UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 2 comments

Simome Cattaneo, Made in Italy, Borgomanero, Atelier collana Macadamia, 2008, pp.47, € 10,00

Simone Cattaneo è un barbone, un precario alcolista, una badante, un tossico, un erotomane; è un coatto, un pregiudicato, un taglieggiatore, una prostituta, perchè Cattaneo ha il potere di impersonare fisicamente i caratteri che dispiegano pagina dopo pagina in Made in Italy (Borgomanero, Atelier collana Macadamia, 2008).
I testi vivono di un anormale quotidiano che viene rimandato con un linguaggio chiarissimo, quasi colloquiale e senza alcun compiacimento. Quanto viene scoperto (ma non esibito) è un’altra faccia dell’Italia, quella di norma arginata/elencata nella cronaca nera, dove la storia sorvola il fatto criminale, i pochi dettagli dell’attore che il fatto ha commesso o che la vicenda ha vissuto. Qui è invece un vivere in presa diretta. La reazione emotiva che provoca la lettura dei testi costringe ad una resistenza: si genera il senso del disgusto, del rifiuto –certo- perchè non è possibile concepire stupro o degenerazione come qualcosa di esteticamente compatibile con la formazione educazionale che riteniamo (noi) normale.
(…)se ne sta in casa “Tony il cane” avvolto in ampi e sformati/ calzoni di flanella. Ormai non riesce a leggere nemmeno/ tre righe di fila sul giornale ma ancora minaccia di strappare/ con un coltello serramanico il cordone ombelicale/ ai neonati e usarlo come stringhe per le scarpe.//
Cattaneo conduce la danza oltre i limiti del realismo e del teatro dell’assurdo, si cala nelle zone d’ombra di una normalità al limite (Si è arrampicata nuda fino al cornicione dell’ultimo piano del palazzo/ e guardando giù ha visto il padre prendere da dietro la madre) o di una realtà inaccessibile (Hanno infilato il cane in una pentola d’acqua bollente/ alla povera Rosaria Cerini detta Sarina in arte Zaire (…) hanno ucciso l’unico essere vivente a cui non l’aveva ancora data./ Si è impiccata giù nella caldaia con un guinzaglio di cuoio…) quanto aberrante (Quel vecchio aveva ragione. Cinque o sei anni dopo/ con un paio di amici gli ho spezzato entrambe le mani./ Non ricordavo più con quale mano mi avesse colpito.)
Certamente la nostra visione unilaterale ed educata, l’interazione con terzi tesa ad un legame o confinata nel reciproco rispetto è regolata da canoni comportamentali che pubblicamente (e talvolta anche in privato) non possiamo ignorare o dimenticare. Qualunque comportamento sconveniente, come direbbe il filosofo Zygmunt Bauman in Vita liquida (Laterza, 2006), qualunque azione che renda possibile spezzare il legame, rifiutare ulteriori interazioni, comporta un retrogusto amaro e un senso di colpa. Non vi è alcun senso di colpa invece nelle azioni e nelle voci dei personaggi di Cattaneo: tutto avviene sotto la luce frontale e diretta della normalità, una personale normalità, cosi come è normale il quotidiano in cui vivono e che a noi appare deforme, deviato, impossibile.
Il senso di rigetto che segue alcuni testi impone –nostro malgrado- la domanda: cosa è normale?
Lo è –sembra dirci Cattaneo- anche la faccia nascosta di un luogo e delle persone che non vediamo e che non agiscono o pensano come noi. Anormali, subnormali, stanno su una sponda d’esistenza umana a noi inconcepibile per azione e pensiero (Che gli appestati restino appestati, i malati siano malati i bastardi che vivono in un polmone d’acciaio/ fondano come formaggio in un forno a microonde. Voglio bei vestiti,/ una bella casa e tanta bella figa. / Buttiamo gli spastici giù dalle rupi.) Ricorda, la voce di Cattaneo, i testi teatrali inclusi in Quattro atti profani di Antonio Tarantino: nonostante l’apparente blasfemia è una purezza che prende atto, una integrità totale di ogni singola voce che mai ha dubbi o che mai riconosce l’ignominia della propria esistenza. Essi sono –nostro malgrado e a modo loro- esseri perfetti.

Fabiano Alborghetti

Da “Poesia” numero 242, Ottobre 2009

Annunci

Written by matteofantuzzi

5 ottobre 2009 a 07:00

Pubblicato su Uncategorized

2 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Nobel letteratura a Herta Müller

    ROMA – Il Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice e poetessa tedesca di origini romene Herta Müller, 56 anni. Perché “con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa – si legge nella motivazione – ha rappresentato il mondo dei diseredati”.

    Müller appartiene alla minoranza germanofona del Banato romeno. Riparata in Germania per sfuggire alle persecuzioni del regime dittatoriale di Ceausescu, è considerata la più importante scrittrice vivente in lingua tedesca, autrice di culto sia per la Germania sia per la Romania. In Italia, Keller editore ha pubblicato Il paese delle prugne verdi, ritratto impietoso di un paese dominato dalla paura e dall’oppressione della dittatura. Tradotto in 15 lingue il romanzo, in realtà un autentico poema in prosa, si è aggiudicato anche l’Impac, il premio più internazionale dopo il Nobel per la Letteratura. La stampa svedese aveva inserito già l’anno scorso il suo nome tra i dieci favoriti per il Nobel.

    Voi la conoscete? Io no. sarei curioso di leggere le sue poesie…

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    8 ottobre 2009 at 13:45

  2.  grazie a Matteo e Fabiano

    Chiara

    anonimo

    21 ottobre 2009 at 13:13


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: