UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

Archive for novembre 2008

with 2 comments

Annalisa Teodorani, La chèrta da zugh, Il Ponte Vecchio, Cesena 2004.

A volte invece che tenere le redini dell’entusiasmo si deve andare “oltre”, anche mentre si ragiona su un libro e più in generale su un poeta, perché Annalisa Teodorani, trentenne da Santarcangelo di Romagna, del paese insomma per intenderci di Baldini, di Guerra, di Pedretti, di Fucci, della colonna portante della Poesia romagnola dialettale del Novecento, merita parole importanti. Il lavoro di Annalisa Teodorani non è solo quello di mandare avanti una tradizione, qualcosa di già costituito ed immutabile: Annalisa Teodorani con il proprio lavoro cerca di evolvere discorsi che le nuove generazioni sembrano non volere completamente considerare, forse perché consapevoli del peso che la cosa porta con sé, forse perché la poesia contemporanea è sembrata dopo le Avanguardie andare altrove, fermo restando che alcuni dei più importanti libri usciti negli ultimi decenni (anche se guardiamo a tutte queste cose con spirito militante) della nostra Poesia non sono stati scritti in lingua e sempre considerando che uno dei maggiori innovatori della seconda metà dello scorso secolo, il veneto Ernesto Calzavara, ha scelto proprio il dialetto per rendere il suo lavoro immortale.
Punto assolutamente a favore della Teodorani è la freschezza e la naturalezza del proprio impianto poetico, come i propri predecessori la poetessa santarcangiolese sembra non potere scrivere in altro modo (una sensazione che si ha leggendo tutti questi poeti che per diversi motivi, natali o peregrinazioni, avrebbero potuto compiere altre scelte, linguistiche e di impianto): una Poesia (ancora) di tagli e di immagini, densissima, con una lingua piena che si veste perfettamente nell’abito dei versi, come se il guardaroba poetico della Teodorani le fosse cucito addosso.
Questa Poesia di estati e inverni, di pioggia, neve e sole, di rapporti umani ancora privati, ancora personali sta tutto il senso della Poesia e del fare Poesia, del volere dare alle cose un nome, del volere trovare uno spazio anche temporale per le cose importanti, c’è in questa Poesia il rifiuto per una stagione di follie che la società moderna si porta con sé. Da questo paese a pochi chilometri da Rimini ancora una volta una grande lezione di vita che dovremmo sempre tenere a cuore, così attaccati alle cose materiali come troppe volte siamo.

da La Voce di Romagna.

Annunci

Written by matteofantuzzi

26 novembre 2008 at 12:29

Pubblicato su Uncategorized

with 8 comments

Dopo la lettura a Vigevano di Sebastiano Aglieco.

Al termine della lettura, a Vigevano, proprio sull’uscio della libreria, mi è capitato di ascoltare i commenti risentiti di un tizio che, mentre fumava una sigaretta, se la prendeva contro i poeti e la loro poesia accusando noi lettori di poesia di essere degli ipocriti inquinatori: di aver letto parole inutili, perché stampate su carta, e il consumo della carta, si sa, nuoce a noi tutti e alla natura. Ma anche utilizzatori di vetture per tornarsene a casa: Vigevano – Milano e oltre, due passi, no?. ”Perché non te ne torni a casa a piedi, tu che leggi poesie contro l’inquinamento?”. Perché le vetture, come si sa, inquinano e fanno male all’ambiente. Ma, oggetto di questi strali sembrava essere soprattutto l’editore che ha pubblicato l’antologia, il quale, appunto, pubblica un’antologia contro l’inquinamento stampandola su carta: il massimo dell’ipocrisia editoriale insomma! Visto il tono, l’irragionevolezza del discorso – siamo alla pura ideologia – mi sono incazzato di brutto. Gli ho detto che consideravo ipocrita il suo atteggiamento e anche il suo semplice gesto di fumare una sigaretta. Chè, si sa, le sigarette fanno male alla propria salute e a quella degli altri. Racconto questo episodio perché mi sembra la metafora di uno sguardo ottuso che confonde i ruoli e gli statuti: come uomo m’impegno a far del mio meglio; come poeta, idem. Le due cose non vanno confuse. La poesia è un compito, esige un lavoro, una ricerca. La partecipazione alla vita civile è un compito altrettanto necessario, ma sostenere di abolire la parola perché è ipocrita, non funzionale a qualcosa, mi sembra la sintesi di un ragionamento becero degno di un clima di regime in cui i libri si mettevano al rogo perché inutili. In cui la poesia doveva essere funzionale a portare un messaggio. Io scrivo poesie, la poesia mi chiede esattezza, precisione, bellezza, onestà nei confronti degli altri e di me stesso. Partecipo, per un gesto di responsabilità e di semplice testimonianza civile a un’iniziativa contro l’inquinamento. Leggo nell’assoluta indipendenza della parola, che ha il suo statuto, la sua necessità interna. Se non si capisce questo, allora siamo tutti portati a pensare che la poesia, nella sua forma, debba essere per forza poesia di protesta, poesia di… etc… etc… Io leggo le mie poesie in un’occasione di partecipazione. Non può essere chiesto alla poesia, necessariamente, di essere una banderuola, un gesto portato a favore di qualcuno. Io partecipo da uomo, prima, come poeta, dopo. Ma non tiriamo la poesia per il collettino. Non è una puttana la poesia. E’ una gran signora quando vuole. Ha sguardo vasto, quando vuole, e può benissimo andare a passeggio con le cose del mondo, senza ruffianerie. Questo signore, se sarà un poeta – come credo voglia essere – imparerà ad accettare di stampare le sue poesie su carta, come tutti. O le terrà per sé in un cassetto e amen.

