UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Luciano Ligabue, Lettere d’amore nel frigo. Einaudi. Quando lo "struzzo" nasconde la testa nella sabbia.

Alcune piccole riflessioni sull’uscita dell’opera prima di poesia del nostro rocker nazionale Luciano Ligabue, che ancora non sono riuscito a procurarmi, ma che sono sostanzialmente un pretesto per parlare d’altro: il Liga è del 1960, non farebbe parte insomma di quella generazione indicata da Raboni anche nell’ultimo La poesia che si fa. Cronaca e storia del Novecento poetico italiano (1959-2004) curata da Andrea Cortellessa come cardine della poesia del secondo ‘900 e che si chiude con De Angelis. Sarebbe un escluso dalle major come la quasi totalità dei poeti italiani nati dopo quella soglia, major che sempre meno insistono sulla poesia, sempre meno scommettono, sempre meno credono… e non parlo solo dei tanto di moda giovanissimi poeti, ma di chi è la base di tanti giovani poeti, parlo di quegli autori che spesso pubblicano per micronime e coraggiose case editrici che si tassano (così come gli autori) per uscire con opere fondamentali che si meriterebbero ben altri e ampi spazi dopo avere costruito attraverso le riviste l’ossatura della prossima poesia italiana contemporanea: sono le "generazioni in ombra" dei 40/50enni che avrebbero tutto il diritto almeno di una fioca lampadina. E ricordando che Einaudi è quasi rimasta sola con la sua "Bianca" a crederci, con autori come Gianni D’Elia, Ivano Ferrari, Andrea Temporelli ed Elisa Biagini, insomma ricordando che lo struzzo non passa il tempo certo con la testa nella sabbia, auguro al libro di Luciano Ligabue (che non è in Bianca Einaudi, sottolineo) le migliori sorti editoriali, a patto che lo struzzo re-investa tutti i guadagni (che certo ci saranno) dell’opera per sostenere non la giovane poesia (che sa tanto di Opera Pia….) ma la poesia concreta, la poesia matura che stanno esprimendo e hanno espresso tanti autori della generazione di mezzo che null’altro si meritano se non una decente distribuzione tra gli scaffali delle librerie italiane, come in fondo accade in qualsiasi altro paese civile… State bene.

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Written by matteofantuzzi

10 ottobre 2006 a 07:18

Pubblicato su Uncategorized

20 Risposte

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  1. Finanziare, distribuire, promuovere, sostenere…in una parola “rispettare” la poesia

    Antonio F

    diamine

    10 ottobre 2006 at 07:27

  2. guarda, è notizia certa: i proventi della vendita mirabolante del “Codice da Vinci” serviranno a promuovere giovani talentuosi narratori. A patto che arrivino da Marte….

    fabiano

    (che scrive con una certa dose di ferina aggressività per la gioie offerte dal mondo editoriale:mettono di buon umore)

    anonimo

    10 ottobre 2006 at 09:17

  3. Anzi, visto che mi sono alzato col piede giusto, e memore delle vittorie storiche del passato, propongo una “marcia su Segrate”, seguita da una “marcia su Torino” con poeti armati di carriola contenente le proprie pubblicazioni (libri e riviste) che sfilano in un lungo corteo.
    Allertando la stampa, che ci faccia un pezzo di costume.

    fabiano

    anonimo

    10 ottobre 2006 at 09:21

  4. tecnicamente hai ragione fabiano, ma per la narrativa non si può parlare di nicchia. la narrativa è considerata “forte”, contrariamente alla poesia dove anche esiti e uscite notevoli vengono considerate “episodiche” e non si crea un sistema di conoscenza e sostegno della poesia di qualità che c’è in italia molto più che in altri paesi dove si sostengono gli autori. e non parlo di sostenere la gioventù a mo’di categoria protetta, prova a recuperare un libro di benzoni, un libro di pagnanelli, ma prova a recuperare un libro di simoncelli… e potrei andare avanti. se tutto viene considerato “poesia” semplificando notevolmente il registro perchè quello che sappiamo essere il nostro cardine non viene distribuito ? un 40enne che vale in narrativa è nelle major, viziato e coccolato. un poeta di 40-50-60 forse stampa 100 copie di un libretto a spese sue e dell’editore che si autopromuove come l’ultimo degli sfigati. questo secondo me non è da paese civile…

    matteofantuzzi

    10 ottobre 2006 at 17:20

  5. (ha ragione antonio, almeno arriviamo al “rispetto” della poesia)

    tutto il discorso esula dallo specifico libro del liga.

    matteofantuzzi

    10 ottobre 2006 at 17:22

  6. ah sì: tanti auguri ad andrea zanzotto che compie oggi 85 anni (per fortuna che lo ricorda il blog di giovenale…)

    matteofantuzzi

    10 ottobre 2006 at 17:28

  7. Caro Matteo, figurati se non sono d’accordo con te, io che cinquanta ce li ho eccome…Il problema delle generazioni di mezzo, o in ombra, è serio, non tanto per la loro visibilità, quanto per il fatto che se la poesia è un organismo vivente, come dovrebbe, il salto generazionale crea un vero e proprio buco nella filogenesi della poesia medesima…è un pò oscuro come pensiero, ma spero si capisca…
    un saluto
    G.Cerrai

    anonimo

    11 ottobre 2006 at 08:08

  8. LA GRU CHIUDE I BATTENTI

    Cari lettori,
    per motivi di carattere extra-letterario il progetto de La Gru è stato deliberatamente boicottato dalle istituzioni responsabili che continuano a negarci quei pochi fondi necessari per la stampa di un foglio quadrimestrale di poesia e realtà.
    Il numero 4, che sarebbe dovuto uscire per Settembre, non andrà alle stampe.
    Sarebbe stato un numero importante, di crescita e svolta.
    Dal punto di vista pratico ed organizzativo avrebbe segnato un ritorno alla linea de Il politecnico, tra riflessione storico-politica e ricerca letteraria.
    Dal punto di vista teorico ed estetico un superamento delle tesi sostenute sui numeri precedenti: non più partecipanti ad una contrapposizione duale tra poesia impura e pura, tra vero oggettivo ed interiore, ma verso una poesia di apertura, capace di contenere quanta più realtà possibile: per una poesia anti-dualistica.
    Concluderemo il nostro percorso con due e-book, scaricabili gratuitamente, a cui stiamo già lavorando: una raccolta di tutti gli interventi e materiali editi ed inediti raccolti in un anno di lavoro e una piccola antologia di voci poetiche, conclusione pratica di quelle che sono state le nostre proposte teoriche.
    Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci hanno seguito ed aiutato, in particolar modo Gianni D’Elia, Cesare Viviani, Franco Buffoni, Flavio Santi, Enrico Piergallini, Massimo Gezzi, Gabriel Del Sarto, Andrea Ponso, Matteo Fantuzzi, Matteo Zattoni, Emiliano Michelini, Luigi Alberto Sanchi.
    Sperando di aver contribuito in qualche modo a nutrire il panorama della giovane poesia italiana,
    chiudiamo le nostre attività.

    I redattori de La Gru
    Daniele De Angelis, Riccardo Fabiani, Loris Ferri, Davide Nota, Gianluca Pulsoni, Stefano Sanchini

    anonimo

    11 ottobre 2006 at 17:22

  9. è proprio questo il senso, giacomo.

    *

    un saluto caro (e la tristezza mista a incavolatura) a La Gru.

    matteofantuzzi

    11 ottobre 2006 at 17:33

  10. Che tristezza….”Ho perso le parole” direi…….
    Liuk

    anonimo

    11 ottobre 2006 at 19:05

  11. chiude perché la giunta comunale è insensibile o perché, più in generale, la politica non sa che farsene dei poeti? immagino vera la seconda ipotesi.

    gugl

    anonimo

    11 ottobre 2006 at 20:20

  12. da quello che ho capito anche la 1a parte ha un suo peso stefano, dicamo luca che la poesia sta facendo “una vita da mediano”.

    scusate… scusate…

    matteofantuzzi

    12 ottobre 2006 at 17:06

  13. Anche Fois è uscito nella ‘Bianca’. Ma pure lui scrive poesie? Non lo sapevo, pensavo fosse solo un narratore. Qualcuno ha letto qualcosa? Curiosità…
    Per rispondere anche a Davide musicalmente: “Vedrai, vedrai,vedrai che cambierà…”
    Tieni duro. Non mollare!
    Liuk

    anonimo

    12 ottobre 2006 at 19:58

  14. siccome volevo fare un pezzo sul liga per absolute ma poi non l’ho fatto, ecco qui almeno 2 frammenti recuperati del suo libro, giusto per farsi una vaga idea. in ogni caso prima di giudicare meglio comprare il libro (e attenzione a non diventar estremisti crociani…) ciao a tutti, luigi

