UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 8 comments

Cari Daniele, Davide, Emiliano, Loris, Matteo, Simone e Stefano, Massimo Ferretti, grande poeta mai a sufficienza celebrato, diceva che i marchigiani sono i russi d’Italia. Cioè? Lev Tolstoj spiegava così l’anima del suo popolo: il russo “non crede che sia possibile sapere qualcosa pienamente”. Ecco dunque il carattere del marchigiano-russo: un senso profondo e lancinante di manque che innesca una ricerca continua e inesausta del reale, un’esplorazione spasmodica del mondo, mai doma, mai prona. Questa premessa è essenziale per capire il vostro spirito, e pazienza poi se non siete tutti marchigiani. Vorrà dire che siete tutti “russi”. Lo spirito è quello, per osmosi e contaminazione. Lo spirito famelico della poesia. Poesia vissuta come dannazione. Come ossessione. Come follia. E dunque come salvezza. Qualcosa di fisico.  Di violento. “È il latrato del lupo che entra nelle scarpe” (Emiliano Michelini). State tentando l’unica via praticabile: porsi di fronte al tutto del mondo, che però non può mai essere tutto, è sempre e soltanto qualcosa – voi lo sapete –, che rischia poi di diventare d’un tratto nulla. Descrivere, criticare, minimizzare, massimizzare, esaltare, derubricare, tendere, contrarre, sintetizzare, diluire la bestia dalla triplice testa, il tutto-qualcosa-niente che è la vita, il mondo. Lo state facendo molto bene. Sì: “il mondo è il torso nudo di un ragazzo / senza grazia sulla pista, brutale” (Davide Nota). Sì: “quante colombe di sangue // gravide, dovranno ancora solcare / nella loro lugubre marcia, / la pelle cupa del mondo?” (Loris Ferri). Sì: “c’è del margine ancora entro i limiti del mondo” (Simone Lago). Sì: “il reale è quello che ci portiamo / dentro, il presente / solo quello che si scrive / poiché l’unico che resta” (Stefano Sanchini). Sì: “l’amare la vita, la vita morente / la morta vita… o la presente morte…” (Loris Ferri). Il niente divoratore incombe: “come fare a cambiare il mondo / se non riusciamo / neanche più a cambiare / canale […]?” (Matteo Zattoni). Ed è il niente appunto di una società divenuta inutile e letale spettacolo di sé. Non c’è salvezza o redenzione, anche questo voi lo sapete, ma agite as if… Come se salvezza ci fosse. Come se il cambiamento fosse intrinseco all’uomo. Come se, un giorno, la poesia potesse vincere. Come se… Come se… A tutti voi non posso che augurare di proseguire così. Come fraterno congedo vi allego un pensiero del vostro frère russo-marchigiano Osip Mandel’stam: “così, agitando le braccia, borbottando, arranca vacillando la poesia; la poesia, che fa girare la testa, che è beatamente inebetita, e che pure è l’unica cosa sobria e desta al mondo”. Continuate a essere folli e vigili.
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Flavio Santi
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Written by matteofantuzzi

4 marzo 2007 a 09:27

Pubblicato su Uncategorized

8 Risposte

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  1. questa è la lettera con cui si apre “scorie contemporanee” l’antologia dei poeti de la gru scaricabile dal blog di davide nota.

    (il matteo a cui santi si riferisce è matteo zattoni)

    sono ancora immerso nei problemi del server, nei prossimi giorni spero di riuscire a mandarvi anche le letture in italia di questi giorni

    matteofantuzzi

    4 marzo 2007 at 09:30

  2. Un pò in ritardo ringrazio Matteo Fantuzzi della segnalazione del nostro libro.
    La lettera di Santi può essere interpretata anche come una sorta di overture dell’opera.

    Gianluca

    anonimo

    6 marzo 2007 at 08:41

  3. grazie a voi. chiedo scusa della latitanza, ma sono priviatamente giornate molto difficili per me. 1 abbraccio a tutti.

    matteofantuzzi

    6 marzo 2007 at 19:18

  4. Cosa c’è da aggiungere a un post così bello? Proprio niente. Bellissimo. Mi piace così. La poesia per come io la intendo è forza, lo è sempre stata e per me lo sarà sempre. La poesia…la poesia mi ha salvato più della vita. Mi ha salvato la vita dalla vita che non avrei voluto e che infatti non ho fatto. Perciò grazie Musa. E’ stata una bellissima giornata ragazzi. Veramente. Buonanotte a tutti.

    ByronCorner

    6 marzo 2007 at 21:39

  5. Ringrazio anche io Matteo per la segnalazione.

    Emiliano

    anonimo

    7 marzo 2007 at 10:13

  6. Flavio Santi è un tipo che mi incuriosisce e che non ho mai avuto occasione di incontrare, pur avendo incrociato, lui, vari miei amici… I suoi testi destano il mio interesse ma anche quell’aria alla Luigi Tenco mi risulta empatica…

    andrea margiotta

    rondons

    8 marzo 2007 at 12:56

  7. scusa, ma com’è l’aria alla luigi tenco ???

    matteofantuzzi

    8 marzo 2007 at 14:16

  8. OT
    LA BELLEZZA E…
    L’IMPERFETTO

    Letture, musica, arte
    (II appuntamento)

    con: Elena Buia, Nicola Bultrini, Claudio Damiani, Andrea Di Consoli, Andrea Margiotta, Vincenzo Mascolo, Daniele Mencarelli, Francesca Merloni, Andrea Monda, Aurelio Picca, Davide Rondoni, Saverio Simonelli, Antonio Spadaro, Lea Tafuri

    Venerdì 16 marzo, ore 21 sala Piceni – Piazza S.Salvatore in Lauro, 15, Roma

    Scusate e alla prossima

    andrea margiotta

    rondons

    9 marzo 2007 at 17:06


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