UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 33 comments

 Milo de Angelis, Tema dell’addio, Mondadori, Milano, 2005, pp. 94, Euro 9,40.

Normalmente verrebbe considerato un suicidio definire in terza di copertina un libro come “testo destinato a rimanere tra i punti fermi della nostra poesia di questi anni” soprattutto dato l’ambientino del quale stiamo trattando, io personalmente lo sconsiglierei a chiunque: ma non in questo caso. In questo caso non c’è assolutamente nulla da obiettare. In questo libro si trovano poesie che potranno tranquillamente rimanere tra i capisaldi del decennio: l’opera in sé asciutta, senza fronzoli, che non appare mai autocompatirsi merita tutti i premi, i riconoscimenti e gli attestati di stima che in questi mesi sta raccogliendo. Il tema è personale, l’addio da compiere è quello alla moglie dell’autore, Giovanna Sicari, un addio che non è episodico, non fotografa l’attimo nel quale accade, piuttosto si sviluppa in un duplice percorso, quello della malattia e quello del distacco. E nel percorso sta la narrazione dell’autore che deve necessariamente compiere il distacco e comprenderne senso ed esigenza. Allontanarsi dall’affetto significa innanzitutto ripercorrerne il percorso come si dovesse scucire punto dopo punto il lembo di un vestito. Così De Angelis fa, trovando nella memoria, appuntando, punti piccoli e altri enormi: tutti però fondamentali, nessuno accessorio. << Contare i seondi, i vagoni dell’Eurostar, vederti / scendere dal numero nove, il carrello, il sorriso, / il batticuore, la notizia, la grande notizia. / Questo è avvenuto nel 1990. È avvenuto, certamente / è avvenuto. E prima ancora, il tuffo nel Ticino, / mentre il pallone scompariva. È avvenuto. (…) >> E mentre si consuma la tragedia, questo forse il punto fondamentale << Affogano le nazioni, crollano le torri, un caos / di lingue e colori, traumi e nuovi amori, / entra alla Boavisca, spazza via il novecento / della solitudine maestra, del nostro verso / sospeso nel vuoto (…) >> De Angelis esaurisce il capitolo del Novecento, modifica il proprio verso, comprende il cambiamento: cambia pagina. E non è una pagina di poco conto, non solo dal lato umano, il secolo che si modifica è visibile e forte se letta questa evoluzione della poesia e paragonata con quella anche solo di Biografia Sommaria (1999). De Angelis modifica le proprie strutture, introduce nell’ultimo capitolo Visite serali ironie lievi, delicatissime e velate, consolatorie quasi. De Angelis con questo libro riesce a salutare, a dire addio al Novecento. Alle cose belle e alle cose brutte del secolo (e di certo non solo a quelle personali), con dolore ma facendosene innanzitutto una ragione, comprendendo in maniera matura, lucidissima quanto accaduto e quanto soprattutto inevitabile. E speriamo che molti altri siano in grado di accettare questo percorso. << Ora si è spezzato l’ordine, ora / ti avvicini alla stanza e resti / nuda per tutta l’estate, con la mano / che gira all’infinito la maniglia. >>

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Written by matteofantuzzi

24 giugno 2006 a 10:14

Pubblicato su Uncategorized

33 Risposte

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  1. questa è la recensione a “tema dell’addio” che appare sull’annuario 2006 edito da castelvecchi. devo dire che quest’anno un libro così bello non mi pare sia uscito, ad oggi. e mi dispiace, perchè questo è un libro davvero strepitoso e speravo dopo un libro strepitoso ce ne potesse essere 1 altro presto. nonostante molti bei libri siano usciti, chiariamoci, massari e alborghetti solo per pensare a persone vicine a questo blog. comunque se mi fosse sfuggito qualcosa sono pronto a suggerimenti.

    matteofantuzzi

    24 giugno 2006 at 10:16

  2. effettivamente “Tema dell’addio” é un libro “immenso”. Nel senso interiore del termine.

    anonimo

    24 giugno 2006 at 16:33

  3. ho trovato degno di nota pure “Più primavera che paranoia” di Silvia Monti, comunque.

    anonimo

    24 giugno 2006 at 16:39

  4. anche tu stefano hai fatto 1 buon lavoro col tuo libro uscito per campanotto: l’editore della monti ?

    matteofantuzzi

    24 giugno 2006 at 17:50

  5. Ho avuto l’occasione di ascoltare milo de angelis al festival della letteratura di mantova lo scorso anno, e devo confessare che non mi piacquero né i testi né il modo che aveva di leggere. Lo intervistai anche, due domande per strada, avendolo incontrato per caso all’uscita della visione di un film russo, e con mia enorme sorpresa mi diede delle risposte molto interessanti. Vedrò di trovare questo libro epocale di cui parli matteo.

    A

    ansuini

    24 giugno 2006 at 18:53

  6. Com’è bello recensire i vivi che possono ancora aiutarci! Bravo Fantuzzi, non perdi un colpo.

    anonimo

    24 giugno 2006 at 21:27

  7. l’editore della Monti è Lietocolle.

    St.L.

    p.s. grazie per il “buon lavoro”.

    adesso me ne vo a dormire…

    oltrenauta

    25 giugno 2006 at 01:42

  8. veramente de angelis non l’ho mai conosciuto, incrociato a diversi festival, questo sì: ma c’è sempre una fila di gente che gli deve consegnare un libro, chiedere qualcosa… che non m’ha mai appassionato la cosa. (de angelis incolpevole). senz’altro non legge bene, ma come sai secondo me vale la carta e quindi a quella mi tengo alessandro. il libro è ottimo, la poesia c’è. questo mi basta.

    …minchia che bile gentile anonimo, fatte ‘na risata, leggi 1 bel libro… consigliami 1 bel libro… soprattutto fatte ‘na risata…

    matteofantuzzi

    25 giugno 2006 at 14:26

  9. ha aperto il blog di davide nota, altro amicone dei commentatori anonimi. link a sn. e auguri.

    matteofantuzzi

    25 giugno 2006 at 14:39

  10. Tema del’addio è bellissimo e importante, il libro di un poeta maturo e avviato alla grandezza, ma tra i due che citi, senza nulla togliere all’ottimo Fabiano, con i suoi due libri (Diario del pane e soprattutto l’ultimo, Libro dei vivi) Massari ha davvero staccato tutti, da tempo non si leggeva tanta forza intensità e capacità di reggere il rischio di una forma nuova e originale, a mio modestissimo parere è un poeta davvero fortissimo, anche lui destinato a stare “sopra” come De Angelis. Ciao a tutti e Buona Estate.

    Francesco

    anonimo

    25 giugno 2006 at 17:04

  11. Milo è uno dei pochi che abbiamo in Italia oggi. Si può dire questo o quello, ma, infine, è uno sempre di quei pochi ai quali si concede tutto. Il suo libro è bellissimo… anche Massari è bravo, indubbiamente, e si farà ancora e ancora, ma infine Milo è già arrivato a “quel suono suo” tanto caro a un critico vero come lo fu Giacomo Debenedetti.

    GianRuggeroManzoni

    26 giugno 2006 at 01:06

  12. be’ direi che Massari è molto più che bravo.

    B.

    anonimo

    26 giugno 2006 at 07:42

  13. hu….
    grazie Matteo della tua attenzione.
    fabiano

    anonimo

    26 giugno 2006 at 07:53

  14. Credo che Tema dell’addio sia il libro che ho letto più volte in tutta la mia vita. ogni volta mi colpiscono le immagini semplici e sferzanti, le parole misurate ma taglienti, la profonda carica emozionale che i testi, seppur spesso brevi, riescono a trasmettere. Credo sia un libro in cui tutti possono riconoscersi, una riuscita indagine dell’universo del dolore, un dolore scandagliato senza retorica e senza paura di esporsi. Un dolore troppo grande e potente, di fronte al quale tutto assume una luce differente, la città diventa allucinato paesaggio e le poesie “ritornano nella loro grammatica”, una grammatica che regola prima di tutto “lo stare nelle cose”.
    Hai ragione Matteo, De Angelis legge in modo strano, diversamente da come si potrebbe immaginare vedendo i testi sul foglio, ma è una lettura comunque partecipe, anche se lievemente distaccata. A me ha dato l’impressione di usare questo “distacco” proprio per mettere in luce un contrasto con la profondità dei suoi testi. Ma io non sono un esperto… questa è solo la mia opinione.
    Saluti a tutti.

    Matteo Poletti

    anonimo

    26 giugno 2006 at 13:04

  15. Caro Matteo,
    ho letto la tua recensione direttamente sull’Annuario. Concordo, questo di Milo è un grande libro. E sono contento di dirlo anch’io che invece ho sollevato molte perplessità sul suo percorso, dopo lo stratosferico esordio di Somiglianze. Di fronte a Tema dell’addio, invece, ho pensato a Mallarmé, alla difficoltà di scrivere sulla morte, al prodigio di Milo di essere fedele al sentimento con lucidità, senza scadere nel patetico, senza guadagnare crediti dentro la protezione di un vissuto drammatico, che è tale senza però diventare un privilegio.

    ilcielodimarte

    26 giugno 2006 at 13:27

  16. Poesia e PaginaZero:

    È uscito il 9° numero della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera” – Quadrimestrale di letteratura, arte e cultura (www.rivistapaginazero.net) che ha come tematica quella della “migrazione delle culture”.
    Federico Federici nelle pagine di Poesia presenta la poetessa russa Nika Georgievna Turbina, talento precoce e prematuramente scomparso, con la pubblicazione di molti testi in un’inedita traduzione, oltre a un’ampia scheda bio-bibliografica della poetessa bambina. Paolo Galvagni, che cura il Forum, ci parla di poesia russofona in Uzbekistan con la presentazione della scuola di Fergana in un interessante dialogo con gli autori Samsad Abdullaev e Chamdam Zakirov oltre alla pubblicazione di molti loro testi inediti in Italia.