Written by matteofantuzzi

19 novembre 2008 at 08:25

Pubblicato su Uncategorized

with 3 comments

Su Maria Pia Quintavalla.

.
Dalla prefazione di Franco Loi ad “Album feriale”
.
.. E’ rigenerazione la parola, e svelazione del nascondimento – come dice Heidegger – e rivelazione di sé e della propria esperienza nelle cause più profonde. Maria Pia sa ormai quale sia il cammino e come ci si debba applicare al passo. Mi viene in mente un altro percorso e un’altra fede nella taumaturgia della parola, quella di Amelia Rosselli. Anche in Maria Pia è sopravvenuta la resistenza alla corruzione e al dolore del vivere. Dalla propria coscienza si viene liberati, e dalla sonda della parola che non indietreggia, che penetra in noi da noi, la parola che lievita nel nostro cuore. “Ecco un io pianetino invisibile azzurro… (…) …avanzare su sé, e di fronte all’occhio monologo del buon Dio”: è fragile, e insicura la bambina così rinfrancata – e anche la donna più avanti – ma ecco aprirsi la luce: “Se dio mi ama io scrivo, e se non scrivo muoio”. Ed è da questa certezza, da questa vocazione che il poeta sente il bisogno di riandare ai luoghi e alle persone, di rivisitare il passato.
.
Dalla prefazione di Andrea Zanzotto ad “Estranea (canzone)”
.
.. Eccoci proiettati all’interno di un “futuropassato”, in contatto diretto con il flusso misterioso e intimo in cui biologico e psichico tentano di ritrovarsi, ancora rimbaldianamente, come “vera vita”. La scrittura fluisce grazie alla forza di un ritmo che si impone con la violenza di un essere vitale, come primordiale “musica” che tuttavia include tutti gli stridori dell’oggi.
Si è sempre di fronte a una grande energia, a un fiume che si impaludi e divaghi dal suo stesso letto, straripando, in un’impossibilità dello sfociare ma non del fluire “nella piana della psiche”.
Un fiume lavico, imploso, in cui galleggiano come detriti i fatti della vita, della politica, della famiglia, del femminile, della ricerca letteraria, a blocchi o a zolle, che si rimescolano: una storia privata e collettiva che è anche, come abbiamo detto, storia della poesia del Novecento (non solo italiano) e del modo in cui Quintavalla vi si affaccia.
.
Tutto infatti, nel suo inobliabile moto al canto o alle oscure soste, moradas, non può non fondarsi o dissolversi su un vettore di “estraneità” intrinseca alla parola stessa della poesia, cui si aggiunge la singolarità dell’angolazione di questo caso, di questa particolare esperienza.
La quale, però, non si piega mai ad una negazione o estraneità assoluta. Si riferisce piuttosto, nel sottofondo, ad una intransigenza etico-esistenziale. Vi si afferma una soglia di amore-caritas che “vivono” dal margine intravedendo in esso una “gioia dell’esilio”, un’imminenza inestinguibile di quella spes, dura spes, che “deve” riconnettersi ad ogni moto della caritas.
Certo, l’arco già ricco dell’opera di Maria Pia Quintavalla presenta un lavoro manifestato in necessarie-imprevedibili tappe successive sempre ascendenti, che conferiscono all’autrice un posto di singolarissimo rilievo, di forte evidenza entro il quadro della ricerca poetica attuale.

