UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 39 comments

Venerdì 2 Giugno 2006, ore 21.00

Giardino Anusca via dei mille 35 e/f

Castel San Pietro Terme

 

Degustare Locale, 3a (e ultima) edizione

 

Un’occasione per assaggiare la poesia e l’eno-gastronomia dell’Emilia Romagna

partecipano: Pierluigi Bacchini, Giuseppe Bellosi, Maurizio Brusa, Caterina Camporesi, Gianfranco Fabbri, Matteo Fantuzzi, Gianfranco Lauretano, Fabrizio Lombardo, Stefano Massari, Giovanni Nadiani, Maria Pia Quintavalla, Salvatore Ritrovato, Francesca Serragnoli, Giancarlo Sissa, Annalisa Teodorani, Maria Luisa Vezzali, Matteo Zattoni

 

*

 

Mi è piaciuto molto come Luigi Nacci ha affrontato la propria “Indagine sulla poesia triestina del Secondo Novecento” denominata “Trieste allo Specchio” e uscita per il Battello Stampatore di Trieste (18 euri). Si ripercorrono con questo scritto molte delle discussioni fatte qua in primis con lo stesso Luigi, la necessità di affrontare le indagini sulla poesia ANCHE da un punto di vista non antologico, ma sociologico e antropologico, di definire un territorio e la complessità territoriale guardando le influenze, i temi, il ricorrere dei tratti. È ovvio che i tanti autori presentati non sono tutti validissimissimissimi (Trieste non è in una condizione fortunata) e che un’analisi simile è fattibile per le cifre abitative di Trieste, ma per Milano potrebbe diventare una specie di elenco telefonico – guida Michelin. Fatto sta che il lavoro è davvero interessante (è sostanzialmente un questionario completato o meglio costruito sulle analisi di Nacci con anche un forte lavoro a livello bibliografico), e che mi auspicherei per altri territori (passatemi l’espressione) non in auge lavori simili, facilitati dalla rete che forse può fare divenire un lavoro simile anche di catalogazione meno complicato. Insomma lo segnalo volentieri e chapeau a Nacci che ha fatto in pratica quello di cui parlava da tempo a livello teorico.

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Written by matteofantuzzi

15 maggio 2006 a 20:43

Pubblicato su Uncategorized

39 Risposte

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  1. Sono “in forse” ad oggi anche Alberto Bretoni ed Emilio Rentocchini

    matteofantuzzi

    15 maggio 2006 at 20:51

  2. Grazie Matteo, magari se il tema interessa ripasserò ad approfondire la questione inerente TRIESTE ALLO SPECCHIO.
    Luigi

    anonimo

    15 maggio 2006 at 23:06

  3. Come ogni estate dal 1995 torna il Festival Internazionale di Poesia di Genova, la più grande e prestigiosa manifestazione italiana dedicata ai versi e alle rime, che attira ogni anno nel capoluogo ligure i più importanti poeti del mondo e una folla di appassionati.

    La dodicesima edizione avrà luogo dal 15 al 22 giugno a Genova nel Cortile Maggiore di palazzo Ducale e in altri suggestivi luoghi in uno dei centri storici più grandi e caratteristici d’Europa, con oltre 70 eventi gratuiti tra letture, concerti, performance, conferenze, visite guidate. Tieni d’occhio il sito http://www.pozzani.org per aggiornamenti…

    Dal 1995 la poesia di tutto il mondo a 360°
    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova, è unanimemente considerato l’evento dedicato alla poesia più importante in Italia e uno dei più prestigiosi a livello internazionale.
    Nata nel 1995 da un’idea del poeta e scrittore Claudio Pozzani, questa manifestazione richiama a Genova decine di artisti da tutto il mondo, dai Premi Nobel e autori di grande popolarità, a nuovi autori internazionali, senza barriere stilistiche. Il Festival Internazionale di Poesia di Genova ha dato vita a numerose altre rassegne letterarie a Bruges, Monaco di Baviera, Helsinki, Tokyo, Parigi, Lille.
    Tra gli oltre 500 artisti che hanno partecipato al Festival nelle passate 11 edizioni possiamo ricordare i Premi Nobel Walcott, Soyinka, Milosz, e ancora Montalban, Benni, Mutis, Ferlinghetti, Houellebecq, Gutierrez, Luzi, Harrison, Maraini, Jodorowsky, e musicisti come Lou Reed, Glenn Hughes, Paco Ibanez, Vecchioni, Blixa Bargeld, Lydia Lunch, Gianmaria Testa, Morgan e Ray Manzarek, già tastierista dei Doors, che nel 2001 scelse il Festival di Poesia di Genova come unica data europea per celebrare il trentesimo anniversario della morte di Jim Morrison. (Per maggiori informazioni http://www.festivalpoesia.org)

    Tra gli appuntamenti speciali dell’edizione 2006:

    La…

    anonimo

    16 maggio 2006 at 13:17

  4. La Grande Notte della Poesia
    Dopo il successo dell’anno scorso, il 16 giugno dalle 18 all’alba ritorna la Notte della Poesia nei meravigliosi palazzi di Strada Nuova, con concerti, performance, visite guidate, letture, incontri e con le degustazioni poetiche-enogastronomiche dalla Georgia, Paese invitato d’onore del Festival. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti.

    Bloomsday nei carruggi
    Sempre il 16 giugno, sarà riproposta la giornata immortalata da James Joyce nel suo celeberrimo Ulysses, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione Linguistica e Culturale dell’Università di Genova. Decine di lettori daranno voce ai capitoli del libro coinvolgendo i luoghi più caratteristici del centro storico genovese. Vuoi venire a leggere anche tu? Le iscrizioni sono aperte fino al 5 giugno, scrivendo a casapoesia@yahoo.it

    La Ricostruzione poetica dell’universo
    Il nostro convegno creativo e in divenire iniziato nel 2004, dove poeti, artisti e studiosi da tutto il mondo s’interrogano e propongono differenti chiavi di lettura e scenari futuri. Tra gli spunti di quest’anno, l’incontro tra il “lessicomane” Sanguineti e i creatori della Wikipedia, l’enciclopedia orizzontale e aperta; il mondo dei blog; la questione e il futuro dei diritti d’autore con i responsabili della Creative Commons, il progetto Liber Liber o del sapere condiviso; la tecnologia informatica: evoluzione o ritorno al medioevo?; la battaglia del free software raccontata dal suo protagonista Richard Stallman; gli incubi del Trusted Computing; gli incontri con designer di fama internazionale promossi da Bombay Sapphire dal titolo The Inspirational Design Happening; l’architettura creativa di Denis Santachiara; e tanto altro ancora…

    Vieni a Genova a tuffarti in un mare di poesia!
    Perché non approfittare del Festival Internazionale di Poesia per farsi una vera e propria vacanza culturale e…

    anonimo

    16 maggio 2006 at 13:18

  5. Vieni a Genova a tuffarti in un mare di poesia!
    Perché non approfittare del Festival Internazionale di Poesia per farsi una vera e propria vacanza culturale e distensiva? Vieni a vedere i pacchetti speciali che abbiamo preparato per te alla pagina http://www.clapoz.org/festival/pacchetti.html

    E se Campana, Nietzsche, Byron, Marinetti, Caproni e Montale ti facessero visitare Genova?
    Dal 1995 i Percorsi Poetici mostrano il centro storico di Genova, uno dei più grandi e caratteristici d’Europa, seguendo le tracce lasciate dalle decine di scrittori e poeti che vi abitarono e vi crearono capolavori. Una visita guidata animata che vi farà scoprire Genova da una prospettiva assolutamente originale!

    12° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA
    Direttore artistico: Claudio Pozzani
    Organizzazione generale: Circolo dei Viaggiatori nel Tempo
    In collaborazione con Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Fondazione Carige, Palazzo Ducale SpA
    Con il contributo di Colorificio Attiva,
    Per tutte le informazioni sul programma e sugli eventi del 12° Festival Internazionale di Poesia visitate il sito ufficiale http://www.festivalpoesia.org e http://www.pozzani.org

    anonimo

    16 maggio 2006 at 13:18

  6. Chi è Bretoni?:-)
    C’è anche http://www.festivaldellapoesia.it
    Per altri versi 2
    A Parma
    Liuk

    anonimo

    16 maggio 2006 at 14:41

  7. bretoni è il famoso amico di giuseppe “bollosi” e gianfranco “laureano”. dato che avevo problemi con windows avevo scritto tutto in word e il copia-incolla fa certi scherzi 😉

    *

    altra notizia “da parrucchiera”: forse già lo sapete ma abbiamo un poeta come presidente della repubblica, napolitano infatti scrisse un libretto di sonetti in gioventù. (questo senz’altro vi cambia la giornata…)

    matteofantuzzi

    17 maggio 2006 at 06:48

  8. chiedo io allora a luigi nacci: la tua inchiesta non prende in considerazione gli ultimissimi anni. ci sono punti che oggi avresti voluto maggiormente delineare, cioè ravvisi una “evoluzione” rispetto agli ultimi 50 del precedente secolo e i primissimi di questo ?

    poi mi piacerebbe tu parlassi un poco di fabio doplicher, scomparso nel 2003

    matteofantuzzi

    17 maggio 2006 at 06:56

  9. (splinder ha problemi coi post da ieri… spero si risolvano)

    matteofantuzzi

    18 maggio 2006 at 06:56

  10. Caro Matteo,

    solo ora riesco a vedere i commenti dopo i problemi di splinder. Ahimé sono in partenza per Perugia e fino domenica-lunedì non potrò rispondere.

    Un’anticipazione:
    il lavoro è sul secondo Novecento, cioè copre una lacuna critica, giacché dopo la morte di Saba e di Giotti nessuno ha più affrontato la questione della “letteratura triestina” (un vero e proprio genere a sé nella prima metà del ‘900) con uno sguardo d’insieme. Sulla poesia c’era stato solo qualche studio sui dialettali/in dialetto. Degli ultimi anni comunque ho parlato: ho trattato il quartetto LONGO-TOLUSSO-DEIURI-MANGANI e pure GLI AMMUTINATI. Lo studio arriva fino al dicembre del 2002 – non ti sembra abbastanza aggiornato? (anzi, rispetto al tema sforo anche di 2 aqnni)

    Riprenderò le fila del discorso. Anche su Dolplicher. Approfitto per lanciare un sassolino: quanti di voi hanno letto Fabio Doplicher?

    Luigi

    anonimo

    18 maggio 2006 at 08:17

  11. Io, ma solo El sburto.

    Vincenzo

    anonimo

    18 maggio 2006 at 17:00

  12. certo che è aggiornato. quello che chiedevo più espressamente è se nella/e linea/e che hai tracciato vedi un proseguire rispetto al 2002, soprattutto per gli autori che citi nel commento. di doplicher ho letto certo non tutto… purtroppo, aggiungo.

    matteofantuzzi

    18 maggio 2006 at 21:59

  13. altra cosa: state senz’altro notando che stanno “esplodendo” i festival, e se ne aggiungono. in questi giorni c’è quello alla casa della poesia di milano. poi il 3, 4 giugno parte pure il festival di torino curato da tiziano fratus e il gruppo degli sparajurij. quello che mi permetto di fare notare è che quasi tutti gli organizzatori di questo tipo di eventi (ci sono anche quelli in puglia, poi ovviamente parcopoesia e quello del centro di poesia contemporanea a bologna, e romapoesia, e parma poesia, e il festival di modena, e quello di vercelli, e genova) dicevo, quasi tutti gli organizzatori sono riconducibili a livello d’età. sarebbe interessante capire cosa significhi il festival di poesia per questa (brutta parola) generazione e perchè proprio la forma del festival (come ci si potrebbe chiedere: perchè proprio la forma del blog)

    matteofantuzzi

    18 maggio 2006 at 22:03

  14. dimentichi forse Roma poesia, e Absolute poetry, che non sono gestiti da giovani, pur se vi sono collaborazioni intense. A mio giudizio questi festival (cioè quelli che hai citato) devono o crescere Matteo o meditare sul compito che devono assolvere, poiché il livello è ancora medio, se non mediobasso e gestito in malo modo. Per crescere c’è bisogno di denaro, se vuoi perché un festival è rispettabile (secondo me) quando c’è il rimborso spese di viaggio vitto e alloggio + compenso per i partecipanti, e il pubblico non possono essere i poeti che vi partecipano. Sulla forma festival, a parte che vengono chiamati festival cose un po’ piccole, in generale credo risponda alla necessità di rendere visibile il proprio lavoro, farsi conoscere agli addetti ai lavori (invitando e ammanicando). Lavori seri, ovvero quadrati su precise categorie, ne vedo pochi, e questo fa in generale capire anche la pochezza dell’ambiente.

    Christian

    anonimo

    19 maggio 2006 at 09:15

  15. E il denaro dove lo si trova???

    Perchè sponsor privati non li ritengo credibili (chi investirebbe sulla poesia?) e sponsor pubblici sono una barzelletta molto poco divertente (comuni, regioni non hanno una lira sulla pelle, anche perchè molta ne sprecano in vaccate pro-partito)
    Dell’uno e dell’altro, prendo in esame anche la poca oculatezza dei vertici, se non la totale ignoranza, ed è un secondo fattore che non permetterà ai festival di poesia (quelunque esso sia) di crescere avendo mezzi.
    A chi promuove la poesia (e affini) non rimane che la volontà, i mezzi risicati che possiedono e forse l’attenzione della stampa che deriva dall’insistenza (un festival che esiste da tempo ad esempio e che prima o poi si fa notare…oppure un addetto stampa di questo o quel festival che fracassa i maroni alla stampa con continui invii e comunicazioni sino ad avere uno spazietto – ottenuto per sfinimento -)

    I festival sono una cosuccia – organizzativamente? Almeno ci sono.
    E un festival serve ANCHE per rendersi visibili, per proporre poesia. Perchè se io non mi propongo, tizio di qui e caio di là, non sapranno mai che esisto, cosa che accade col 97% dei poeti: sono inesistenti, punto!
    E scusa, non è una marketta pro-visibilità anche il Pordenonelegge? E si che vi convogliano fior di autori….