    Magari interessa, scusate la violazione dello spazio.

    anonimo

    27 giugno 2006 at 10:38

  17. Su dissidenze c’è un mio lungo saggio su “Tema dell’addio”.
    Sebastiano Aglieco

    anonimo

    27 giugno 2006 at 16:56

  18. stefano è molto più che bravo, e ci mancherebbe ! ma giustamente gian ruggero indica per de angelis quel “suono suo” che fa straordinaria nella sua importanza questo libro e altrettanto fa bene marco (che altrettanto come ho già scritto qui e altrove ha scritto davvero un libro ottimo) a citare nella memoria “corta” che ci contraddistingue un libro come somiglianze, che va recuperato, riscoperto, riletto assolutamente. e non mi dispiace quest’idea di distacco che suggerisce matteo poletti. avercene di non esperti.
    e leggete il saggio di sebastiano !!!

    matteofantuzzi

    27 giugno 2006 at 19:37

  19. io di lui ho questa, dalle Somiglianze:

    Nostra Signora degli insonni,
    custodisci queste vene che furono marea,
    voce spartita in assemblea e inchiostro,
    polvere di una gioia colpita
    ad altezza d’uomo, mentre la sostanza
    attraversa oscuramente la camicia,
    muove il parabrezza, scatena la magia
    di un’altra età.

    E’ una buona cosa, sintetica e potente, vecchianuova, è di un buon poeta, di uno che sa dove fermarsi. Molto viene dalla sospensione, dal non detto.
    Anche il tema dell’addio è così?

    Sui mancati/esotici avrei qualcosa da dire: c’è una Ruggeri, italianissima ma mancata! è morta presto anche lei lasciando testi invisi a Fortini ma, a mio avviso, bellissimi. Volevo dire: è facile parlare dei morti, è facile parlare dei distanti. E comunque benvengano, s’intende (i mortidistanti). Meno facile portare quelli attorno a noi, come fa Matteo, come fa Liberinversi, puntando all’intercricca, magari, e grazie.

    molesini

    29 giugno 2006 at 02:02

  20. oltre alla bella lettura di Aglieco su dissidenze, ce n’è una singolare di Giuseppe Genna sui Miserabili. MAgari non del tutto condivisibile, ma non la trascurereei

    voc

    anonimo

    29 giugno 2006 at 09:48

  21. sul blog di fabrizio centofanti c’è un mio intervento (si arriva linkando a sn)

    voc. inserisci per cortesia l’indirizzo dell’articolo di genna ?

    silvia, c’è una sospensione, ma si dice tanto e tanto si intuisce. c’è un poeta che si denuda molto, e mostrandosi mostra quello che gli sta attorno, la società ecc.
    potresti darmi/ci più info di questa ruggeri ? (oltre al nome di battesimo dove abbia pubblicato)

    matteofantuzzi

    29 giugno 2006 at 13:35

  22. Non è dei peggiori, De Angelis. Con quel che passa il convento c’è da stare allegri. Però, ragazzi, la poesia è un’altra cosa.

    anonimo

    29 giugno 2006 at 21:22

  23. Unico poemetto pubblicato da Vergallo su “L’Incantiere” è Inferni minori, lei è salentina, di nome fa Claudia. Senti:

    lamento della sposa barocca (octapus)

    T’avrei lavato i piedi
    oppure mi sarei fatta altissima
    come i soffitti scavalcati di cieli
    come voce in voce si sconquassa
    tornando folle ed organando a schiere
    come si leva assalto e candore demente
    alla colonna che porta la corolla e la maledizione
    di Gabriele, che porta un canto ed un profilo
    che cade, se scattano vele in mille luoghi
    – sentite ruvide come cadono -; anche solo
    un Luglio, un insetto che infesta la sala,
    solo un assetto, un raduno di teste
    e di cosce (la manovra, si sa, della balera),
    e la sorte di sapere che creatura
    va a mollare che nuca che capelli
    va a impigliare, la sorte di ricevere; amore
    ti avrei dato la sorte di sorreggere,
    perché alla scadenza delle venti
    due danze avrei adorato trenta
    tre fuochi, perché esiste una Veste
    di Pace se su questi soffitti si segna
    il decoro invidiato: poi che mossa un’impronta si smodi
    ad otto tentacoli poi che ne escano le torture.

