UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 13 comments

Pierre Lepori , Qualunque sia il nome, Casagrande, Bellinzona, 2003 di Silvio Aman

Pierre Lepori, dopo la scelta di poesie apparse nel Settimo quaderno di poesia italiana (Milano, Marcos y Marcos, 2001, a cura di Franco Buffoni), ha pubblicato Qualunque sia il nome (Bellinzona, Casagrande, 2003, pref. di Fabio Pusterla) e Vento (Faloppio – Como, Lietocolle, 2004, pref. di Stefano Raimondi). Considerando il carattere dell’indagine poetico-analitica che l’autore avvia con se stesso e la propria vicenda, in rapporto alla famiglia e al mondo esterno, potremmo dare alla sua poesia l’appellativo di esistenziale (“Ma l’esistenza impedisce di esistere”), con una precisazione: egli reagisce alla vischiosità della sofferenza, con la quale molti paiono andare a nozze, per intraprendere, attraverso una complessa e meditata elaborazione, la lotta contro il male costituito innanzitutto dall’inganno e dai colpevoli silenzi. Il passo anabatico, l’apertura del “libro dei morti”, lo spingerà infatti a una sovversione intima e alla luce della parola piena, con una manovra che, prima di Freud, ricorda Nietzsche. Ecco perché, pur non rimovendo i caratteri specifici della poesia, egli apre una serrata e impietosa ricerca in cui si sente bene come scrivere non significhi sfogarsi, ma giungere, tramite l’atto di parola, alla scoperta di se stessi e al vero inizio del lavoro: “Non puoi negarlo: nato oggi, / tutto comincia con la richiesta di aprire, infine, / il libro dei morti[…]”. Come può accadere durante un’analisi, il poeta avvia una elaborazione che lo porterà ad abbandonare la posizione comoda di chi accusa e si lamenta, per scoprirsi come parte in gioco e procedere con moto ascendente verso Il senso della battaglia . Mossa politica, sulle lontane tracce di Leopardi, dal momento che il male non vuol più essere svelato in solitudine, bensì denunciato tramite il passaggio dall’io al noi, un noi che dà energia alla ribellione e permette di riposizionarsi in una nuova strategia poetica: “e un dolore privato è poca cosa. Solo, gridare dentro non è / gridare per tutti”. Il fatto che Pierre Lepori non civetti con la letteratura (le citazioni, nell’assumere un valore i ponti ermeneutici, credo rispondano a un desiderio di affratellante riconoscimento) e che il suo impegno sia diretto a scoprire il male mascherato (“Stranamente la pace ha conservato / l’occhio felino dell’odio. La voce dell’avvoltoio”), non lo obbliga a eliminare la bellezza e una già velata musicalità dal lavoro poetico, perché se l’esistenza può impedirci di esistere, la realtà non è rappresentata dall’univolto, bensì dal molteplice, con relativi effetti di adesione, contrasto e repulsione sull’animo di chi la vive. Il bene e il male provengono dallo stesso luogo, direbbe Giampiero Neri, e riuscire a individuarli dietro le maschere – calzate per ingannare, ma anche per timidezza – raggiungere insomma effetti di verità, contro le Verità di comodo, provoca quel senso di godimento, risalita e liberazione che in Pierre Lepori coincide con la scoperta della sua voce poetica.

da Il monte analogo, n.6 – novembre 2007.

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Written by matteofantuzzi

1 maggio 2008 a 23:11

Pubblicato su Uncategorized

13 Risposte

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  1. ringrazio la redazione de il monte analogo, appena approdata sulla rete e vi propongo questa analisi molto interessante sulla poesia di lepori. buona lettura.

    *

    Domenica 4 maggio alle ore 11,30 Presentazione del volume “Vicno alle bubi sulla montagna crollata” a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano (e con me tra gli autori inseriti) alla Feltrinelli di Parma, in Via Repubblica 2. Ci saremo io e Alberto Bertoni, Monica Borettini, Mimmo Cangiano,
    Stefania Cavazzon, Chiara De Luca, Stefano Massari, Maria Pia Quintavalla oltre a Giuseppe Marchetti e Luca Ariano

    matteofantuzzi

    1 maggio 2008 at 23:25

  2. Grazie Matteo! Comunico che Bertoni e Cavazzon non saranno presenti per problemi famigliari.
    Alla prossima.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    2 maggio 2008 at 05:56

  3. Scusa ancora Matteo se abuso di questo spazio; domani non ci sarà nemmeno Stefano Massari sempre per problemi personali (dura la vita dei poeti!) ma si è aggiunto Italo Testa che per problemi di email non era stato contato.
    Ah, quando c’erano quelle belle lettere cartacee questi disguidi non succedevano… 🙂

    Grazie a tutti e un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    3 maggio 2008 at 10:41

  4. troppo facile, da reuters:
    Governo: nasce il Berlusconi 4, ecco chi sono i ministri

    BENI CULTURALI

    SANDRO BONDI, Forza Italia, 49 anni, toscano. Poeta, ex amministratore comunista di formazione cattolica a metà anni ’90 viene folgorato da Berlusconi diventandone uno strettissimo collaboratore. Scrive il pamphlet ‘Una storia italiana’ nella vittoriosa campagna elettorale del 2001 e diventa coordinatore di Forza Italia.

    *
    e mo’ vediamo cosa succede. l’unica cosa che mi auguro è che la “spinta” nei confronti della poesia non sia monomandataria e centralizzata ma almeno in parte possa aiutare tutto il sistema. vedremo, state bene. m.

    anonimo

    8 maggio 2008 at 05:55

  5. Ma stiamo scherzando?
    Qualcuno pensa che Bondi possa dare una spinta alla diffusione della poesia?
    Suvvia, siamo seri. Al massimo farà adottare come libro di testo a scuola le sue poesie… 🙂

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    8 maggio 2008 at 10:14

  6. io credo che come qualsiasi amministratore pubblico “amante” di un’arte farà molto per la diffusione della stessa, questo accade a tutti i livelli, con amministrazioni ottime e oculate e amministrazioni folli e scellerate.

    il problema ribadisco è se ci sarà un modo univoco e clientelare di intendere le cose che favorirà solo “amici” e “compagni” o sarà una promozione ecumenica che andrà a diffondere la poesia in ogni sua forma e in ogni sua esperienza. il mio augurio è che promozione ci sia e non sia monomandataria, se così sarà tanto di cappello al ministro, in caso contrario mi dispiacerà come mi dispiace spesso per troppe amministrazioni di destra e di sinistra (anche estrema) che fanno cose quanto meno curiose con denaro pubblico e fondi pubblici pagati dalle tasche dei cittadini.

    anonimo

    8 maggio 2008 at 20:31

  7. (matteo)

    anonimo

    8 maggio 2008 at 20:32

  8. Matteo per quanto io abbia a cuore la poesia mi auguro di sbagliarmi e che tu abbia ragione ma conoscendo i soggetti sono molto ma molto scettico. Spero di essere smentito.
    Si parla di Bondi anche in Absolute Poetry tramite una lettera aperta di Rondoni uscita su “Il Tempo”.
    Come sono lontani i tempi in cui vi scriveva Pasolini.
    Se il buon giorno si vede dal mattino?

    Un caro saluto sperando di non vedere nei prossimi anni in poesia il trionfo dei cortigiani e dei cantori di cricca.