    fabiano

    anonimo

    19 maggio 2006 at 13:57

  16. Bravo Christian! Sei forte! Sono d’accordo con te ( e con Matteo)…Del resto, sui festival ho già detto la mia nei post più antichi del mio blog, ora negli archivi di agosto e settembre 2005…Però non penso che sia solo un fatto di presenzialismo o di ammanicamenti, sempre presenti ovunque (questa è la parte più sconfortante ma realisticamente fa parte dell’umano, anche se io, pur essendo un animale politico, per indole preferisco essere visibile solo per le mie capacità, dunque ci metterò più tempo, ma chi se ne frega!)…Questi mesi di dialogo con i ragazzi degli anni ’70, di pochi anni più giovani di me, mi hanno fatto vedere che spesso c’è una notevole qualità nei testi: penso soprattutto ad Ansuini (di grande forza, a mio avviso, la sua poesia sul blog del bravo GianRuggero Manzoni), a Italiano, a Del Sarto, a certe cose di Martino Baldi, di Mencarelli, di Fabiano e di Matteo, a te stesso, Chris, e a molti altri…Dunque, penso sia qualcosa di più del presenzialismo e degli agganci: penso che sia la voglia di stare assieme, di dialogare e, soprattutto, la perenne ricerca ed esigenza di un significato, di un vascorossiano senso della vita…Sì, è verò: l’optimum sarebbe avere i vari rimborsi di cui dici, però a me piace molto anche andare a Parcopoesia a Riccione, dove quei rimborsi sono solo per pochi: non vado certo in rovina…Magari, dentro di me, so che io e altri giovani siamo più bravi di certi poeti “rimborsati” e sto benissimo ugualmente…Il valore di quel festival mi pare medioalto, organizzato bene e con una familiarità che a me piace…E poi Riccione- come Rimini- mi ricorda la mia Gioventù bruciata…
    Quando ho bisogno di dollari, faccio altro…
    Questo per dirti che non è poi così automatica l’equazione più soldi = più qualità…Ci sono tante cose organizzate da certi assessorati, con budget adeguato, che poi si rivelano vere schifezze o casse di risonanza per interessi politici (soprattutto nelle arti visive, come sa bene il mio carissimo e geniale Vittorio Sgarbi)…Ventenne, ho lavorato per un anno in un assessorato rosso del ferrarese…Qui a Roma, la Casa delle letterature (che organizza le cose più chic, e la cui “capa”, paradosso dei paradossi, è amica delle due persone a me più care e vicine qui a Roma) è una promanazione del pensiero veltroniano…Si spera in una maggiore democraticità e versatilità nelle scelte, privilegiando la qualità e non solo le correnti (just an illusion!)…Si spera in un giudizio forte, ALTO sulla cultura e la letteratura, e non solo sull’accoglienza a pelle di leopardo delle tante richieste o delle decisioni cultural-politically correct…

    Ritornando ai festival o convegni, anche la mia annosa vicenda con Merlin ha dimostrato alfin quel principio noto alla psicanalisi, ossia che gli opposti spesso si attraggono… Mi hanno invitato a partecipare (vabbé, come pubblico ma ci si può “iscrivere” democraticamente anche a leggere…) a Borgomanero dove fanno una cosa interessante che di certo saprete…Non penso di andarci e mi dispiace: troppo lontano da Roma, poco tempo e, soprattutto, io vado (e non è detto…) solo dove sono invitato come ospite a leggere poesie (o almeno a parlarne)…Iscrivermi per leggere, tra una portata e l’altra della cena, mi pare un po’ “dequalificante” e comunque non mi interessa…Però con lo spirito sarò lì, vicino a Piccini che stimo in una percentuale già abbastanza ampia benché dissenta da lui, talvolta, ma è cosa umanissima…E poi quel loro incontro si svolge proprio nella villa Marazza di Borgomanero, dove fui nel 2001 a ritirare il bel premio http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php conferitomi, del quale vi ho già moderatamente triturato gli zebedei (o i maroni, come dicono in Emilia…)… Non ci sarò io, ma lì ci sarà il mio primo libro, chiuso nella teca mobiletto dei vincitori delle precedenti edizioni o successive, dunque assieme ai libri dei vari Giudici, Sanguineti, Buffoni Rondoni, Mussapi ecc. ecc. Magari, prossimamente, ci sarà anche il nuovo di Andrea Temporelli…
    Ora, la mossa successiva del guru Merlin, se è un vero guru, dovrebbe essere quella di occuparsi in futuro di quel mio primo libro, in maniera un po’ più professionale, o almeno del mio prossimo NUMBER 2, quando i miei tempi indiano-messicani mi porteranno a pubblicarlo (ma in verità, più che i tempi, frenano certe mie perplessità editoriali e la convinzione che un libro sia sempre migliorabile prima di mandarlo a morte con la pubblicazione…!)…

    Saluti e baci dal vostro
    Andrea Margiotta

    PS Domandona: ma Gianfranco Fabbri, raffinatone detto Gianfri, è per caso omosessuale? Scherzo…
    Mi sta simpatico e apprezzo la sua educazione e signorilità anche se ho percepito una sua allergia ai cattolici (che è anche la mia se si considera però solo l’ipocrisia doroteodemocristiana di alcuni e non la Santa Madre Chiesa)…

    anonimo

    19 maggio 2006 at 16:25

  17. a già…

    anonimo

    19 maggio 2006 at 16:48

  18. che palle

    il pistolotto di margiotto

    che palle

    anonimo

    19 maggio 2006 at 18:26

  19. Margiotta, ma possibile che con tutte le cose che avrai dovuto fare quest’oggi, tu abbia trovato il tempo di soffermarti sulle tue supposte mie tendenze sessuali? Incredibile! Sono perfino lusingato -pensavo di passare liscio, con il mio modo di scrivere-.
    Andrea, per favore, continua a pensare che in fondo stai scherzando: è meglio, sai!-
    Tutti i raffinatoni sono gay?
    Comunque sia, caro Margiotta, sul piano personale devi stare tranquillo: ti ho visto in foto e ti dico che “non mi vai”. Questione di colori, di peli (probabilmente di odori). Senz’altro, questione di forma mentis, di Ego.
    Non prenotarti: non c’è niente da fare.

    …Scherzo, naturalmente. Eheh!
    Tuo, ma proprio “tuo”.
    Gianfranco

    nestore22

    19 maggio 2006 at 19:30

  20. andrea, mapporcaputt… che avevi fatto un così bell’intervento, mi rovini tutto… uffa.

    (gianfranco è un signore)

    matteofantuzzi

    19 maggio 2006 at 21:54

  21. detto questo: giusto ricordare gli altri festival christian, credo che il primo punto è fare in modo che si sottolinei di festival medi e/o mediocri quali siano i punti di mediocrità, che vanno oltre al discorso economico che certo è importante ma secondo me non fondamentale. a volte partecipare a un progetto a cui si crede vale più di qualsiasi altra cosa (mi ricordo topolò, sono arrivato a casa alle 4 del mattino felice come pochi, magnifico, complimenti a michele obit). credo che la serietà di lavoro vada vista nella proposta della poesia tout-court. dove si propone altro per ammiccare o per 1000 altri motivi a 1 ipotetico pubblico si compie una “falsa comunicazione” che secondo me rende scadente 1 festival o anche solo 1 lettura con tanti autori… e del resto ha ragione fabiano: difficile a un certo punto se quanto sopra c’è avere da ridire con chi “si sbatte”. e questo non solo perchè sabato scorso ho parlato 1 poco con la organizzatrice di parco poesia, alias isabella. io a parco poesia ci vado sempre volentieri, spendo 2 euri di treno è comodo mi scarica davanti al parco, certo non sarò sempre perfettamente “in linea” con quello che viene proposto. ma a 1 certo punto: quello non è 1 problema, fa parte della “democrazia della poesia” che è giusto ci sia. (quindi saluti e auguri a isabella per la 4a edizione di parco poesia a settembre)

    matteofantuzzi

    19 maggio 2006 at 22:10

  22. Terzo Festival di poesia a Montiglio

    Il 24 e 25 giugno prossimi si terrà al Castello di Montiglio (Asti) la terza edizione di Castello in Poesia, Festival di poesia italiana promosso dalla casa editrice LietoColle in collaborazione con il Comune di Montiglio Monferrato.
    Tema della manifestazione di quest’anno è il linguaggio poetico, affrontato in un percorso che, a partire dall’uso del dialetto, attraverserà la contemporaneità della lingua italiana per giungere alla diffusione della poesia attraverso la traduzione.
    Gli ospiti relatori sono Franco Loi, Achille Serrao, Franco Buffoni, Guido Oldani, Gianni Turchetta, Amedeo Anelli, Francesco Smerlati e Martha Canfield. Testimoni poetiche, con propri testi in lingua dialettale, Anna Maria Farabbi e Assunta Finiguerra.
    Una particolare attenzione al contributo poetico femminile vedrà la presentazione del volume L’Ulisse di LietoColle, realizzato con gli interventi critici e letterari apparsi su un numero della rivista on line dedicato ai mondi creativi femminili, e l’esposizione di lavori di Nevia Gregorovich (opere visive), Barbara Viscito (fotografia), Susanna Snellman (scultura).
    Agli interventi dei relatori seguirà la formazione di due gruppi di lavoro che svilupperanno diversi argomenti legati al tema del convegno. Numerosi, inoltre, i momenti dedicati alla lettura di testi nell’ambito degli eventi “Mappe del verso” e “Poesia e paesaggio”.

    Info: http://www.lietocolle.it

    Luisa Pianzola

    anonimo

    20 maggio 2006 at 07:37

  23. Io inserirei il trend dei festival di poesia in uno più ampio: i festival “culturali”, che coinvolgono ormai un po’ tutto (“addirittura” la filosofia). Questo per uscire dall’orticello stretto della poesia.
    Nell’ultima valutazione della spesa degli italiani per il tempo libero, oltre al calo di cinema, discoteche, etc, c’era una nicchia in forte crescita denominata “recital letterari” e simili. E da questo punto di vista mi sa che la spesa più necessaria (non per la qualità per una generica riuscita) è quella per la pubblicità, come qualche organizzatore ben sa: penso al battage per PordenoneLegge o AbsolutePoetry e come controesempio il festival di poesia a San Vito al Tagliamento due settimane fa, col gotha usuale della poesia italiana, ma chi lo sapeva? E non penso che girassero pochi soldi.
    Vincenzo

    anonimo

    20 maggio 2006 at 13:33

  24. Forse vi può interessare sapere come vanno le cose in un paese come l’Olanda. Un paio di settimane fa ho assistito alla premiazione del VSB poëzieprijs, il premio più importante di poesia nederlandese. Il premio è finanziato da una banca, che sponsorizza anche la settimana della poesia che si svolge ad aprile e altre iniziative nel corso dell’anno. Mi pare che al vincitore vadano 25.000 euro (mica noccioline…). Quest’anno ha vinto il poeta Mark Boog (nato nel 1970). Uno dei settimanali più importanti d’Olanda, il Groene Amsterdammer, dedica un numero speciale ai poeti finalisti. E non si tratta di una rivista letteraria! Sui supplementi letterari dei quotidiani quasi tutte le settimane è possibile leggere la recensione di una raccolta di poesie.
    La cosa che più stupisce un italiano è che qui per andare a sentire i poeti si paga (per la serata del VSB poëzieprijs l’ingresso era di 8 euro, se ricordo bene. Come un biglietto del cinema). E in genere le sale sono piene. A giugno a Rotterdam si svolge il Poetry International Festival (http://2006.poetry.nl/). Da un paio di anni non invitano poeti italiani. L’ultimo credo sia stato Buffoni nel 2003.
    È vero che la buona poesia non si trova necessariamente dove ci sono soldi. Però, dal momento che siamo in una società mercantile, la dignità che un Paese dà alla poesia e ai poeti (e in senso più ampio all’arte e alla cultura) si misura anche dal denaro che i privati e le istituzioni sono disposti a “investire” per la diffusione della poesia (e dell’arte e della cultura). Spero di non avervi annoiato. Mi sembrava interessante allargare lo sguardo al di fuori dell’Italia.
    Pierluigi Lanfranchi

    anonimo

    20 maggio 2006 at 19:11

  25. Cari tutti mi prendo questo spazio dopo aver letto i vari commenti di matteo, (perché i festival o perché il blog?) fabiano (dove si trovano i soldi, chi investe nella poesia?) e vincenzo (uscire dall’orticello della poesia) per portare l’esempio di quello che in due anni siamo riusciti a ottenere da Bazzano, il più piccolo comune della provincia di Bologna. Partiti dal munuscolo nucleo di un’associazione quest’anno, dopo aver organizzato in paese, in questi due anni, una ventina d’eventi fra letture, festival di cinema, festival di letteratura e concerti, riusciremo a proporre il festival che desideravamo fin dall’inizio. Il programma del festival (AFA SUMMER FESTVIAL) l’ho allegato nel post precedente, per chi volesse darci un’occhiata.
    Vado con ordine:
    perché il festival?: perché si riesce a fare quello che via via è divenuto una necessità, ossia offrire non solo poesia,ma una contaminazione fra le varie arti, poesia, musica, teatro, musica, cinema, portando un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, sovrapponendoli, e usando la musica (il concerto, che tiene la gente) per riuscire ad avere la poesia.(e farla ascoltare)

    dove si trovano i soldi, chi investe nella poesia? I comuni. I comuni e gli sponsor locali. Se si presenta un progetto ben definito che coinvolge un certo numero di persone si riesce a dialogare. Poi bisogna avere fortuna, incontrare persone ragionevoli. Ma si può fare. Fondamentale è collaborare, parlare con le persone, altro che farsi la guerra. Io personalmente ho fatto buone collaborazioni con Asscultpress (pistoia, di cui c’è molinaroli esegizzato da orgiazzi sul suo blog) con Lobodilattice (milano), Savoltans (udine) siamo in buoni rapporti con gli Ammutinati di Nacci e Sinicco e speriamo di riuscire ad organizzare qualcosa insieme più avanti, anche con Gianruggiero,(che purtroppo non sono riuscito ad avere al festival per i suoi impegni a camaldoli) con Matteo, a me pare che ci sia voglia di formare una rete di contatti che riesca a far girare i poeti e soprattutto li faccia uscire dalle odiose librerie per portarli in mezzo alla gente. Internet ci ha aiutato a trovarci, a questo servono i blog. Ben vengano le discussioni e le esegesi, ben vengano gli incontri, se poi si riesce ad organizzare qualcosa fisicamente sul territorio. Noi quest’anno ospitiamo artisti da torino, roma, zagabria, nuoro, riusciamo a pagare tutti, nel bene o nel male. E avremo anche la poesia. Purtroppo, come si sottolineava, pare che i poeti debbano campare mangiandosi le unghie, nessuno li rimborsa. Questo, secondo me, perché la recitazione per voce sola non viene vista come un impegno.(da chi dovrebbe pagare: pare che al poeta tutti facciano un favore nel farlo esibire) Se il poeta invece s’accompagna a dei musicisti ecco comparire delle cose da portare, degli strumenti, dei computer, delle spine da attaccare, tutti si animano, e d’improvviso forse c’è la possibilità che la lettura del poeta venga chiamata spettacolo, o performance, e si riesca a spuntare perlomeno il rimborso, se non per sé, almeno per i musicisti.

    Infine, sullo scavalcare l’orticello della poesia: non posso che essere d’accordo, dal mio punto di vista il poeta ha necessità di ritrovare la forma orale della comunicazione, e ogni supporto che può essergli fornito dalla musica o dalle immagini non fa altro che arricchire e dare un maggior ventaglio di possibilità alla sua proposta di poesia.

