UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Poesie e prose di Roberto Roversi

Il volume uscito da poco per Luca Sossella Editore, a cura mia e con una nota di Fabio Moliterni, propone – riuniti nella dizione di Tre poesie e alcune prose – quasi cinquant’anni di scrittura di Roberto Roversi, rendendo di nuovo disponibili sia Dopo Campoformio (nella versione uscita nel 1965 per Einaudi) sia Le descrizioni in atto (1969: ma con testi che arrivano agli anni Ottanta) sia poesie degli anni Settanta e Ottanta, compresi in quel Libro paradiso che l’autore pubblicò nel 1993 con Lacaita.
Sul fronte dei versi, la raccolta mette a disposizione del lettore quindi – già con queste “poesie”/opere – tre libri esauriti da tempo. E assume, è pensabile e augurabile, una ulteriore funzione di ponte verso la produzione più recente, ancora in corso (quella de L’Italia sepolta sotto la neve, per intenderci, poema in uscita su rivista e in edizioni a tiratura limitata).
Ma c’è anche un ‘fronte della prosa’.
Non distante dalla poesia è infatti la tessitura cristallina e insieme sempre inquieta e militante delle prose narrative e critiche di Roversi, che si ha nel volume attraverso due estratti dai romanzi Registrazione di eventi (1964) e I diecimila cavalli (1976).
E ancora. Una silloge di opere di un autore così rigoroso, riconoscibile e insieme molteplice anzi plurale, incisivo e decisivo nella letteratura dell’ultimo mezzo secolo, sarebbe stata incompleta senza una consistente presenza di saggi, in equilibrio tra teoria della poesia, polemica, e impegno frontale, anche politico, a cui si aggiungono ritratti e analisi di quegli autori che per Roversi sono stati interlocutori o riferimenti nodali: si possono dunque leggere pagine su Jahier, Rebora, Cesarano, Sereni, Vittorini, Giuseppe Guglielmi, Fortini, Hölderlin, … e Jim Morrison!
Roversi è stato il primo, alla fine degli anni ’60 e dopo pubblicazioni con i maggiori editori nazionali (Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi), a voler coraggiosamente lavorare in altra direzione, in modo appartato, ciclostilando le proprie Descrizioni in atto e distribuendole gratuitamente e liberamente a chi ne faceva richiesta, di fatto staccandosi così da ogni compromesso con macrostrutture distributive.
Poter leggere di nuovo i poemi, insieme alle prove successive, a fianco degli interventi critici che negli anni ha dedicato all’industria culturale, a temi politici tutt’ora centralissimi, al rapporto tra intellettuale e società (visto anche attraverso le riviste a cui ha dato vita, specie “Officina” e “Rendiconti”), è un’occasione per ricostruire una parte di storia sociale e culturale del secondo Novecento e di oggi, e per orientarsi inoltre sulla sensatezza come sui limiti delle previsioni di uno dei suoi primi sodali: Pasolini.

Roberto Roversi,
Tre poesie e alcune prose

a cura di Marco Giovenale
con una nota di Fabio Moliterni

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Written by matteofantuzzi

17 dicembre 2008 a 15:08

Pubblicato su Uncategorized

7 Risposte

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  1. ringrazio marco giovenale che ha firmato questa nota per UP sul libro che finalmente rende possibile l’accesso facile al (fino ad oggi difficilissimo da reperire) lavoro di roberto roversi.

    matteofantuzzi

    17 dicembre 2008 at 15:13

  2. una nota: è morta nei giorni scorsi dorothy porter, una delle massime poetesse australiane e uno dei massimi autori (e tra i pochi tradotti in italia) di poesia in lingua inglese. la notizia in italia non è stata quasi data tanto che anche io l’ho letta (per caso) su un giornale inglese.

    matteofantuzzi

    17 dicembre 2008 at 15:15

  3. lutto,
    enorme lutto.
    E’ la poeta che ha influenzato la mia poesia partendo proprio da LA MASCHERA DI SCIMMIA che lessi per primo (Fandango Libri).

    Ora so che ho perso qualcosa.
    fabiano

    anonimo

    18 dicembre 2008 at 09:32

  4. a me sembra fondamentale anche il paragone: roversi è uno dei grandi “assenti” nella nostra poesia proprio per la decisione radicale che ha fatto.
    altrettanto la presenza della poesia italiana nel mondo e viceversa la conoscenza della poesia internazionale nei nostri confini è minima. sostanzialmente vicina a zero.

    e così a forza di sputarci in faccia tra orticelli rimaniamo poveri. di una povertà disarmante.

    matteofantuzzi

    18 dicembre 2008 at 18:15

  5. Segnalo una bellissima canzone scritta da Roversi per Mina non più di tre anni fa, che si intitola “20 parole” e si trova all’interno del disco “Bula bula”.

    casadavoli

    19 dicembre 2008 at 19:17

  6. grazie mille filippo 🙂

    matteofantuzzi

    21 dicembre 2008 at 09:17

  7. e ovviamente tutta L’anidride solforosa di Dalla.

    p.s. auguri Matteo and co.

    molesini

    24 dicembre 2008 at 02:57


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