che sta per concludersi; quello dell’adolescenza, delle corolle che hanno appena perduto tutto il loro splendore. Una malinconia corazziniana attraversa Altra stagione, non nel senso però di un tragico compimento, ma di una incompiutezza, di un’acerbità della vita che non è stata capace di trovare la sua musa: la voce della madre che rassicura il figlio; quella dell’amante che addolcisce le pene sul petto; quella della sposa che dà senso al progetto di una nascita. Le parole allora, conversano con l’effigie, prima che essa sia cancellata dall’enorme tempo. In questo scarto degli occhi che possono solo guardare, delle mani che mai avranno totalmente, il poeta scompone con le parole il tarlo che rode la voce e la fa specchiare nella stagione del prossimo autunno. Il padre, ormai partito, ha consegnato il figlio al mondo. Ora è compito del figlio saper contemplare la vita con la maturità che è richiesta ai giovani uomini, senza affondare rapinosamente nel corpo di Arianna. Il libro fa i conti con la tradizione del canzoniere amoroso, con la malinconia dello specchio in cui la donna amata mostra la sua natura impalpabile di riflesso, finendo per rappresentare la fugacità del mondo. Beatrice, Laura, Silvia ritornano come dagherrotipi, muse di una corrispondenza d’altri tempi, al di là del tempo e degli stili; immagini che ci fanno dire: «da cosa fuggo evitando la pace/di una casa ronzante/a cosa dico no». E’ il desiderio non placato dell’adolescente, nell’immagine bellissima dell’uccello che vuol essere libero, ma in armonia con le correnti, con l’universo intero. «Diventare così tanto me stesso/da non volere nulla». La ricerca della gioia è un percorso complicato; è l’alone sfuggente di anima, la sua consistenza spirituale e insieme materiale. Potremmo essere felici e non lo vogliamo. Rimane il desiderio lancinante dell’unione con l’Altro; nel corpo della donna, o in quello di una Grande Madre che contempli tutte le regole dell’universo, e dia loro respiro, e ordine. Compreso il nostro respiro.

Sebastiano Aglieco, da Radici delle isole. I libri in forma di racconto. La Vita Felice, 2009.

Annunci

Written by matteofantuzzi

30 ottobre 2009 a 21:48

Pubblicato su Uncategorized

8 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. questo è uno dei libri di cui parla sebastiano aglieco nel suo libro di critica appena uscito, un libro appunto in forma di racconto, che "racconta" gli ultimi anni della nostra poesia anche attravero il suo lavoro quotidiano nel blog radici delle isole, ne parlo volentieri così come presto voglio parlare di quello di stefano guglielmin altrettanto appena uscito per la vita felice e che con altri passi lavora però nello stesso percorso: capire cosa sta succedendo oggi in poesia.

    matteofantuzzi

    30 ottobre 2009 at 21:50

  2. Giovedì 12 novembre 2009, alle ore 18.30 nella Libreria eQuilibri (via Farneti 11) Ottavio Rossani presenta il volume "Libro Grosso" (Aragno, 2009) di Ennio Cavalli vincitore del Premio Viareggio 2009 per la poesia .

    anonimo

    30 ottobre 2009 at 22:00

  3. è di queste ora la notizia della scomparsa di alda merini. davvero questo 2009 è stato un anno nero per la nostra poesia
    al di là di tutto la mia speranza oggi come sempre mi preme scindere le questioni private (la malattia ecc.) dalla poesia. e mi auguro che con uno stile marcatamente italiano questo non porti a un’ulteriore iperpubblicazione di qualsiasi testo scritto dalla merini, ma che al contrario porti editori, critici, università ad un lavoro definitivo che ne consegni l’opera nel complesso e nelle punte d’eccellenza.

    matteofantuzzi

    1 novembre 2009 at 19:38

  4. pace alla merini ottima e vera poetessa. una luce da correlare veramente in uno spazio più che arido e stercoso quale è la poesia.

    marcello belòlavia

    anonimo

    1 novembre 2009 at 22:20

  5. prima del lavoro dei critici, Matteo, ci sarà la voce dei politici. Tutti a masticarne il nom einvano, tutti che non ne hano letto un rigo, tutti che la definiscono la piu grande.
    Ma quando si trattò di farle avere la Bacchelli  nessuno che mosse un dito.
    Il vero sciacallaggio, inizio solo ora.

    Fabiano

    anonimo

    2 novembre 2009 at 13:50

  6. a onor di cronaca ci fu l’episodio dell’interessamento della provincia di milano che bloccò la questione quando accadde quello che accadde 5 anni fa (in questi giorni ne parlano tutti i giornali come "nota di colore")

    ma vogliamo rendere onore alla merini ? in italia ci sono almeno un centinaio di importanti scrittori, sconosciuti alle amministrazioni politiche che vivono in semi-indigenza o hanno gravi problemi di salute. aiutamo loro. e che dire dei tanti emergenti che sono costretti ad emigrare all’estero o fare i carpentieri perché il loro lavoro critico non viene riconosciuto, soprattutto in ambito accademico, ma non solo, anche tra i lettori, tra le persone, quelle stesse che altrove nel mondo la poesia la leggono ?

    di margine decisamente ne abbiamo.
    comunque ribadisco: cari amministraori il modo migliore per ricordare la merini è rendere il lavoro complessivo dell’opera

    e la cosa migliore per tutti noi sarebbe leggerla la merini, e non solo citarla, magari per le collaborazioni con de andré.

    e leggere i tanti poeti massacrati, martoriati, dimenticati anche dal sistema editoriale ma fondamentali per la nostra letteratura.

    di ipocrisia ne abbiamo decisamente abbastanza.

    matteofantuzzi

    2 novembre 2009 at 21:14

  7. Tornando al post: libro molto importante quello di Sebastiano Aglieco. Ricordo con piacere quanti libri ho conosciuto e apprezzato tramite i suoi post. Mi fa molto piacere rileggerlo su carta e penso sia fondamentale per avere un quadro dei libri usciti negli ultimi anni.
    Della Merini si è detto e si dirà ancora molto per cui mi astengo, preferisco scrivere e parlare di altri poeti dimenticati.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    3 novembre 2009 at 15:56

  8. il lavoro che va fatto è a mio avviso questo. poi si potrà ragionare sulla sostanza, decidere di cosa valga la pena parlare, e cosa sia assolutamente accessorio.

    è qualcosa che vale a tutti i livelli, penso anche a te che stai iniziando proprio in questi giorni l’avventura di una nuova rivista dentro a un ecosistema come quello di pavia che sicuramente a partire dall’università ha bisogno di senso di realtà e non di ricominciare ad issarsi in principi di unicità che hanno decisamente negli ultimi anni ammazzato la percezione della poesia tra la gente. non quindi un esercizio di borghesia ma una svolta di democraticità.

    e anche le proposte che si fanno a tutti i livelli devono andare in questo senso. ecco, io la intendo così

    matteofantuzzi

    5 novembre 2009 at 13:36


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: