UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Baldus, non è passato un secolo.

Sono passati 17 anni (mese più, mese meno) dall’uscita del primo numero della rivista Baldus, in effetti non è così tanto per i tempi della poesia, eppure la frenesia che sta caratterizzando il nuovo millennio, la tensione antologica, la fretta a definire tutto, a sancire, a certificare, tutto questo dicevo ha portato nel pensiero comune, soprattutto delle nuove generazioni, a considerare le riviste cardine degli anni Novanta come qualcosa di estremamente lontano: anche perché il fenomeno della produzione della rivista cartacea se da una parte ha consolidato determinate esperienze, dall’altro non ha poi visto emergere vere novità le quali si sono tutte (o quasi) rivolte alle dinamiche dei nuovi media. Rimane il fatto che Atelier, ClanDestino, Versodove, Origini e appunto Baldus appiano creato ottima parte del dialogo attorno alla poesia militante degli anni Novanta, e che se vogliamo fare poesia oggi non possiamo che guardare alla storia, e ancora di più alla storia recente.
Già, ma dove reperire le fonti ? Non è una questione da poco, lo sappiamo bene, il nodo della discussione tra i “poteri forti” che muovono la poesia passa necessariamente dalla questione della fruizione e dalla questione della penetrazione.
Il fatto che oggi Lello Voce e Massimo Rizzante abbiano curato la raccolta integrale della rivista (uscita tra il 1990 e il 1996) digitalizzata in Cd – Rom, completata dall’introduzione dello stesso Rizzante e da un intervento di Adriano Padua per le edizioni No Reply assume un significato molto importante e su cui è necessario porre molta attenzione sia per quello che riguarda le teorie e le riflessioni portate avanti da Baldus, sia per quello che riguarda il significato di questa pubblicazione. È indubbio per chi ha seguito le riflessioni in rete dell’ultimo anno che a un certo punto questa necessità di conoscere non solo per termini astratti, ma andando a recuperare uno per uno i testi in discussione, andando a ragionare sulla sostanza delle teorie, sulla carta, tutto questo si è rivelato essere molto più di un utopico desiderio. La digitalizzazione è in questo senso una soluzione concreta che dovrebbe essere seguita da tutte le riviste sopra citate e spinta a tutte quelle realtà storiche che hanno caratterizzato il Novecento per rendere fruibile un enorme quantità di materiale che rischiamo giorno dopo giorno di omettere e infine perdere.
Quale l’importanza di Baldus, infine ? Sicuramente tutto il ragionamento sulla poesia performativa e sulla poesia d’avanguardia con un filo che unisce questa rivista a molti dei suoi collaboratori, e getta soprattutto il dialogo con le teorie del gruppo ’63, ma che è in grado anche di recuperare autori fondamentali, non è un caso che nel numero 0 del 1990 sia presente una lunga riflessione su un pilastro del Novecento come Edoardo Cacciatore curato da Giorgio Patrizi, e non è un caso nemmeno il lungo lavoro su Andrea Zanzotto curato da Gian Mario Villalta sul numero 3 del 1995, e in mezzo Ernesto Calzavara curato da Massimo Rizzante (4, 1995), Luigi di Ruscio analizzato da Biagio Cepollaro (1, 1994), Emilio Villa analizzato da Lello Voce (1, 1994).
Il dialogo creato da Baldus non è inoltre solo all’interno dei confini, ma è in grado di creare un sistema a livello europeo (e in questo senso si veda ad esempio l’approccio di produzione di un festival come quello di Monfalcone, festival spiccatamente internazionale), l’analisi scaturita da Ricercare, una manifestazione che nel bene o nel male manca nell’attuale panorama e che dovrebbe a mio parere essere riproposta per creare anche un esercizio di analisi della cosa letteraria in generale (e sempre più della cosa poetica), per rendere visibile cosa muove l’autore, il lavoro dell’officina, quello che sta dietro alla poesia, perché la progettualità non appaia sempre tutta improvvisata, tutta fragile.
Credo che l’espansione della poesia in rete debba molto ad alcuni dei “fuoriusciti” dal cartaceo degli anni Novanta, leggere Baldus nella completezza dell’opera significa anche capire la storia del pensiero che portano dietro di loro critici e autori affini alle tesi della rivista e coi quali quotidianamente ci si scontra per il bene della Poesia. Significa conoscere l’interlocutore.

Baldus, antologia completa 1990 – 96, Ed. No Reply. Euro 20.

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Written by matteofantuzzi

8 luglio 2007 a 08:46

Pubblicato su Uncategorized

12 Risposte

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  1. matteo ti ringrazio per questa segnalazione. più tardi posterò il mio pezzo contenuto in questo volume su poesia e spirito. saluti

    A.Padua

    anonimo

    9 luglio 2007 at 12:25

  2. OT

    “Il segreto delle fragole” – poetico diario 2008 è ultimato.

    La parola ai curatori

    Quali le novità per l’edizione 2008 de Il segreto delle fragole?

    Due le novità per l’edizione 2008 del poetico diario Il segreto delle fragole: la presenza di importanti voci straniere che affiancano i numerosi autori italiani e la composizione, tramite le poesie ricevute, di un vero e proprio libro scandito dallo scorrere dell’agenda e non il contrario, una agenda scandita da poesie.
    I testi, infatti, sono stati assemblati e disposti consequenzialmente per seguire una sorta di trama che si compie in un capitolo per ogni mese.
    L’insieme che ne deriva è un coro, sono voci che – nel fluire del tempo – si collegano, si sovrappongono o corrono in parallelo e che saldano il corpo di una narrazione lunga un anno.