    molesini

    30 giugno 2006 at 00:47

  24. 1996

    molesini

    30 giugno 2006 at 00:51

  25. Segnalo (posso?) di MAURIZIO CASAGRANDE, IN UN GORGO DI FEDELTA’, EDIZIONI IL PONTE DEL SALE 2006, ROVIGO.

    è un libro ricco di fotografie di poeti e di paesaggi (di poeti) ed è anche un libro di intrviste comprendenti riflessioni originali, modi “diversi” di guardare il reale.
    Maurizio Casagrande è un critico letterario ancora sconosciuto ma di buona caratura. Rigoroso e puntuale ha dato vita ad un testo di letteratura tra i più importanti di questi ultimi anni.
    Compaiono interviste a poeti quali Mariangela Gualtieri, Azzurra De Agostino, Giammario Villalta, Pierluigi Cappello (per citare i più noti).

    Osvaldo B.

    anonimo

    30 giugno 2006 at 12:07

  26. Caro Osvaldo, per cortesia, citiamoli tutti i poeti! Si citano ancora i più noti? E ora di finirla. E gli altri?
    Sebastiano Aglieco, che raramente s’incazza

    anonimo

    30 giugno 2006 at 12:24

  27. esatto, citiamoli tutti (e non so chi siano). la poesia silvia mi piace, ma è una: e quindi non so se è una rondine tra le rondini o una rondine tra i fagiani 😉

    ps. con tutto il rispetto per i fagiani, perchè c’è gente suscettibile…

    matteofantuzzi

    30 giugno 2006 at 16:43

  28. eh si, li devi far conto sul mio guidizio critico, come dire, affidarti…come facciamo da piccoli quando di quasimodo ci fanno leggere specchio, e ci crediamo (ed ecco sul tronco si rompon le gemme/ un verde più nuovo dell’erba, che il cuore riposa/ il tronco pareva già morto, piegato sul declivio…)
    Poi sapremo che non è la migliore.

    molesini

    1 luglio 2006 at 00:21

  29. “Variazioni belliche” di Amelia Rosselli; “Diversi accorgimenti” di Adriano Spatola; “Non sempre ricordano” di Patrizia Vicinelli; “Opere” di Emilio Villa

    anonimo

    1 luglio 2006 at 21:16

  30. grazie di queste segnalazioni: sono tutte del 2006 ?

    ah, messaggio per matteo poletti, mi rimandi la tua mail ? perchè quella che ho mi sa che è sbagliata. merci.

    matteofantuzzi

    1 luglio 2006 at 22:23

  31. Sono tornato da Ibiza e ho una tale saudade che perfino abbraccerei il mio “nemico”-amico Merlin…Quello di De Angelis è un grande libro e ho avuto il piacere di sentire leggere alcuni dei testi al Parcopoesia 2004 e 2005 e di cenare anche con DeAngelis…Battutone di Rondoni, presentando a DeAngelis la mia bella ex fidanzata “Milo, ti presento Mila”…Questo per dire che c’erano tanti segnali che mi spingevano verso codesto libro: aver sentito i testi in anteprima ed esserne rimasto molto colpito, aver conosciuto De Angelis, aver letto dopo di lui al Parco, la combinazione Milo-Mila e il Tema dell’addio che poteva abbracciare e comprendere anche una separazione dalla donna amata che mi riguardava… Dunque, è un risultato alto e sicuro… è vero, De Angelis non legge benissimo, anche perché penso sia un timido, ma chi se ne frega…La differenza la fa il testo ed è quello che conta… Quanto a Massari, al quale mi sento molto vicino, anche per un fatto di simpatia umana (lo associo a Flaiano, non so perché…) e di romanità – anche se io ci abito solo -, rivendico il fatto di essere stato uno dei primi a notare il suo valore, quando pubblicò su ClanDestino… Spero di avere il suo secondo… Mi piace considerarlo una specie di compagno di strada visto che anch’io ho finito il mio secondo che prima o poi pubblicherò…Hasta luego…

    andrea margiotta

    anonimo

    3 luglio 2006 at 20:00

  32. giriamo l’appello a stefano. io lo so andrea che tra te e marco è amore sincero. mi spiace per mila. a macerata. (speriamo bene…)

    matteofantuzzi

    4 luglio 2006 at 17:42

  33. Anch’io ho trovato molto bello questo libro. E Chissà se la recensione che ho scritto, interesserà a qualcuno e sarà mai pubblicata!!! In ogni caso, davvero vale la lettura. (del libro – si intende- non di quello che ho scritto io. ) ls

    anonimo

    13 luglio 2006 at 14:37


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