    Luca Ariano

    anonimo

    9 maggio 2008 at 14:05

  9. Spero che l’on. Bondi, in quanto ministro dei Beni Culturali, si occupi della marea di lavoro in tutti i campi che ci sarebbe da fare al suo ministero. E, visto che è difficile che un politico abbia davvero una visuale aperta a tutto tondo sulle cose – anche su quelle che lo riguardano da vicino – spero che non si sogni di imporre un certo tipo di promozione della poesia dall’alto, che temo potrebbe diventare più deleteria che altro.
    Gli unici provvedimenti interessanti che gli competono – e che ci potrebbero riguardare – sono legati a questioni molto più spicciole: incentivi alla pubblicazione di opere prime, aggiornamento a livelli degni del 2008 dei rapporti tra autori (e traduttori, anche) ed editoria e una miriade di altre piccole rimossioni di ostacoli che renderebbero le cose un po’ più semplici per chi le fa, che già deve scontrarsi con la difficoltà di far passare il proprio messaggio al di fuori degli addetti ai lavori.

    Marco Bini

    anonimo

    9 maggio 2008 at 16:41

  10. absolute poetry ha fatto una delle migliori operazioni di sociologia della comunicazione poetica che io abbia mai visto. a monfalcone e dintorni ne sanno…

    io vorrei fare notare chi e cosa si scriva oggi anche sull’unità o il manifesto e chi e cosa non si scriva più. pasolini nella tomba frulla… mica solo si rigira.

    il problema è e rimane sostanziale e di una società che nonostante mani pulite ecc. continua a mantenere le proprie appassionanti derive. tra prima, seconda e terza repubblica non vedo molte differenze. anche nella poesia. anche con l’avvento della rete i problemi sono rimasti mutati i mezzi di comunicazione: marco, quella che indichi tu è la situazione estone, ricorderai che ne parlavo un paio d’anni fa di ritorno dalla svezia. ora dato che l’estonia non produce 5000 poeti fenomenali e ha un’economia lievemente inferiore a quella italiana mi aspetterei uno sguardo nei confronti della poesia avvicinabile al suo.

    ma tu dici bene sulle opere prime, ma non dimentichiamoci di quanti poeti ottimi, di quante colonne del Novecento ci siamo persi per strada per ricordare quella o quell’altra cordata. che fine ha fatto il famoso festival dei poeti “dimenticati” che si doveva fare ? non doveva andare in friuli ? ne sai qualcosa luca ?

    e non dimentichiamoci che oggi in italia vivi e vegeti ci sono 40-50-60enni, che a forza di sentire dire “aspetta, aspetta, aspetta” il treno non l’hanno mai visto. e sono rimasti lì, con lavori meravigliosi, mentre i ragazzini come me viaggiano spesso in comode cuccette anche se hanno ancora molto da dimostrare.

    diamo a cesare…

    matteofantuzzi

    10 maggio 2008 at 14:56

  11. Sì Matteo concordo pienamente.
    La Sinistra in Italia non è esente da certe colpe ma io penso che il discorso vada oltre, ovvero sono gli italiani che non sanno gestirsi e gestuire il loro Paese.
    La poesia è solo un granello di sabbia in un Paese che è alla deriva su tutto: economia, paesaggio e territorio, cultura, ricerca, scuola, Università e potrei andare avanti all’infinito.

    Certe cricche, certe logiche – anche in poesia – non sono altro che lo specchio di un popolo che vive di clienterarismo, raccomandazioni, malaffare, “spintarelle”, ecc.
    Non è un caso che chi davvero vale fugga all’estero. La meritocrazia non esiste.
    Per cui se l’Italia non si decide a dare un giro di vite, a prendere certi treni siamo irrimediabilmente destinati non solo al declino ma al tracollo totale.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    10 maggio 2008 at 15:29

  12. gli italiani sono anche a sinistra caro luca…

    ma come si dice dalle mie parti “una volta erano tutti fascisti, e ora son tutti comunisti…”

    🙂

    matteofantuzzi

    11 maggio 2008 at 12:36

  13. Certo Matteo. Ma il mio non è un discorso di destra o di sinistra. Fosse così semplice…
    E’ proprio un fatto di malcostume italiano che ci porterà al tracollo.

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    12 maggio 2008 at 18:13


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