    A

    ansuini

    21 maggio 2006 at 04:26

  26. Rispondo a Andrea Margiotta (non in tutto, solo su alcuni rimbalzi che mi sono sgorgati alla lettura).
    I Festival – Come tutti i buoni pizzaioli che quando escono di casa non vanno mai a mangiare la pizza, l’unica eccezione che ho fatto è stata quella del ParcoPoesia dove ci siamo incrociati senza conoscerci di persona. Ottima occasione, devo dire, per andare un po’ al mare a Riccione, dove ho molti ricordi. Oltre che per rivedere alcuni cari amici, con cui – come sempre facciamo – parliamo d’altro. Per questo, probabilmente, non essendo politico (ma in maniera diversa da Merlin), non faccio il guru di professione.

    I rampanti – Hai ragione. Molti di essi hanno saputo muoversi perché prima si erano con-mossi (letture, necessità interiori, etc.). Con molti di essi infatti sono amico strettissimo (e ci parlo d’altro, come sempre). Però il guasto antico dello scavalcamento dei quarantenni esiste, e lo sai bene. Ma nemmeno mi dispiace: sono antigenerazionalista per forma mentis. Purtroppo (e infatti non farò mai carriera) amo la qualità.
    Detto ciò, ti aspetto a Macerata alla Rassegna di Poesia che, con una felice contraddizione in termini con quanto asserisco, organizzo da dieci anni, per non parlare d’altro. Durante la serata. Dopo sì.
    😉

    FilippoDavoli

    21 maggio 2006 at 09:22

  27. Dimenticavo qualche notiziola pratica: la mia Rassegna di Poesia viene organizzata ogni anno con cifre che vanno dai 3500 ai 4000 euro (per ospiti che vanno da un minimo di 10 a un massimo di 55 due anni fa). Chi contribuisce è il Comune. Quanto agli sponsors privati, alcuni anni fa promuovemmo la presentazione dell’ultimo libro di Paolo Crepet e cominciammo una sottoscrizione tra le aziende piccole medie grandi e grandissime per raccogliere fondi a vantaggio dei minorenni implicati in guai della microcriminalità. Scrivemmo il totale sul manifesto: raggiungemmo infatti la ragguardevole cifra di L. 0.

    FilippoDavoli

    21 maggio 2006 at 09:32

  28. in ordine sparso:
    pierluigi, grazie del tuo resoconto che rende ancora peggiore la realtà italiana, anche se a onore della cronaca esistono anche nella poesia italiana festival con budget addirittura maggiori rispetto a quelli che indichi, in realtà quello che manca è il rapporto diretto per il quale la poesia “tout court” viene sostenuta perchè necessaria. un passaggio che ad esempio è avvenuto con la filosofia come dice vincenzo ma che rischia aggiungo di divenire moda. un problema è se io vado al festival del tartufo, mi ingozzo di tartufo e poi per un anno intero rifiuto il tartufo anche se me lo propongono al ristorante. il festival del tartufo se così accade non serve (scusate il francesismo) a un beneamato cazzo di niente.

    matteofantuzzi

    21 maggio 2006 at 10:03

  29. quindi dopo essermi tagliato le vene per quanto accade in olanda (purtroppo non conoscendo l’olandese della situazione olandese non conosco davvero una mazza, quindi pierluigi, quando vuoi vieni pure a parlare anche degli autori olandesi), e dopo avere ricordato anche la situazione estone già affrontata quasi 1 annetto fa e che qualche lettore di UP ancora mi ricorda (si vede che piacque) passiamo al punto: perchè alessandro nulla mi toglie, e forse in questo mi rivelo come il solito fondamentalista nel pensare anche alla necessità di poesia “tout court”, e che comuni, istituzioni ecc. debbano sostenere poesia “tout court”. chi organizza festival non può passare il tempo ad essere “promotore di eventi” ma deve trovare la migliore alchimia poetica secondo me, deve lavorare a questo, non a spillare soldi. e non nel senso che non ci debbano essere soldi. io lo dico tranquillamente ho per degustare locale i soldi per: fare i manifesti e i volantini. basta. poi i produttori locali danno vini, salumi, pane, formaggi ecc. ecc. un albergo ci passa un paio di camere per chi viene da oltre 150 km. e giustamente non può andare a casa alla notte, e stop. non c’è altro. non esiste che io faccia pagare la gente per entrare. piuttosto cerco di sostenere cause che reputo importanti: come lo scorso anno anche in questo verranno raccolti fondi per il reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale sant’orsola di bologna, che è anche quello che si occupa di disturbi del comportamento alimentare (cioè anoressia e bulimia) e dato che è 1 festival che parla anche di enogastronomia…
    detto questo è ovvio che ho passato l’intero anno a cercare chi mi aiutasse a dare almeno 2 lire agli autori: fondazioni, privati… nulla. e probabilmente è una in-capacità mia.
    però per lo meno verrà fatta credo nel secondo semestre dell’anno 1 pubblicazione celebrativa di questi 3 anni di manifestazione. e il comune la supporta.
    però mi accodo, è “altro” non il poeta: per il poeta solo pacche sulle spalle.

