UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 23 comments

Sandro, Aldo, Alda e la Poesia nel pensiero comune.

In ordine sparso: Sandro Bondi ospitato dai programmi comici in veste di scrittore di poesie, sbeffegiato in sostanza per avere mostrato una propria pulsione per la cosa e per la scrittura poetica (chiaramente la Poesia è in questo caso uno strumento usato dai suoi detrattori per parlare d’altro, per prendere di mira altro, cioè l’On. Bondi, lontano da me come idea politica – questo è ben noto – ma nemmeno proprietario, in un’ottica di interesse specifico di questi spazi, a mio parere dei basilari strumenti per la costruzione di un testo poetico, un "poeta della domenica" insomma come tanti dei famosi due milioni di presunti poeti italici), la pubblicità dell’8 per mille dove il Poeta veneziano Aldo, persona raffigurata come problematica a livello socio-relazionale viene ancora una volta comunicata ("inquadrata", direbbero gli specialisti)  mediante lo strumento della propensione poetica, un Aldo smaccatamente vicino alla nostra Alda (Merini) sempre più iper-esposta come figura, come simbolo di artista, e non come poetessa, al più come persona problematica, che ha frequentato certi luoghi tornati in auge con la canzone vincitrice di Sanremo. Infine un ricordo personale: l’Andrea Rivera che dal palco del Primo Maggio disse quella serie di robe in diretta tv che suscitarono una serie di casini io me lo ricordo a Pesaro lo scorso anno alla Festa dell’Unità intervistare Claudio Lolli e Gianni D’Elia che presentavano il loro CD (che vi consiglio caldamente): una fila di domande pessime alle quali D’Elia rispose con cortesia e Lolli proprio per niente. E me lo ricordo Rivera in disparte dopo quell’intervista, mentre Lolli cantava e D’Elia leggeva e centinaia di persone stavano lì in silenzio ad ascoltare, dicevo mi ricordo Rivera con lo sguardo nel vuoto che forse capiva di avere combinato una cazzata…
E allora, tutto questo cappello per che cosa ? Per dire che tutto questo lavoro sulla Poesia non serve se non siamo in grado di ritornare alla Poesia, perchè nell’immagine comune ancora il poeta è Sandro, è Aldo… allora quello che dobbiamo fare è fare parlare la Poesia, portarla avanti, fare uscire i libri, fare uscire le recensioni (e non solo quelle degli amici degli amici !) criticare laddove riteniamo di dovere criticare, dobbiamo dare voce alla Poesia, non ai poeti. In questo senso: credo che Marietti stia facendo un ottimo lavoro, ho letto "Gli allarmi delle stelle" di Valentino Fossati, appena uscito, e in un momento dove troppe case editrici hanno strozzato le uscite di Poesia quella collana sta facendo cose che vanno segnalate, perchè si potranno portare avanti idee diverse, ma quello di Fossati è un libro che vi consiglio caldamente di leggere come gli altri usciti per quella collana, che c’è ed esiste, e propone, contrariamente ad altre che non ci sono e si comportano come se fossero l’unica soluzione possibile per le patrie lettere. Si faccia, si agisca, si sia militanti e non accomodanti. E si vada in mezzo alla gente. Solo così  si potrà evitare che si pensi ci siano solo Sandro e Alda a fare Poesia oggi in Italia, che non è vero. State bene.

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Written by matteofantuzzi

2 giugno 2007 a 15:23

Pubblicato su Uncategorized

23 Risposte

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  1. Poesiarte Milano si svolgerà a Quintocortile nei giorni martedì 5 e mercoledì 6 giugno 2007 con interventi di poeti e musicisti dalle ore 17,30 alle ore 21; con Sebastiano Aglieco, Claudia Azzola, Maria Carla Baroni, Alessandro Cabianca, Rinaldo Caddeo, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Mariella De Santis, Adele Desideri, Gabriela Fantato, Gilberto Finzi, Gabriella Galzio, Fabia Ghenzovich, Gabriella Girelli, Giampiero Neri, Guido Oldani, Angela Passarello, Enrico Pudilli, Maria Pia Quintavalla, Paolo Rabissi, Franco Romanò, Ottavio Rossani, Lelio Scanavini, Adam Vaccaro

    mercoledì 6 ore 18,30 al Centro Cult. Sardo, via U. Foscolo, 3 Milano presentazione e dialogo tra due riviste: La Mosca 16 e Il Monte Analogo

    matteofantuzzi

    2 giugno 2007 at 16:07

  2. Non sapevo che Sandro Bondi scrivesse poesie: sono preoccupato…

    michelefabbri

    3 giugno 2007 at 10:34

  3. … sono d’accordo. Ma guardate che quell’Aldo veneziano è davvero un poeta, e ha anche scritto cose molto buone. A inizio carriera ha avuto due illustri sconosciuti come Pound e Palazzeschi come prefatori…

