UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Roberta Bertozzi, Gli enervati di Jumièges, Pequod 2007 da La Voce di Romagna.

Narra la leggenda che i due figli di Clodoveo II, colpevoli di cospirazione contro il padre, furono puniti per questo con la bruciatura dei tendini delle gambe e abbandonate su di una zattera lungo le rive del fiume Senna. Da questo episodio nel 1880 Evariste Vital Luminais prese spunto per dipingere il quadro a cui si rifà il titolo del libro di poesie della cesenate Roberta Betozzi che ritrae due giovani distesi su una barca, avvolti da una coperta e con le caviglie fasciate.
È il rapporto tra padri e figli così a manifestarsi come chiave della lettura di quest’opera: da una parte appunto i genitori, che “de-nervano” la prole rendendola incapace di muoversi, di agire, di uscire dal luogo a loro destinato da chi li ha generati e che sembrano in qualche modo potere mantenere sulle loro creature un potere privilegiato anche a livello decisionale (magari “segnandone in maniera perenne l’esistenza” come avviene appunto nella mutilazione dei protagonisti del quadro di Evariste Vital Luminais, ma come avviene negli infanticidi o in qualsiasi sorta di violenza che accade in ambito famigliare), dall’altra gli stessi figli che si lasciano andare senza la minima reazione al volere dei padri, bensì in una costante rassegnazione a questa sorta di oblio, di eterno procedere in balia delle lievi correnti del fiume, percorrono i propri anni galleggiando consci della propria situazione, arrendevoli nel non cambiare.
Il “quadro” proposto dalla Bertozzi è quindi un duplice attacco all’immobilismo e alle pochezze umane che spesso si sviluppano in ambito famigliare, anche se appare già ad una prima lettura che le vicende vengono viste soprattutto nell’ottica dei protagonisti, dei figli insomma, degli “enervati”, e che in buona sostanza l’attacco ai figli diviene più che altro un riflesso di quello più spietato nei confronti del “padre” a cui nel settimo capitolo l’autrice dedica una lettera, affettuosa e terribile assieme, una condanna senza appello nel quale viene descritto lo stato della famiglia in maniera radicale (e lucida assieme): <<Sei così morto padre / prima ancora che tu fossi / e prima del tempo / così stupido sigillo tu. // Appesi al tuo capitale noi / snervati / chiavellati al tuo quintale e al sangue / sciolti – oppure ancora in bilico >>.
Dopo “Il rituale della neve”, opera prima uscita alcuni anni fa per l’editore riminese Raffaelli, colpisce sempre di più la crescita esponenziale di questa poetessa capace di costruire un verso proprio e potente che rapidamente la sta ponendo all’attenzione della letteratura nazionale, in attesa di ulteriori positivi sviluppi.

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Written by matteofantuzzi

9 febbraio 2008 a 19:06

Pubblicato su Uncategorized

7 Risposte

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  1. libro che ho amato molto e di cui avevo già parlato in “anteprima” su atelier, è uno degli articoli che settimanalmente ogni lunedì sta uscendo a mia firma su “la voce di romagna”. buona lettura.

    matteofantuzzi

    9 febbraio 2008 at 19:07

  2. premio ClanDestino (per i vincitori pubblicazione nella collana dell’omonima rivista): tutte le info vanno richieste a info@clandestino.com

    premio mario luzi su http://www.marioluzi.it

    i laboratori di scrittura creativa presso i carceri di opera e bollate qui: http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=4927

    matteofantuzzi

    9 febbraio 2008 at 19:15

  3. Mi giunse voce di questa raccolta e volevo prenderla.
    Sto aspettando anche l’Elefante Garzanti con Tutte le poesie di De Signoribus che esce a maggio.
    Grazie Matteo per l’informazione!

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    9 febbraio 2008 at 21:36

  4. Deve trattarsi davvero di un’ottima cosa. Dalla tua recensione e dai testi che ho letto di Roberta, brava proprio, e nessuna gratuità in testi per niente ovvi e di grande spessore.

    molesini

    13 febbraio 2008 at 17:33

  5. confermo silvia.

    matteo.

    anonimo

    13 febbraio 2008 at 19:49

  6. è attivo anche il blog del progetto lips, con riferimento particolare al workshop del 12 aprile all’università di bologna per il quale da mesi vi scasso le palle. chiaramente la grafica non l’ho fatta io che se fosse per me andrei avanti ancora col dos sul mio commodore 64 😀

    matteofantuzzi

    13 febbraio 2008 at 20:00

  7. (eh, sì, scusate… è linkato a sn nella colonna)

    matteofantuzzi

    13 febbraio 2008 at 20:31


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