    matteofantuzzi

    21 maggio 2006 at 10:15

  30. 1 ultima cosa: la pizza di filippo è molto buona, la pizza di isabella è molto buona (anche se non tuttissimi gli ingredienti li adoro, ma basta prendere solo i gusti che piacciono e parlare coi commensali), e tante altre pizzerie sparse per l’italia vale la pena frequentarle, come vale la pena frequentare tanti blog e situazioni per condividere e dialogare il più possibile, che non vuole dire creare inciuci e sotterfugi, è 1 altra cosa anche se nelle patrie lettere poetiche il sospetto è sempre lì che si insidia (e a volte/spesso ci beccca, eh…)

    matteofantuzzi

    21 maggio 2006 at 10:27

  31. “chi organizza festival non può passare il tempo ad essere “promotore di eventi” ma deve trovare la migliore alchimia poetica secondo me, deve lavorare a questo, non a spillare soldi.”

    E invece matteo. Bisogna mettersi in due o tre, uno fa una cosa, uno fa l’altra. Mica siamo in olanda qui, che pagano 8 euro per andare ad ascoltare poesia. Poi dice che non bisogna aprire i cofee shop 🙂

    A

    anonimo

    21 maggio 2006 at 15:05

  32. se qualcuno mi evita la “ricerca fondi” e “l’ufficio stampa” ne organizzo anche 50 di festival all’anno. e col sorriso sulle labbra.

    ma vincenzo a s.vito il pubblico è venuto o no alla fine, anche se non c’era eco sulla stampa ?

    matteofantuzzi

    21 maggio 2006 at 20:45

  33. Voi andate ai festival…Ma vi siete mai chiesti perché scrivete e per chi?

    andrea margiotta

    PS Gianfri, ovviamente scherzavo…Diceva Testori: solo chi ha tono non cade mai di tono…

    anonimo

    21 maggio 2006 at 23:24

  34. Solo chi non ha tono non cade mai di tono…Pardon…Vista l’ora…

    anonimo

    21 maggio 2006 at 23:27

  35. eccomi. torno a TRIESTE ALLO SPECCHIO e cerco di rispondere alle sollecitazioni di matteo.

    prima di tutto (fatemi fare una MARCHETTA) invito tutti quanti voi a prendere il libro! (info a Battello: Tel. (0039) 040761954 – fax (0039) 0403474448; mail: tipografia@adriatica.191.it)

    vado al “fisso”: matteo mi chiede degli ultimi anni della poesia triestina; beh, difficile fare delle previsioni, ma credo che delle trasformazioni siano in atto: il quartetto di cui parlo (MANGANI-DEIURI-TOLUSSO-LONGO) non esiste più, è sciolto e tra i 4 l’autore che sembra proseguire con più determinazione e Tolusso.

    Per quanto riguarda GLI AMMUTINATI, è in fieri, e sinceramente, facendone parte non mi sento di poter commentare (difatti nel libro mi sono limitato ad un’analisi sociologica sul concetto di “gruppo” nella poesia contemporanea, sul suo funzionamento); anche perchè noi ammutinati solamente ora “raccogliamo”, per così dire, i frutti della semina: Sinicco ha pubblicato un anno fa la sua prima opera, io pubblico ora, tra poco Danieli uscirà per “i libretti verdi” e sicuramente poi toccherà a Pillan, Zorat, etc; quello che secondo me più è interessante de GLI AMMUTINATI è che dopo 7 anni (gruppo nato nel 1999) siamo ancora assieme, organizziamo eventi, festival, convegni e se anche le nostre poetiche differiscono quello che ci accomuna è la voglia (a fasi alterne, ovvio) di costruire assieme, di pro-gettare. Non mi pare che in Italia (e ripeto, non parlo adesso della qualità di ogni singolo, ma del gruppo in quanto tale) ci siano molte esperienze simili, di solito si sciolgono nei primi due anni di vita.

    Sul metodo che ho utilizzato nel libro: è proprio quello di cui ho parlato molte volte anche in questo blog, ed è epr questo che mi piacerebbe un commento, una critica da parte di molti di coloro con cui ho dialogato qui.

    Doplicher: prima di parlarne, ripeto la domanda: chi lo ha letto? e se sì, cosa è stato letto?

    Luigi

    anonimo

    22 maggio 2006 at 10:45

  36. Amici più di prima, Andrea.
    Ciao dal Gianfri

    nestore22

    22 maggio 2006 at 10:45

  37. Voi andate ai festival…Ma vi siete mai chiesti perché scrivete e per chi?

    andrea margiotta

    Come chiedere al filosofo, “Ma lei chi è?”

    🙂

    A

    anonimo

    22 maggio 2006 at 18:51

  38. scrivo perchè sono un vizioso. e una volta scoperto questo magnifico vizio non sono mai riuscito a smettere 😉

    matteofantuzzi

    22 maggio 2006 at 21:23

  39. grazie Matteo
    M.

    sleepwalking

    23 maggio 2006 at 15:33


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