    Del cospicuo numero di poeti stranieri presentati, la maggioranza è costituita da autori provenienti dalla Svizzera completati da due autori sudamericani ed un portoghese. Se è possibile non riconoscere alcun confine tra la poesia italiana e quella svizzera – e non parliamo solo dell’uso della lingua ma della prossimità geografica – allora non esiste confine neppure con la distanza che ci separa dagli altri Paesi di lingua latina (o più in generale nessuna distanza in/di poesia).
    Ponte di collegamento tra i due poli (Italia e America Latina) abbiamo voluto fosse il Portogallo, terra che più di ogni altra si spinge dentro l’oceano, estrema appendice d’Europa che il confine sfida. E attraverso la poesia tendere ad una ritrovata Pangea, riunendo quanto è geograficamente diviso, proponendone l’aggregazione mediante il verso, a partire da un “gemellaggio poetico” con la Svizzera per concretizzare l’ambiziosa possibilità di guardare oltre i confini stretti cui abbiamo voluto abituarci, uno sguardo oltre la siepe leopardiana.

    Ringrazio gli autori che, numerosi, hanno inviato i testi per partecipare al concorso, come da bando, o su invito dei curatori Giampiero Neri e Fabiano Alborghetti. Un riconoscimento particolare ai curatori che, con passione e alacrità, hanno perseguito un progetto di “poesia senza confini”, proponendo un volume originale ricco di testi di autori stranieri, ma in linea con le strategie editoriali volte ad uno scambio/confronto con realtà poetiche di altre nazioni, verso una europeizzazione della poesia. A fianco di 26 nomi prestigiosi del panorama poetico contemporaneo, come consuetudine, 60 voci di autori emergenti per offrire una narrazione divisa in dodici capitoli, tanti sono i mesi dell’anno.

    Il riferimento iconografico di copertina è una scultura del maestro Selim Abdullah dal titolo “corpi e sillabe”, fortemente rappresentativo del contenuto presentato per cui la parola diventa segno tangibile di una matericità individuale, rapporto chiastico tra l’espresso e l’inesprimibile in una dimensione collettiva tesa all’aggregazione.

    anonimo

    9 luglio 2007 at 13:48

  3. mercoledì 11 luglio, ore 21 alla biblioteca moderna di forlì, c.so della repubblica gianfranco fabbri presenta “stato di vigilanza” (ed. manni) con alberto bertoni.

    nel segreto delle fragole 08 sono presente anche io, ricordo che è di questi giorni anche il volume celebrativo dei 10 anni di voci della luna, presenti una 20ina di autori, anche in questo caso me compreso.

    matteofantuzzi

    10 luglio 2007 at 23:13

  4. Grazie della nota, Matteo. Verrai?
    Tuo Gianf.

    nestore22

    11 luglio 2007 at 07:46

  5. sì, parto tra poco gianfranco. m.

    anonimo

    11 luglio 2007 at 18:46

  6. Nell’ambito del Festival di Santarcangelo delle Arti 2007
    In collaborazione con la Biblioteca Comunale A. Baldini
    Sabato 14 luglio dalle 21.30 alle 24.00
    Sulle tracce di chi semina parole
    Percorso con poeti e narratori per le vie di Santarcangelo
    Il piacere dell’ascolto e quello del cammino per riflettere
    (partecipazione libera)

    Itinerario
    Angolo piazza Ganganelli 21.30
    (Stefano Sanchini, Chiara De Luca, Subhaga Gaetano Failla, Caterina Camporesi)
    Grotte Teodorani 22.15
    (Helene Paraskeva, Andrea Parato, Ardea Montebelli)
    Monte di pietà 23.00
    (Patrizia Rigoni, Luca Ariano, Natascia Ancarani e Alex Celli)
    Interventi musicali estemporanei e originali di Nicola Matteini e Subhaga Gaetano Failla
    L’ultima tappa prevede dibattito aperto fra gli autori e il pubblico
    sul senso dello scrivere oggi.

    anonimo

    13 luglio 2007 at 16:25

  7. Per Baldus ho riconoscenza e ammirazione, la rivista è molto bella peccato che l’hanno fatta vivere così poco. Luigi Di Ruscio

    anonimo

    14 luglio 2007 at 07:06

  8. il mio intervento è qui:

    http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/13/baldus-la-ricezione-di-adriano-padua/

    un abbraccio a luigi di ruscio. baldus è una delle poche riviste che gli hanno rivolto l’attenzione che si merita e so che nell’ultimo numero mai uscito doveva esserci un ampio saggio di cepollaro sull’opera di luigi. peccato non averlo mai potuto leggere.

    ciao

    A.Padua

    anonimo

    14 luglio 2007 at 08:29

  9. però si può riproporre adesso in rete il lavoro su luigi, no adriano ? non sarà baldus… però sarebbe comunque uno di quei modi giusti di utilizzare la rete.

    matteofantuzzi

    14 luglio 2007 at 09:36

  10. sicuramente, bisognerebbe chiedere a biagio se è ancora disponibile o si è eclissato insieme al numero fantasma di baldus

    anonimo

    14 luglio 2007 at 11:43

  11. intendo se è disponibile ancora il saggio, biagio lo è sicuramente.

    anonimo

    14 luglio 2007 at 11:43

  12. ah ah ah, lapsus meraviglioso. tra parentesi biagio ha proprio nel suo blog “poesia da fare” scritto e segnalato una serie di articoli e tesi uscite proprio come ulteriore punto di approfondimento della questione. e a quelle vi rimando.

    matteofantuzzi

    15 luglio 2007 at 10:29


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