UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Massimo Dagnino, Presente continuo, ed. Stampa, Varese 2007, pp. 72, euro 9.

Stanche, svogliate, insofferenti: sono le figure che popolano il mondo di Massimo Dagnino, sempre pronte ad annientarsi, ad annullarsi per osservare l’altro, quello che sta loro accanto. C’è quasi in questi luoghi, in questi “quadri”, in questi ritratti, un’atmosfera cupa, tipicamente lombarda, tipicamente brumosa. C’è quasi quel senso che si ha con la nebbia, dove tutto quel poco che si riesce a vedere diventa più grande, più particolareggiato, come una reazione al poco. Quella che emerge è una vita minima e dilatata, somma di grandi pause e scatti improvvisi, di ironie fatte per difesa e di altre invece involontarie, come bene viene indicato nella prefazione di Maurizio Cucchi che avvicina Massimo Dagnino agli schemi dell’opera di Giampiero Neri. Da segnalare infine il verso: minimo, asciutto anch’esso come la sua Poesia. È un verso che concede poco al classico lirico ma che allo stesso tempo riesce ad essere sempre piano, sempre efficace, senza increspature e senza indecisioni. Insomma: che riesce ad essere proprio come dovrebbe essere.

***

Faccio anche un piccolo inciso: sta per uscire il programma del Poesia Festival 2007, se ne parlava ieri a Riccione. Tra gli ospiti ci dovrebbero essere comici, rapper ecc. mi ha colpito nel "pour parler" il cachet che dovrebbe andare a quanto m’è stato riferito a Luciana Litizzetto. Mi ha colpito proprio la presenza di Luciana Litizzetto. E’ un poco come se il Modena Calcio avesse comprato Platinette come centravanti, la sorpresa (per lo meno) passatemela. Comunque il problema dei festival che ragionano troppo sulla commistione è che se da un lato raccolgono qualche presenza in più (ma falsano la comunicazione della questione poesia), dall’altro scardinano il rapporto anche vilmente economico di chi lavora sulla poesia con a mala pena i soldi per l’affitto (e ieri ne ho sentiti diversi, e certo non solo 20enni). Pensiamo poi agli stessi pochi fondi di produzione che spesso ci sono a disposizione per i (seguitissimi) festival di Provincia. Insomma: niente di straordinario, non parliamo del PIL della Colombia, però ci si fanno 2 o 3 Festival di Poesia con quella cifra. O un paio di iniziative editoriali serie. Ma il problema come in tutte le regolatorie di mercato non è di chi fa un prezzo, ma di chi paga il prezzo di quel prodotto, magari convinto di avere avuto una botta di genio. Un poco come invitare i rapper… insomma, il rischio dello Ian Rush di turno c’è sempre… (perdonate l’ulteriore citazione calcistica).

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Written by matteofantuzzi

2 settembre 2007 a 08:55

Pubblicato su Uncategorized

12 Risposte

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  1. Alcune iniziative del Poesia Festival hanno bene o male già superato la prova di rodaggio…ma ancora una serie di amministratori usa a traino delle iniziative di poesia nomi volutamente fuori da ogni riferimento poetico, spesso in vena parodica. Vige insomma ancora non tanto un ostracismo per chi fa poesia ed ha saturato con il pubblico, sponsors e pubblicità gli spazi che gli sono stati affidati, ma un rifiuto preventivo a prendere sul serio tanto le associazioni di volontariato che organizzano gratuitamente gli incontri, quanto la serietà stessa degli autori, più o meno celebri o giovani…
    Questa ambiguità operante sul territorio, con difficoltà di gestione cooperativa fra i vari enti ed associazioni, decisioni non calibrate nè dal punto di vista economico, nè della qualità del servizio, spreco di denaro pubblico non necessario, fanno sì che non vi sia stato un reale aumento del pubblico di poesia nel corso degli anni, ma fondamentalmente di un pubblico eterogeneo a cui non è data, forse per ragioni classiste, la possibilità di fruire materialmente del mercato poetico…

    Guido Mattia Gallerani

    anonimo

    2 settembre 2007 at 17:37

  2. io credo che un’associazione che lavora in maniera seria su un territorio difficilmente tiri fuori un progetto ‘furbetto’, siamo in questo ancora vicini al modo col quale la rai faceva i palinsesti negli anni ’60 pensando al famigerato ‘spettatore medio’ (non so se qualcuno ha presente le scenette di tognazzi e vianello a riguardo). io credo che un festival anche di grandi dimensioni possa permettersi il grande nome, ma il grande nome poetico. walcott ha fatto centinaia di persone la scorsa estate quando lo sono andato a sentire. era in grado di rapire l’attenzione, insomma non gliela fanno solo i comici. chi sa fare poesia le piazze le riempe, e se si fa un festival di poesia bisogna fare poesia. non canzonette. non avanspettacolo. facciano un festival dell’avanspettacolo. mica è vietato…

    matteo.