    ***

    Mio figlio che ce la fa

    Mio figlio sembra farcela
    va giù di scarpetta
    avido
    sfoggio di sugo sparso
    maniche zuppe
    gomiti slittini
    e il tovagliolo arreso su sé stesso
    tanto lo sa
    che la vita
    macchia la pelle
    a chi gli dirà
    mastica cento volte
    esibirà il boccone
    a chi gli dirà
    assapora
    grufolerà ridendo
    l’allegria non ha prezzo
    solo altri nomi ogni tanto (…)

    **

    Lettere d’amore nel frigo

    È uno come tanti
    che ha le sue
    lettere d’amore
    nel frigo
    e nello scomparto frutta
    tiene la matrice
    dei biglietti
    per lo spettacolo
    del per sempre (…)

    anonimo

    13 ottobre 2006 at 12:42

  15. viva la gru…

    anonimo

    13 ottobre 2006 at 16:56

  16. sono costretto a riscrivere omettendo un termine dal post (ex n.13, di davide nota): questo perchè da “responsabile” del blog e di quanto sopra appare trovo inutile l’inserimento di quel termine all’interno di un discorso nella sostanza ben comprensibile. riporto di seguito il commento ex n.13 di davide nota con “l’omissione”

    *

    La politica non ha mai saputo che farsene dei poeti. In questo caso specifico c’è fondamentalmente una precisa e reiterata volontà di stroncare in tutti i modi un gruppo di giovani attivi sul territorio sia sul piano culturale che su quello politico.
    C’è un piano ben preciso, recentemente tradottosi in una pantomima legale e soprattutto giornalistica che ha colpito alcuni esponenti della nostra associazione culturale.
    L’ascoli ********* non permette che si costituiscano gruppi indipendentemente organizzati.
    E’ uno schifo. Tutta l’Italia è un’enorme Ascoli?
    Sono depresso, allibito, senza parole.
    Voglio solo andarmene il prima possibile, non c’è nulla che io possa fare per questa provincetta.

    davide nota

    matteofantuzzi

    13 ottobre 2006 at 20:32

  17. il termine omesso significa anche “gruppo di cui pochi fanno parte”, un nucleo di potere insomma: e qui rispondo, caro davide: ma siamo così sicuri che ciò non valga anche a bologna, trieste, milano, roma o qualsiasi altro posto ? ma fuggire non è una sconfitta ? la poesia non ci chiede di essere in mezzo alla gente dove noi siamo, coi nostri mezzi, nei nostri luoghi ? se scappiamo allora quei pochi “a priori” hanno vinto. se non puoi fare 1 foglio si farà un francobollo, e se nemmeno quello si potrà fare si scriverà sui muri. oppure via mail, dato che fuoricasapoesia ha più distribuzione di nuovi argomenti, ti pare poco ? la poesia non è il più ammirato degli strumenti, ci pare una novità ? no certo, lo sappiamo bene, lo abbiamo sempre saputo: molti si sono dati alla narrativa, anche tra i giovani, perchè la poesia non dava visibilità: ecchissene… se te ne vai hanno vinto loro, ed è nella provincia italiana che oggi si stanno creando i territori del dialogo, e lo sai bene, non certo nelle metropoli che tutto prende, tutto fagocita, digerisce e mischia.
    e poi caro davide se “la politica non ha mai saputo che farsene dei poeti” a me pare solo una gran cosa. 🙂

    matteofantuzzi

    13 ottobre 2006 at 20:42

  18. per luigi: esatto, il discorso che ho fatto è extra-ligabue, alla fine ligabue è un mero pretesto e per quanto riguarda il libro del luciano nazionale attendo di essermelo letto tutto, faccio il bravo (ed è come si deve fare sempre) e guardo l’opera e non le due poesie che ti ringrazio per avere riportato.
    per luca: leggeremo, se fois è bravo (e non ho letto) faremo i complimenti, se no tireremo le orecchie allo struzzo, non facciamo gli estremisti come dice luigi che è sempre la posizione più intelligente, nella poesia come nella vita…

    matteofantuzzi

    13 ottobre 2006 at 20:48

  19. Matteo, io non ce l’avevo con Fois, solo non sapevo fosse poeta e mi chiedevo come scrivesse. Non c’era nessuna polemica, solo la curiosità di un lettore di poesia. Sulla Bianca poi ho già avuto modo di dire.
    Un caro saluto
    Liuk

    anonimo

    14 ottobre 2006 at 06:45

  20. no, no ho capito luca, ho unito troppe cose nel rispondere. è giusto l’atteggiamento di luigi, non conoscendo si legge… e poi si vede…

    matteofantuzzi

    15 ottobre 2006 at 10:45


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