UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Un ricordo di Raffaello Baldini

La settimana scorsa sono stato invitato dall’ editore riminese Alessandro Ramberti, a presentare alcuni libri di poesia pubblicati dal suo marchio (Fara editore). La serata si è svolta nella suggestiva cornice della Biblioteca comunale di Santarcangelo di Romagna, paese magico per la poesia italiana che ha dato alla nostra letteratura autori indimenticabili. Tra questi va sicuramente ricordato il grande Raffaello Baldini. Essere in quel luogo a parlare di poesia davanti a una sala piena mi ha fatto subito pensare all’ opera in versi di Baldini, straordinario genio della parola che da Santarcangelo ha raccontato la nostra modernità con la lingua espressiva della più viva tradizione poetica.
Raffaello Baldini è scomparso cinque anni fa all’età di 80 anni. La sua poesia dialettale ha riscosso innumerevoli successi. Il mondo poetico di Baldini è legato alla quotidianità e alle vicende della gente, cui egli ha dato voce attraverso il dialetto.
Partendo da situazioni apparentemente semplici, nei suoi libri, il poeta di Santarcangelo di Romagna è riuscito a scavare nel profondo con la poesia riuscendo a dare un senso universale al molteplice presente nel linguaggio delle cose. E’ diventato uno dei maggiori poeti italiani profondamente radicato nella tradizione .
Il suo mondo poetico è permeato di memoria che, attraverso le storie minime popolate di personaggi comuni, grandi nella loro umiltà, disegna in profondità la dimensione umana, sempre in bilico tra grottesco e senso del dramma: <<La maestra di Sant’Ermete/delle Volte, il pomeriggio,/si chiude in camera e accende una Giubek./Non fuma./Sdraiata sul letto/la guarda consumarsi./Le piace l’odore./Delle volte le viene da piangere>>.
La sua attenzione è stata sempre rivolta, con estremo ed efficace realismo lirico, al mondo antropologico dei personaggi della sua terra. Non dimenticando mai le tradizioni delle origini, Baldini con pregevole raffinatezza compositiva, nelle sue raccolte, ha raccontato con grandissima trasparenza umana il ciclo esistenziale di persone vere, autentiche espressioni di una lingua e di un mondo che si consuma nella ricerca di una purezza riflessiva:<<Abbiamo ballato tutta la notte, sempre insieme,/la mattina alle sei ballavamo ancora, poi fuori l’ho baciata,ci siamo baciati,/e mi del lei , ma dammi del tu,/con quel nasino schiacciato , e dei denti bianchi/quanto rideva/che rideva per niente…>>.
Con una grande potenza della parola Baldini si è imposto come poeta originale costruendo con la sua lingua un dettato poetico che ha dato voce agli esclusi, agli irregolari e agli emarginati.
Uno straordinario poeta che è stato sempre dalla parte degli ultimi, portandoli sulla pagine per salvaguardarne la dignità.
Raffaello Baldini è stato è un poeta che è riuscito a incarnare il concetto di poesia pura.
Qualcuno ha scritto che nei suoi versi vengono evocati i fantasmi dell’uomo contemporaneo: chi domani vorrà capire qualcosa dei nostri anni convulsi, è anche ai versi di Raffaello Baldini che dovrà rivolgersi. Lo smarrimento dell’uomo moderno, che ha perso il senso delle proprie radici è la causa devastante del disordine esistenziale. La grande poesia di Baldini resterà a futura memoria come un esempio da seguire perché in questi tempi di immane vuoto interiore abbiamo bisogno di ricondurre i nostri pensieri all’unità dell’origine.
Non si può assolutamente prescindere dai versi di questo poeta dal volto profondamente umano, che la critica più intelligente ha definito come uno dei maestri del secondo Novecento.

Nicola Vacca

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Written by matteofantuzzi

11 luglio 2008 a 16:58

Pubblicato su Uncategorized

11 Risposte

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  1. ringrazio di cuore nicola vacca, ricordo la linea “magica” di santarcangelo che va da baldini a guerra, da pedretti a fucci fino alla nouvelle femme prodige annalisa teodorani, invito come sempre a leggere tanta poesia dialettale e infine ricordo che domani (sabato 12.07) sono all’afa festival a bazzano (bo)

    matteofantuzzi

    11 luglio 2008 at 17:03

  2. appuntamento “romagnolo” anche quello di martedì, 15.07, sarò a forlì come ospite di poliedrica. presento kobarid e filippo amadei presenta l’editore raffaelli.

    giardino orselli, p.zza cavour 7, forlì. ore 18.30

    anonimo

    12 luglio 2008 at 21:42

  3. io invece ho ricevuto la copia di Kabarid che mi hai mandato da portare con me a S.F. (e farne buon uso)
    denghiù

    fabiano

    anonimo

    13 luglio 2008 at 14:32

  4. ma anche tu sei rimasto vittima delle inondazioni del nord italia o il lago ha tenuto ?

    😉

    m.

    anonimo

    14 luglio 2008 at 06:11

  5. lasa stà…
    con tutti i franchi spesi per acquistare il possente seppur piccolo ciclomotore, l’uso è interdetto causa pioggia. Però nelle valli luganesi é disastro…
    fabiano

    anonimo

    14 luglio 2008 at 09:12

  6. Concordo in pieno con questa analisi di Vacca su Baldini. Penso che ormai sia un classico della poesia del Secondo Novecento e non si può fare a meno di leggerlo per comprendere non solo una certa poesia, ma è anche come documento di un epoca storica, sociale, culturale.
    A settembre uscirà per Einaudi un suo monologo teatrale inedito.

    Com’è andata l’AFA? Io non sono potuto venire essendo all’estero.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    14 luglio 2008 at 17:19

  7. hai voluto la motoretta…
    😉

    dell’afa so che è andata bene e molto la parte di land con massari, bertoni ecc.

    più in generale sulla questione festival credo che “partorirò” qualcosa prossimamente e potrei pure tenerlo in discussione un paio di mesi. come un’officina aperta in sostanza. poi vediamo.

    matteo

    anonimo

    14 luglio 2008 at 17:44

  8. parto tra poco per portogruaro (ve) dove questa sera leggerò per gli amici del porto dei benandanti (prima di me anche gli ammutinati e assieme a me anche vincenzo della mea)

    posticipo il post di qualche giorno, abbiate pazienza. poi sarà una cosa che spero lunga, curata e partecipata. ci vediamo tra qualche giorno.

    matteo

    anonimo

    19 luglio 2008 at 15:40

  9. segnalo anche un’ottima iniziativa francese come il nuovo blog di poesia italiana (in traduzione) dedicatoci dal circe, ovvero dal centro internazionale di ricerca sulla cultura degli scambi dell’univ. di parigi III, è linkato a sn alla voce “une nouvelle poésie italienne”

    matteofantuzzi

    19 luglio 2008 at 15:58

  10. un breve passaggio di qua giusto per dire due cose:
    – un grazie a te matteo, per la tua presenza e la tua lettura a portogruaro, se in futuro vorrai tornare sarai il benvenuto, anche se magari ti consiglio di prendere il treno la prossima volta
    – vorrei esprimere la mia venerazione e il mio amore sconfinato per la poesia di raffaello baldini. la raccolta einaudiana delle sue opere poetiche è uno dei rari libri che leggo e rileggo senza saltare una pagina e l’effetto che ha su di me è quello di farmi prendere in mano la penna e cominciare a scrivere
    Рuna promessa e un impegno, infine, che ̬ quello di rispondere al tuo invito a partecipare alla discussione sul post successivo a questo.

    un caro saluto,
    giacomo sandron

    anonimo

    30 luglio 2008 at 09:16

  11. grazie a te giacomo e a tutti voi. aspetto allora con piacere le tue riflessioni qua sopra.
    in treno ci verrei… è che son sempre in giro a ogni ora del giorno e della notte… 🙂

    matteofantuzzi

    31 luglio 2008 at 20:18


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