    anonimo

    3 settembre 2007 at 17:39

  3. Tanto alla fine tutti grideranno al successone contando le presenze totali (l’anno scorso 15000)… e ci verranno a raccontare che la poesia è viva e vegeta (che lo è, per carità, ma non perché 3000 persone vanno a vedere Stefano Benni o Samuele Bersani). Per me il particolare più imbarazzante è che alla poesia non si dia la fiducia che merita: insomma, se Vattimo fa il pieno in piazza Grande per il Festival della Filosofia, cosa impedisce di pensare che (ad esempio) Milo De Angelis non possa fare un risultato simile? Vale forse di meno, in valore assoluto, è forse meno importante per la rispettiva arte?

    anonimo

    3 settembre 2007 at 19:08

  4. Scusate, al #3 ero io. Aggiungo che il superospite rapper della prima sera, Frankie hi energy mc ha dichiarato che “Per me ‘Poesia’ non è una forma artistica, come la musica, il cinema, o la letteratura, ma una virtù che – talvolta – fa risplendere di una luce magica un’opera e chi di quell’opera è spettatore”… direi che si commenti da solo, non tanto lui quanto chi l’ha invitato e lo paga…

    Massimiliano Aravecchia

    anonimo

    4 settembre 2007 at 10:49

  5. ma chi è il direttore artistico di Poesia festival?

    bentrovati cari.

    ansuini

    4 settembre 2007 at 15:46

  6. Ho controllato, Paola Nava con la consulenza di Bertoni. Visto che da Bertoni dovrei andare per un’altra cosa (un’intervista) magari glielo chiedo. Come funzionano queste dinamiche, e se secondo lui ha senso portare la littizzetto a un festival di poesia.

    ansuini

    4 settembre 2007 at 16:33

  7. Paola Nava è solo l’organizzazione amministrativa del Festival, in realtà la direzione artistica è di Roberto Alperoli, poeta e sindaco di Castelnuovo Rangone. L’idea è nata da un suo progetto con Bertoni…eventuali decisioni (tipo la Litizzetto od altre) hanno un fondamento politico più che pubblico…

    Guido Mattia Gallerani

    anonimo

    4 settembre 2007 at 17:49

  8. Scusate l’ignoranza: ma dove si tiene questo Festival? Dove avete letto il programma? E’ per caso quello di Modena o di Roma?
    Mi perdo nel maremagnum di Festival…Grazie!

    Un caro saluto

    Luca Ariano

    anonimo

    4 settembre 2007 at 18:28

  9. Lo immaginavo Guido. Vorrei comunque chiedere un parere se la cosa secondo lui è funzionale o meno, alla poesia, e avendolo sentito parlare qualche volta immagino già la risposta. La mia idea è che la commistione con varie ed eventuali arti debba esserci, ma sempre tenendo ben saldo a mente che si sta parlando di poesia in rapporto a, non il contrario.

    ansuini

    4 settembre 2007 at 18:38

  10. il poesia festival è quello di modena (del modenese, mi correggo, perchè funziona molto bene soprattutto in provincia come più volte, fino alla noia, qui s’è ribadito) caro luca.

    per rimanere sulla retorica calcistica, di solito “gli allenatori” che hanno grande competenza del campo e delle regole del gioco sanno che ci sono i giocatori seri e disciplinati, e per fare una squadra ci vogliono quelli, che siano fuoriclasse o “portatori d’acqua”, comunque servono i calciatori.

    poi ogni tanto “i presidenti”, “i dirigenti” ecc. si convincono che per riempire gli stadi ci voglia uno così, uno di cui si parla, che se in campo trotterella e basta fa niente.

    poi magari la squadra va in serie b… ma questo è un altro discorso. comunque non è praticamente mai colpa dell’allenatore competente (spero si capisca quello che intendo…)

    matteo
    ps. scusate, ma in questi giorni sono di nuovo via, non riesco nemmeno a rispondere alle mail, nei prossimi gliela dovrei fare a essere più presente. sorry !!! è il lavoro…

    anonimo

    4 settembre 2007 at 19:23

  11. http://www.poesiafestival.it è il sito ufficiale, ma per ragioni sconosciute ai più il programma benché ultimato non è stato ancora inserito. Dovrebbe comparire al più breve.
    Mi pare che la metafora sia azzeccata, stavolta non me la sento di dare la colpa agli organizzatori, ma ai dirigenti diciamo più politici…stando a Roma ci hanno rubato pure questa iniziativa!

    GMG

    anonimo

    5 settembre 2007 at 12:22

  12. bisogna tornare da roma e riprendersi i campetti di periferia dove però si gioca il vero calcio 😉

    matteofantuzzi

    5 settembre 2007 at 18:55


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