UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Del rinnovamento della poesia dialettale siciliana di Marco Scalabrino

Abbiamo la data dell’inizio del movimento rinnovatore: quella del Primo raduno di poesia siciliana svoltosi a Catania il 27 Ottobre 1945. A Palermo, prima che terminasse il 1943, Federico De Maria venne a trovarsi a capo di un nucleo di giovani poeti dialettali: Ugo Ammannato, Miano Conti, Paolo Messina, Nino Orsini, Pietro Tamburello, Gianni Varvaro, e nell’Ottobre 1944 venne fondata la Società degli Scrittori e Artisti di Sicilia, che ebbe sede nell’Aula Gialla del Politeama, e in primavera, all’aperto, nei giardini della Palazzina Cinese alla Favorita. <Tra la fine del ’43 e l’inizio del ’44 – puntualizza Paolo Messina – in Sicilia per primi avevamo respirato, l’acre pungente ciauru della libertà, mentre il quadro prospettico del mondo già mutava radicalmente. Da qui l’esigenza di rifondare non solo la società civile, ma anche il linguaggio. Nel 1946, alla scomparsa di Alessio Di Giovanni, quel primo nucleo di poeti che comprendeva le voci più impegnate dell’Isola prese il nome del Maestro e si denominò appunto Gruppo Alessio Di Giovanni >. Sul versante ionico, nella Catania del ’44, il gruppo di cui Salvatore Camilleri era l’animatore: Mario Biondi (nella cui sala da toeletta di via Prefettura si tenevano gli incontri diurni, mentre di sera li attendeva il salotto di Pietro Guido Cesareo, in via Vittorio Emanuele 305), Enzo D’Agata, Mario Gori ed altri già appartenenti all’Unione Amici del Dialetto, si ribattezzò (dietro suggerimento di Mario Biondi) Trinacrismo. <Il dialetto – dichiara Paolo Messina su lanuova scuola poetica siciliana –era per noi un modo concreto di rompere con la tradizione letteraria nazionale, per accorciare le distanze dalla verità. Naturalmente, eravamo consapevoli dei rischi dell’opzione dialettale, che se da un lato ci portava alla suggestione della pronunzia, dall’altro restringeva alla Sicilia il cerchio della diffusione e della attenzione critica.> <Io – soppesa Salvatore Camilleri – intendevo rinnovare la poesia dall’interno, per evoluzione spontanea del siciliano, attraverso le fasi ineluttabili del processo di sviluppo linguistico; Paolo Messina pensava di dare subito un taglio netto al passato, e lo diede. Il motivo dei nostri diversi atteggiamenti sta nel fatto che io avevo prima letto Croce e poi i simbolisti, Paolo aveva letto prima i simbolisti, poi Croce.> <Oggi la poesia dialettale – scrive tra l’altro Giovanni Vaccarella nella prefazione a POESIA DIALETTALE DI SICILIA del 1955, – è poesia di cose e non di parole, è poesia universale e non regionalistica, è poesia di consistenza e non di evanescenza. Lontana dal canto spiegato e dalla rimeria patetica, guadagna in scavazione interiore quel che perde in effusione. Le parole mancano di esteriore dolcezza e non sono ricercate né preziose: niente miele e tutta pietra. Il lettore di questa poesia è pregato di credere che nei veri poeti la oscurità non è speculazione, ma risultato di un processo di pene espressive, che porta con sé il segreto peso dello sforzo contro il facile, contro l’ovvio. Perché la poesia non è fatta soltanto di spontaneità e di immediatezza, ma di disciplina. La più autentica poesia dei nostri giorni è scritta in una lingua che parte dallo stato primordiale del dialetto per scrostarsi degli orpelli e della patina che i secoli hanno accomunato, per sletteralizzarsi e assumere quella condizione di nudità, che è la sigla dei grandi.> <I dialettali – osserva Antonio Corsaro, in prefazione a POETI SICILIANI D’OGGI del 1957 – non sono mai stati estranei alle vicende della cultura nazionale, anche se, disuguale è il loro piano di risonanza. Nell’ambito di una lingua, per dire, ufficiale, che assorbe e trasmette tutte le vibrazioni di un’epoca, il dialetto si presenta come una fuga regionale. Ma in un periodo come il nostro che nella poesia ha versato gli stati d’animo, l’essenza umbratile e segreta dello spirito attraverso un linguaggio puro da ogni intenzione oratoria, i poeti dialettali si trovano nella identica situazione dei loro compagni in lingua, senza che neppure la difficoltà del mezzo espressivo costituisca ormai una ragione valida di isolamento. Tanto più che i nostri lirici in dialetto sono già arrivati a un tal segno di purezza e a una tale esperienza tecnica da non avere nulla da perdere nel confronto con i lirici in lingua. Anzi, in un certo senso, i dialettali ne vengono avvantaggiati per l’uso che possono fare di una lingua meno logora, attingendola alle sorgenti che l’usura letteraria suole meglio rispettare.>

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Written by matteofantuzzi

10 settembre 2006 a 07:40

Pubblicato su Uncategorized

29 Risposte

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  1. ringrazio l’autore per l’articolo e spero davvero vi sia gradito.

    matteofantuzzi

    10 settembre 2006 at 07:41

  2. Lunedì 11 Settembre
    Festa provinciale dell’Unità a Bologna Palacuore

    Ore 21 “Bologna ascolta la poesia del mondo”

    Incontro col cantautore Claudio Lolli, col poeta albanese Gezim Hajdari e l’autrice, candidata al Nobel, Marcia Theophilo.
    Segue reading della poetessa irachena Songul Abdullah

    (poi speriamo un giorno o l’altro ascolti anche quella della sua città, e non parlo di me…)

    matteofantuzzi

    10 settembre 2006 at 07:45

  3. OT…
    Domani (lunedì 11 settembre, ore 21), ai Colonos di Villacaccia di Lestizza, presentazione ufficiale del libro “I colôrs da lis vôs”, curato da Pierluigi Cappello. E’ un libro che documenta le riflessioni e le creazioni poetiche proposte dai 22 protagonisti di un evento poetico tenutosi un anno fa ai Colonos. E’ arricchito da una documentazione fotografica e sonora di quella giornata.

    anonimo

    10 settembre 2006 at 08:27

  4. L’argomento della peosia dialettale siciliana mi interessa moltissimo, visto che ho incominciato, da un anno, a scrivere in dialetto. Mi piacerebbe saperne di più e cominciare ad avere qualche contatto con qualche poeta siciliano
    Sebastiano Aglieco

    anonimo

    10 settembre 2006 at 13:31

  5. Il minor logorio del dialetto rispetto alla lingua italiana: è argomento noto. E’ la ragione per cui percepiamo subito come autentico un testo poetico dialettale (sono tantissimi i poeti contemporanei dialettali assolutamente equiparabili ai migliori di lingua italiana: oltre Marco Scalabrino, segnalo con sicurezza il sardo Giuseppe Tirotto, il calabrese Alfredo Panetta e la lucana Assunta Finiguerra, anche se so di scoprire l’acqua calda :-))).Sulla versatilità e funzionalità piena dei dialetti come strumento linguistico il discorso deve però articolarsi; non sempre si reperisce in essi il lessico giusto per taluni “territori” (si pensi al campo scientifico) dove la poesia non disdegna scorribande…
    Antonio Fiori

    anonimo

    10 settembre 2006 at 19:32

  6. E’ stata Antonella Pizzo, notevole in lingua quanto in dialetto siciliano, a farmi conoscere Scalambrino: anche questo saggio dà conferma della sua onesta intellettuale e della sua preparazione.

    sul rapporto a fra dialetto e territorio e dialetto e terra ci sarebbe molto da scrivere. Speriamo che, nelle singole province d’italia, lo si comincia fare.

    gugl

    anonimo

    10 settembre 2006 at 20:26

  7. Per chi è nei paraggi, o per chi abbia voglia di farsi 2 giorni vicino al confine, segnalo un CONVEGNO SUL DIALETTO che si terrà a Trieste il 28 e 29 settembre prossimi:

    UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE – FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA – DIPARTIMENTO DI LETTERATURE STRANIERE

    CENTRO STUDI BIAGIO MARIN (Grado)

    UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PÉCS – DIPARTIMENTO DI ITALIANISTICA (Ungheria)

    ***

    Giovedì 28 settembre 2006, ore 9.30

    Sala conferenze della Biblioteca statale di Trieste, Largo Papa Giovanni, II piano