    anonimo

    3 giugno 2007 at 23:41

  4. Crederci sempre e nonostante quanto s’apprende in questo post, esserci, saper proporre altri (validi ma disorientati) più che se stessi. Penso che Matteo sia d’accordo su questa mia interpretazione del suo invito.
    Antonio

    diamine

    4 giugno 2007 at 07:45

  5. io mi fido per aldo, ma dalla pubblicità non traspare, aldo sembra alda e vengono sottolineate le caratteristiche problematiche della sua vita, non il fare poesia. è qui il dolo, grave. altrettanto, per carità bondi è lecito che scriva, non trovo lecito che i programmi debbano usare le sue cose per piglarsela e screditare bondi… (bondi o chiunque altro, anche il presidente della regione puglia è uscito con le sue poesie per manni… e il risultato non è diverso dal lavoro di bondi… ecco, questa è par condicio !)
    detto questo, l’interpretazione di antonio è giusta e va sottolineata.

    matteofantuzzi

    4 giugno 2007 at 22:45

  6. non ho visto le pubblicità, ma concordo pienamente con Matteo.
    Rimane il fatto, mi pare, che il pubblico della poesia siano i poeti, per cui dal circolo è difficile uscire.

    gugl

    anonimo

    5 giugno 2007 at 06:11

  7. Io ho visto tempo fa in TV Bondi intervistato su questo libro di poesie, e il procedimento era inverso, e ugualmente pericoloso. Lì si trattava di descriverlo come uomo sensibile (e dunque politico sensibile…) visto che scriveva poesie… No comment.

    E’ vero che il pubblico è per la maggior parte costituito da addetti ai lavori, ma non è solo così. E comunque credo non bisogni rassegnarsi. E’ un lavoro lungo e faticoso di persuasione, a volte estenuante, ma va fatto, e di tanto in tanto porta anche buoni risultati. Il pubblico bisogna cercarselo, formarlo e abituarlo alla poesia che si fa nel 2007. Mi piace sempre citare il caso di Armitage che con “Kid”, all’inizio degli anni ’90, pubblica un libro di poesia molto interessante, ma parla a tanti e vende 8.000 (!) copie al debutto. E ce ne sono altri di casi. Ha ragione Matteo ad allarmarsi per queste cose, inquietano sempre anche me, perché sono quelle che sbriciolano un lungo lavoro in un secondo.

    Marco Bini

    anonimo

    5 giugno 2007 at 09:52

  8. il problema è sempre lo stesso: si vuole confinare la poesia nell’estraneo, nell’altro, nello stravagante (il che, da un certo punto di vista è anche vero) ma lo si fa solo per mettere la poesia da parte, fruibile al massimo come un medicinale omeopatico. Io sarei più felice, come poeta, di sentirmi escluso dalla repubblica platonica: quella esclusione era formulata perchè i poeti avevano un effettivo valore, destabilizzante per la comunità e difficile da contenere. Oggi probabilmente è il contrario. e la colpa, naturalmente, è ANCHE dei poeti.

    anonimo

    5 giugno 2007 at 12:15

  9. io mi stavo facendo una domanda terribile, l’altro giorno, da addetto, dciamo, ai lavori, e non mi sono risposto. la domanda era: ma siamo così sicuri che al pubblico interessi la poesia?

    io continuo a non rispondermi.

    A

    anonimo

    5 giugno 2007 at 18:22

  10. Non mi sono risposto alla domanda perché ho da fare questo, en on è proprio il momento, no, non lo è proprio 🙂

    Afa Festival a Bazzano 29-30 Giugno 2007

    PROGRAMMA

    29 giugno 2007
    Rocca dei Bentivoglio

    Ore 18:00
    Aperitivo elettronico
    Saliceto Crew
    Presentazione dell’antologia poetica “La linea del Sillaro”
    A cura di Matteo Fantuzzi

    Ore 21:00
    Gallerani / Ladogana duet
    Ambientazioni fra jazz e poesia

    Ore 22:00
    Nico Royale
    Reggae from Mexico

    Ore 23:00
    DJ Tendraw
    Dj set from London

    *

    30 Giugno 2007
    Parco I° Maggio

    Ore 18:00
    Aperitivo poetico
    Presentazione Plastic Poetry Party
    Presentazione rivista Tabard

    Ore 21:00
    Camera Mix
    Audio/visual experience

    Ore 22:00
    Latin Tremors
    Altarocca Jazz Trio

    Eventi Collaterali

    Lobodilattice – Live painting, Expo, Installazioni
    (Milano)
    Jens Kremer – Pittura
    (Germania)
    Arrache toi un oeil– Studio Serigrafia
    (Parigi)
    Lpnl – cortometraggi low-fi
    (Bologna)
    Alberto Gemmi – Fotografia
    (Reggio Emilia)
    Smith & Laforgue Indipendent Press – Autoproduzioni
    Dafna Talmor– Fotografia
    (UK)

    A

    anonimo

    5 giugno 2007 at 20:56

  11. se i poeti sono l’unico possibile pubblico per la poesia stefano, andiamo a casa. ma se non è così lottiamo fino alla morte (cacchio… forse è troppo retorica… ma vabbè). ha ragione marco, forse ci vuole un poco più di armitage (ricordo che in italia lo pubblica mondadori) anche sulle scrivanie dei comici, intrattenitori, funzionari ecc. delle televisioni (e dei giornali, perchè sul settimanale del corriere della sera sono uscite pagine a mio parere imbarazzanti sulla questione , credo che un poco più di spazio alla gente che crepa nel mondo per la diarrea – e sottolineo, diarrea – invece che quelle minchiate da un giornale come il corsera io sinceramente me le posso aspettare)

    e per cortesia FIRMATEVI !!! soprattutto se lasciate commenti come il #8 se andiamo avanti sul paradosso della medicina si vuole fare vedere secondo me che la Poesia è una medicina che non cura utilizzando come dato della tesi una falsa medicina, un prodotto diluito fino a perdere la propria essenza molecolare (come accade nell’omeopatia): è Poesia ? no, è acqua. Sì ma da qualche parte c’è la poesia… Sì ma è talmente diluita che è acqua.

    Oggi al pubblico Alessandro al più interessa la Poesia se siamo in grado di fargliela conoscere, di certo non interessa il poeta il quale dovrebbe fare molto di più “l’impiegato” e molto meno “il nano che balla” (scusate questa è una citazione di twin peaks… scusate… scusate…)

    ricordo per continuare il ragionamento del #8 che la Poesia in centro e sud America va negli stadi proprio perchè viene mantenuto intatto il potere e la forza della Poesia, perchè denuncia, perchè grida, perchè scuote le coscienze. E non per tre pirlate…

    matteofantuzzi

    5 giugno 2007 at 22:15

  12. Alessandro (Ansuini) ho letto che il 30 presentate Plastic Poetry Party peccato che lavori e non possa venire…tenetemi una copia!:-)
    Un caro saluto
    Luca Ariano

    P.S.Non riusciamo proprio ad incrociarci….chissà un giorno?

    anonimo

    6 giugno 2007 at 08:41

  13. La mia domanda matteo voleva essere più esistenziale, più filosofica, voleva raggiungere il cuore del problema ma, da brava domanda filosofica ha paura di trovare un cuore morto, e allora ecco, filosofizzo e continuo solamente a sollevare la domanda, che è davvero agghiacciante. Non parlo di cose tipo “la poesia morirà“, perché sono sciocchezze, parlo proprio di un suo interesse collettivo, che forse non c’è, come è giusto che sia, e allora ha ragione gugl, rassegnarsi all’idea che il pubblico dei poeti sono i poeti stessi, ma per la miseria: che amarezza.

    A
    p.s.
    per Luca: per la miseria lavori tutti e due i giorni? c’è un complotto internazionale qui… 🙂

    anonimo

    6 giugno 2007 at 19:31

  14. io non mi rassegno alessandro. ma la tua domanda è “finta” perchè anche le tue azioni a livello di proposta della poesia vanno al di là della possibilità che l’unico tuo fruitore sia un altro poeta. quindi le tue azioni smentiscono la teoria che porti avanti che giustamente non ci muoverebbe con tanta forza e tanto vigore se negli effetti così fosse. sappiamo che è altro il pubblico della poesia, è altro dal poeta. e che questo è un pregio del pubblico, non è un difetto 🙂

    matteofantuzzi

    6 giugno 2007 at 23:05

  15. Alessandro: sì, lavoro entrambi i giorni, spesso anche alla domenica…non vedo l’ora arrivi agosto per un po’ di ferie!Nessun complotto, è la vita dei precari, di quelli della nostra generazione…;-) Dai, spero la prossima volta di avere un sabato o una domenica libera per una bella chiacchierata…A presto
    Un caro saluto
    Luca Ariano

    anonimo

    7 giugno 2007 at 10:29

  16. È prevista per giovedì 7 giugno alle ore 21 presso il Circolo Pavese di Bologna (via del Pratello 53) la presentazione del numero 5 di Tabard, recentemente entrato in distribuzione, dal titolo Goodbye Metropolis.