Written by matteofantuzzi

12 novembre 2008 at 16:24

Pubblicato su Uncategorized

with one comment

SUONI
Festival di poesia e musica
dal 26 al 30 novembre; San Lazzaro di Savena, Bologna, vari luoghi.
Organizza> Ass.ne Cult. dry_art
Direzione Artistica> Massimiliano Martines
Consulenza> Guido Mattia Gallerani e Matteo Fantuzzi
“Suoni” non è solo un festival di poesia anche se presenta e rappresenta una scelta di significative espressioni poetiche. Saranno i poeti stessi a leggere, interpretare e discutere della loro poesia insieme ad artisti di altre discipline che all’interno del festival presenteranno le loro opere. Non a caso si parla di opere, il festival ha infatti una composizione varia ed articolata che ha come elemento centrale la poesia, ma scandita e declinata in maniera multidisciplinare. Letture, concerti, proiezioni, performance, spettacoli e mostre in un continuo rimando di linguaggi ed espressioni artistiche differenti (scrittura, musica, arte visiva) che appagano il desiderio (a volte sottostimato) del pubblico di conoscere e confrontarsi con la poesia.
L’idea è quindi quella di scandagliare e la rete che lega la poesia e le altre forme d’arte, mettendo alla prova la possibilità di unire linguaggi differenti e promuovendo i risultati artistici a cui questa connessione dà vita. All’interno del festival sarà riservata particolare attenzione anche ai ragazzi sia delle scuole elementari che delle medie e ai loro insegnati, con eventi specificamente pensati per loro. Un nuovo Festival di Poesia che abbraccia Bologna e San Lazzaro di Savena nasce da e rilancia le esperienze di promozione della poesia italiana contemporanea che hanno avuto ottimi risultati tanto nella provincia di Bologna (cfr. Festival di Castel San Pietro e Bazzano), che in regione (cfr. Festival della poesia di Modena). All’interno di questo orizzonte si inserisce questa serie di eventi organizzata dall’associazione culturale dry_art. “Suoni” è un percorso pensato nel territorio e sul territorio. Utilizzerà infatti diversi luoghi a Bologna e a San Lazzaro come palcoscenici per letture, incontri e spettacoli, captando così il fermento dei centri della provincia di Bologna e seguendo l’idea di decentramento delle attività culturali. In particolare la Mediateca di San Lazzaro verrà utilizzata per gli eventi di apertura e chiusura del festival per sottolineare la valenza di questo nuovo centro come polo culturale attrattivo e dinamico.
Il festival coinvolge, oltre ai partner istituzionali, Provincia di Bologna e Comune di San Lazzaro di Savena in primis, alcune realtà già attive in città nella promozione della scrittura come la Società di Lettura, la Compagnia delle Donne, il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna e la Coop Adriatica rafforzando così una rete che valorizza le attività di ciascun partner.

PROGRAMMA:
Mercoledì 26 novembre
Mediateca di San Lazzaro/spazio ragazzi
ore 10:00
Presentazione del libro "Incontriamoci all’Inferno – Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri" di Cinzia Demi (ed. Pendragon), lezione-spettacolo a cura dell’autrice.
Incontro rivolto ai ragazzi scuole medie.
Palazzo Gnudi
Vernissage a cura della "Compagnia delle donne".
ore 19:30
Esposizione dei quadri di Nicola De Nigris.
ore 20:00
Reading "Gli uccelli e la neve" – canzoni e letture da Emily Dickinson e Daria Menicanti, Compagnia Filo di voci, interpreti Daniela Briganti e Maria Pia Pellitti, supervisione di Milena Nicolini.
Ore 20:40
Concerto di dijeridoo di Gianni Placido.
Nel corso della serata interventi di moda con "I love shopping".
Giovedì 27 novembre
Melbookstore Bologna
ore 18:00
Presentazione del libro "Simmetrie" di Elio Pecora (ed. Mondadori), ne parlano con l’autore Gregorio Scalise e Stefano Suozzi.
ore 19:00
Presentazione della mostra "BEATS!" volti e testi della Beat Generation, di Gianni Placido.
Venerdì 28 novembre
Mediateca di San Lazzaro/spazio ragazzi
ore 10:00
Presentazione del libro "L’albergo delle fiabe e altri versi" di Elio Pecora (ed. Orecchio acerbo), interviene l’autore.
Incontro rivolto ai bambini delle scuole elementari.
Modo Infoshop Bologna
ore 21.30
Presentazione del libro di poesia "Interno, esterno" di Salvatore Della Capa (ed. L’arcolaio), ne parlano con l’autore Guido Monti e Gianfranco Fabbri, al flauto Ece Dogrucu.
Sabato 29 novembre
Palazzo della Provincia di Bologna/Sala dello Zodiaco
ore 17:30
Presentazione dell’antologia "Il corpo segreto – Corpo ed Eros nella poesia maschile" (ed. LietoColle), interventi di Luigi Cannillo (curatore), Ottavio Rossani (relatore). Letture di Stefano Massari, Gregorio Scalise, Elio Talon e altri autori antologizzati. Mediateca di San Lazzaro/sala polivalente
ore 21:00
Concerto per voce e lira.
"I Fondamenti dell’Essere" di Patrizia Vicinelli interpretati da Mataro da Vergato.
ore 21:30
Risonanze
reading e performance di Luigi Cannillo, Adele Desideri, Nader Ghazvinizadeh e Nicola Benetti, Silvia Molesini, Ottavio Rossani, Giancarlo Sissa, Dale Zaccaria e Fabrizio Rufo con interventi della calligrafa arbara Calzolari (Gentle People).
Le tavole di Nicola Benetti, ispirate ai versi di Nader Ghazvinizadeh, resteranno in mostra fino al 6 dicembre nell’area della biblioteca.
Domenica 30 novembre
"SBAM! Apriamo le porte alla cultura"
Mediateca di San Lazzaro/sala polivalente
ore 15:00
Incontro conclusivo di discussione: "La poesia performativa, tra parola e suono", intervengono Andrea Orsi, Salvatore Ritrovato e Carlo Alberto Sitta.
ore 16:30
Ultrasuoni
Proiezioni video-poesia di Dome Bulfaro, Lorenzo Carlucci, Tiziana Cera Rosco, Caterina Davinio, Stefano Massari, Teatrino Clandestino.
ore 17:00
Risonanze
reading e performance di Silvia Avallone, Gianni Cascone e Andrea Orsi, Marinella Galletti e il duo Zanotti-Alberghini, Luca Paci, Francisca Paz Rojas, Rossella Renzi e Mirco Mungari, Elio Talon e Andrea Trombini. 
Mediateca – Via Caselle, 22 – San Lazzaro di Savena (Bo) 
Sala dello Zodiaco – Provincia di Bologna – Via Zamboni, 13 – Bologna 
Melbookstore – Via Rizzoli, 18 – Bologna 
MODO infoshop Interno 4 – Via Mascarella, 24/b – Bologna 
Palazzo Gnudi – Via Riva Reno 75/3° – 77
Info 
http://www.dry-art.splinder.com 
suoni.dryart@gmail.com 
ph. +39.3332206226
Ideazione> Matteo Fantuzzi e Massimiliano Martines
Direzione Artistica> Massimiliano Martines
Consulenza> Guido Mattia Gallerani e Matteo Fantuzzi
Ufficio stampa> Davide Martini
Organizza
> Associazione Culturale dry_art
Collabora
> Compagnia delle donne
Con il contributo di
> Invito in Provincia – Provincia di Bologna
> Comune di San Lazzaro di Savena
> Coop Adriatica
Col patrocinio di
> Regione Emilia-Romagna
> Quartiere Santo Stefano – Comune di Bologna
> Centro di Poesia Contemporanea – Università di Bologna
> La Società di lettura

Written by matteofantuzzi

5 novembre 2008 at 17:41

Pubblicato su Uncategorized