    Saluti delle Autorità e degli organizzatori

    Cristina Benussi (Univ. di Trieste): IL SENSO DI UN CONVEGNO

    LA POESIA IN DIALETTO: TEMI, MODI E CORRENTI

    Luigi Tassoni (Univ. di Pécs): IL MOSAICO DELLA POESIA DIALETTALE CONTEMPORANEA

    Rienzo Pellegrini (Univ. di Trieste): IL DIALETTO COME LINGUA DELLA POESIA

    Piero Gibellini (Univ. di Venezia): DALLA BIBBIA DEL BELLI AL VANGELO DI DELL’ARCO

    Giorgio Baroni (Univ. cattolica, Milano): VIRGILIO GIOTTI: STORIE E COLORI

    Discussione

    ore 15.30

    Franco Loi (critico e poeta): LA LINGUA DELLA POESIA

    Mario Bernardi (Pres. Premio Noventa-Pascutto): PASCUTTO, NOVENTA, CALZAVARA

    Elis Deghenghi Oluijć (Univ. di Pola): SOGGETTIVITA’ E LUOGHI POETICI NELLA POESIA ISTRIOTA

    Luigi Nacci (critico e poeta): PANORAMA DELLA POESIA IN DIALETTO TRIESTINO

    LA POESIA IN DIALETTO: VOCI DI IERI E DI OGGI

    Edda Serra (Centro studi Biagio Marin): IL DIBATTITO SULLA POESIA IN DIALETTO NELLA CORRISPONDENZA MARIN-DELL’ARCO

    Fulvio Senardi (Univ. di Pécs): FABIO DOPLICHER, “A CASA SUA”

    Francesco Granatiero (poeta): L’ANIMA VERGOGNOSA

    Elio Fox (dirett. di “Ciacere en trentin”): L’ANIMA DIALETTALE PASSATA E PRESENTE DEL TRENTINO

    Venerdì 29 settembre 2006, ore 9

    Antonio Daniele (Univ. di Udine): FORME E SOSTANZE DELL’ULTIMO MARIN

    Gian Mario Villalta (critico e poeta): FIGLI DI UN DIALETTO MINORE? I POETI IN DIALETTO NATI NEL DOPOGUERRA

    Claudio Grisancich (poeta): RAGIONI DI UNA POESIA

    Giorgio Faggin (Univ. di Padova): ARTURO ROSSATO, POETA VICENTINO

    Irene Visintini (Univ. Popolare – Trieste): LOREDANA BOGLIUN E LA SUA POESIA IN DIALETTO ISTRIANO

    Achille Curcio (poeta): IL POETA NON RIDE. I MOTIVI DI UN POETA CONTEMPORANEO

    Lia Cucconi (poetessa): DIALETTO, ALTO SUONO DELLA POESIA

    Luigi Bressan (poeta): INTORNO AD AMEDEO GIACOMINI

    Bianca Dorato (poetessa): PERCORSI DI VITA E DI POESIA

    Franca Grisoni (poetessa): AMOR MARITALE

    Assunta Finiguerra (poetessa): LA LINGUA DEL CUORE

    Venerdì 29 settembre 2006, ore 14 ca.

    Chiusura dei lavori del convegno

    anonimo

    11 settembre 2006 at 11:22

  8. ps: il post sul convegno l’ho segnalato io!
    Luigi

    anonimo

    11 settembre 2006 at 11:23

  9. continuate quindi a segnalare reading, festival, convegni, letture ecc. inerenti la poesia nei vostri territori, proprio per questo: per fare conoscere le identità, anche piccole, fare conoscere anche la poesia dialettale che è necessaria proprio per quello che dice antonio, io per primo sono sempre stato molto inc…ato per il fatto che sotto roma pare la poesia non esserci, peggio che peggio la poesia dialettale. mi in…zzo quando sento dire che la poesia sta solo a milàn…
    è giusto creare una rete di identità di poesia lungo tutto lo stivale, e farle conoscere. insomma ripeto la domanda di sebastiano: ” autori siciliani dialettali contemporanei da consigliare ? “

    matteofantuzzi

    11 settembre 2006 at 17:51

  10. cioè: pare non esserci perchè nessuno ne parla. ma anche solo per il freddo calcolo delle probabilità la situazione non è questa…

    (e di certo non si deve migrare necessariamente al nord per fare poesia)

    matteofantuzzi

    11 settembre 2006 at 17:53

  11. Riguardo il dialetto (o lingua minore per evitare polemiche), dei 22 poeti che appaiono nel libro-documento che citavo al commento #3, circa due terzi scrivono anche o solo in friulano o altra parlata presente in friuli (bisiacco, veneto). Qua va, qualitativamente anche bene.
    Vincenzo

    anonimo

    12 settembre 2006 at 15:26

  12. Segnalo a tutti “In un gorgo di fedeltà“, Il Ponte del Sale, 2006. Venti poeti italiani (dialettali e non) intervistati da Maurizio Casagrande. Per ciascuno una foto ritratto e una di un luogo. Qualche nome: Marco Munaro, Anna Maria Farabbi, Alessandro Fo, Ida Vallerugo, Pasquale di palmo, Mariangela Gualtieri, Edoardo Zuccato, Gianmario Villalta, Luciano Cecchinel,Sebastiano Aglieco…
    Autori straordinariamente ben assortiti, in prevalenza ‘nordici’ :-))
    Antonio Fiori

    diamine

    12 settembre 2006 at 16:15

  13. Prossimamente su Radici delle isole, apparirà un servizio molto ricco sul lavoro di Maurizio Casagrande. Siete invitati tutti caldamente a darci un’occhiata
    Sebastiano Aglieco
    Il blog è linkato a fianco dal buon Matteo

    anonimo

    12 settembre 2006 at 18:26

  14. Non sarebbe consono al galateo non scritto che regola i blogs ma voglio segnalare ugualmente un altro libro edito dal Ponte del sale: “Il dolore della casa” di Sebastiano, raccolta di raro equilibrio interno e grande livello poetico.
    A.F.

    anonimo

    12 settembre 2006 at 20:15

  15. .. ed io segnalo che Tiziano Rossi ha vinto il premio Orta San Giulio, mentre l’opera prima è andata a Annalisa Manstretta. Qualcosa in più sul mio piccolo blog.

    anonimo

    12 settembre 2006 at 20:27

  16. e io segnalo tra i poeti siciliani la misera sottoscritta me medesima, oltre a scalabrino naturalmente, poeta siciliano ben più grande di me, che tanto ha fatto e sta facendo per la poesia siciliana e per la lingua siciliana.
    ho pubblicato su lulu.com

    http://www.lulu.com/browse/book_view.php?fCID=283510&fBuyItem=5

    comu n ciumi lientu – poemetto in siciliano in sei tempi che nel 2005 vinse il secondo premio al 15° TROFEO DI POESIA POPOLARE SICILIANA TURIDDU BELLA in giuria Giuseppe Gulino, Luigi Amato, Corrado Di Pietro, Alfio Patti, Carmelo Tuccitto e Maria Bella. insomma tutta bella gente che frequenta le università. ma nessuno, dico nessuno mai l’ha scaricato da lulu, eppure il comesichiama scaricamento è gratis. insomma neppure gratis mi leggono :-))) a.

    poetienon

    12 settembre 2006 at 21:23

  17. ho letto con interesse gli interventi (a proposito, un abbraccio ad Antonio Fiori al quale mi lega un remoto affetto) seguiti alla pubblicazione (di cui La ringrazio) della sintesi del mio saggio circa il RINNOVAMENTO DELLA POESIA DIALETTALE SICILIANA.
    Assodato che sottoscrivo appieno il passaggio: “di certo non si deve migrare necessariamente al nord per fare poesia”, due, mi pare, sono le questioni poste:
    1. saperne di più;
    2. autori siciliani dialettali contemporanei da consigliare.
    Premesso che, personalmente ritengo inverosimile riuscire a praticare proficuamente il Dialetto senza viverne/condividerne con altri autori la “condizione” nel quale esso nasce e l’ “agone” nel quale si matura, per saperne di più rimando:
    alla RETE, che (in specie ai siti http://www.poiein.it, http://www.paroledisicilia.it, http://www.siciliaweb.org, http://ilconvivio.interfree.it/sommario.htm,
    http://userhome.brooklyn.cuny.edu/bonaffini/DP/index.html, http://www.lires.altervista.org, eccetera) ospita in argomento pregevoli contributi,
    al Centro Poesia Dialettale “Vincenzo Scarpellino” di Roma http://www.poetidelparco.it/,
    e, ovviamente, alla vecchie, care, sempiterne biblioteche (la Biblioteca Regione Siciliana di Palermo, Biblioteca Nazionale Firenze e tantissime altre).
    Quanto agli autori siciliani dialettali contemporanei: Paolo Messina, Nino Orsini, Pietro Tamburello, Salvatore Camilleri, Salvatore Di Marco, tra i nomi storici del RINNOVAMENTO, nonché Alessio Di Giovanni, Ignazio Buttitta e Santo Calì; Flora Restivo, Antonella Pizzo, Vito Tartaro, Nino Fraccavento, Senzio Mazza, Marco Scalabrino per la stagione successiva.
    Beninteso, le mie NON sono parole di Vangelo, NON sono affatto esaustive dell’universo Dialetto Siciliano, riflettono unicamente le mie ponderate, individuali scelte e intendono solo essere un assist a quanti eventualmente volessero approfondire.
    Buon viaggio, Marco Scalabrino.