    Nel corso della serata sarà presente il noto poeta svizzero Benjamino Merumeni che leggerà stralci della sua ultima fatica Poemi filosofici – Pensiero fisico dell’ultimo Savonarola. A seguire tavola rotonda con Merumeni e con il giovane artista francese Mathieu Gerome, del quale saranno proiettate alcune opere in anteprima. Coordina il dibattito il dott. Paolo Cova.

    A seguire letture da Beckett, Calvino, Houellebecq, Steinbeck, Campana, Rebora e Sbarbaro.

    Il numero 5 di Tabard affronta un’analisi del concetto di città contemporanea sfruttando i contributi delle scienze sociali. All’interno del numero si segnalano, oltre all’intervento di Salvatore Casaburi (cui va un ulteriore ringraziamento per la cortese collaborazione), le interviste a Franco Farinelli e ad Alessandro Portelli.

    Di rilievo anche la ricerca fotografica di Giada Connestari, condotta nella metropolitana parigina, dal titolo Riflessi.

    Il numero è dedicato alla memoria di Paolo Bollini.

    anonimo

    7 giugno 2007 at 11:10

  17. Matteo, le mie proposte però sono più sul genere “nano che balla” che “impiegato”, per usare una tua splendida citazione.
    sto facendo l’avvocato del diavolo, ovviamente.
    Mi sto parlando contro.

    A

    ansuini

    7 giugno 2007 at 15:34

  18. se ci domandiamo: che bisogno soddisfa la poesia e che cosa le sia di surrogato, vedremo che televisione, romanzo, amicizie, eccetera funzionano benissimo. La poesia non dà dipendenza. come slogan funziona, ma non interessa a nessuno, perché tutti traggono piacere dalla dipendenza, solo che non lo sanno.

    gugl

    anonimo

    7 giugno 2007 at 18:19

  19. volevi dire ripetitività forse stefano? o passività? perché un romanzo dovrebbe dare dipendenza e una poesia no a questo punto? io ce l’ho la dipendenza da poesia, devo leggere delle poesie ogni tanto, sono malato?
    Sulla televisione, sul cinema, ti seguo, sono media che richiedono passività, ma con la narrativa ad esempio, secondo me il ragionamento non tiene.
    La poesia, secondo me, ha un rapporto di parentela con la fotografia, sono gli estremi del senso, la fotografia è la punta dell’iceberg dell’immagine, solitaria, inchiodata, effimera, la poesia lo è della parola, o della letteratura, entrambe sembrano occupare spazi eterei non facilmente accessibili e, una volta raggiunti, che non garantiscono permanenza. Allora la domanda, ancora più cattiva è: possibile che alla gente, una volta letta una, o 1000 poesie, la poesia non piaccia proprio? Che non è necessaria lo sappiamo, ma nemmeno le soap opera sono necessarie, eppure le guardano tutti.
    La mia domanda ci porterebbe a riflettere, per assurdo, che se al posto di beuatiful su canale 5 passassero 40 minuti di poesia, la gente inonderebbe canale 5 di lettere di protesta, o sarebbe contenta?
    Secondo te, se la poesia fosse imposta mediaticamente, avrebbe più successo?

    A

    ansuini

    7 giugno 2007 at 19:20

  20. E’ vero che la poesia non da dipendenza, ma solo se assunta con distrazione, senza un minimo di motivazione, con modalità errate – diversamente la poesia diventa una irrinunciabile ‘quotidiana dose’ (lo era per me da lettore, lo è diventata ancor di più da quando ho scritto qualcosa). Credo anche che la poesia, magari in rivoli, soppravviverà sempre; all’inizio degli anni ottanta si diceva che fosse deceduto il romanzo, soppiantato dal cinema come forma d’arte narrativa. Risultato: sono vivi entrambi.
    Antonio F

    diamine

    8 giugno 2007 at 05:54

  21. OT dell’ultima ora:

    domani 10/6, davanti al cinema Lumiere a Bologna, ore 23, camera mix live, con special guest da Parigi.

    ansuini

    9 giugno 2007 at 16:25

  22. quanto pessimismo fate trasparire ragazzi… ma che succede ? colpa della pioggia 🙂
    ribadisco, secondo me il sistema funziona. solo che a volte è difficile accorgersene. quando mi raccontano la chiusura degli anni ’80 a livello poetico, beh: magari qualcosinina è cambiato. dobbiamo semplicemente andare avanti e fare tutto in scienza e coscienza.

    matteofantuzzi

    9 giugno 2007 at 18:53

  23. non è vero che non dà dipendenza, altrimenti non scriveremmo visto che ci si rimette in termini di tempo e d’altro. interessa un litblog di donne? se sì eccolo
    http://viadellebelledonne.wordpress.com
    saluti antonella

    poetienon

    11 giugno 2007 at 18:26


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