    anonimo

    12 settembre 2006 at 22:22

  18. grazie a tutti. attenti ai pericolosi auto-inserimenti 🙂

    *

    stefano guglielmin parla di UP su tellus folio

    http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D119&cmd=v&id=1509

    *

    domani sera alle 21 gianni d’elia e claudio lolli alla festa dell’unità di pesaro. è già disponibile anche il cartellone del poesia festival di modena di fine settembre, per la cronaca io sono a settecani il pomeriggio di sabato 30.09 con un poco di giovani poeti, presenta giancarlo sissa.

    matteofantuzzi

    12 settembre 2006 at 22:36

  19. qualcuno ha letto il libro di annalisa manstretta (che son curioso) ?

    matteofantuzzi

    12 settembre 2006 at 22:37

  20. matteo dicendo attento ai pericolosi autoinserimenti ti riferivi al mio post? (poetienon e cioè io, antonella) era un pericoloso autoinserimento? era un autoinserimento? era pericoloso? boh?! comunque si sa che per amore si fa di tutto, anche affrontare i pericoli pericolosi. in questo caso s’è fatto per amore della poesia siciliana. ma forse non ti riferivi a me. però nel dubbio meglio specificare. ciao a.

    anonimo

    15 settembre 2006 at 21:19

  21. qui ci vengo volentieri perchè ci trovo un sacco di link sulla poesia. cioè, ci vengo anche per questo. antonella

    anonimo

    15 settembre 2006 at 21:21

  22. #6 grazie stefano. a.

    anonimo

    15 settembre 2006 at 21:22

  23. mettiamola così antonella, se mi chiedessero di elencare i più bei ragazzotti dell’emilia romagna eviterei di includere me stesso. anche se ho molta stima di me.

    🙂

    matteofantuzzi

    16 settembre 2006 at 09:42

  24. caro matteo tu non mi conosci 🙂 a differenza tua io ho molta poca stima di me :-)) ciao antonella

    poetienon

    16 settembre 2006 at 15:04

  25. Io invece conosco Matteo (bel ragazzotto direi quanto bel poeta, :-)) e spero un giorno di conoscere anche la sicialiana Antonella. Scherzi a parte, mi permetto d’osservare che Matteo ha fatto un giusto e garbato richiamo a certe regole di ‘bon ton blog’ della cui possibile violazione ho dato anche io conto nel commento n.14 (laddove ipotizzavo che segnalare da parte mia un testo del precedente commentatore potesse essere scorretto sotto qualche profilo).
    Sempre con simpatia, Antonella!
    Antonio Fiori

    anonimo

    16 settembre 2006 at 20:53

  26. guarda che scherzavo citandomi, inoltre l’ebook neppure c’è, l’ho ritirato. non l’ho scaricava nessuno, quindi era implicito che non sono niente e nessuno. come se uno sgorbio d’uomo si autodefinisse un adone. fa dell’autoironia. ok? con altrettanta simpatia. antonella

    anonimo

    17 settembre 2006 at 14:21

  27. comunque chiedo scusa per l’accaduto. antonella

    poetienon

    17 settembre 2006 at 15:36

  28. ma non esagerare in senso contrario, cara antonella. antonio ha compreso il senso “generale” a cui mi riferivo.

    matteofantuzzi

    17 settembre 2006 at 16:50

  29. non “lo” scaricava :-))) ora capisco perchè non faccio un punto! ciao a.

    anonimo

    17 settembre 2006 at 17:04


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