UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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Il ruolo della solitudine diventa fortuna, che fu prima la diversità. N. scherza sulla voglia di scomparire. Ma io voglio. Anche su un orecchio sordo è stata costruita una via personale alla performance. E io voglio, che ora ne tremo. Tutti gli altri difetti sono stati trasferiti così, quasi imparadisiati e beati. Tutte le pratiche di resistenza mi sono ricordate, ogni giorno. La parola composizione, latina, si rigetta con rabbia: è finita. Dire posizione è più nobile; non dirne nulla è perfetto.

 Massimo Sannelli

*
APPELLO DI SOLIDARIETÀ POETICA per la trasmissione radiofonica di Poesia L’ARCA DELLE PAROLE a cura di Isabella Panfido RADIO24 IL SOLE 24 ORE La trasmissione radiofonica L’ARCA DELLE PAROLE, condotta da Isabella Panfido, in onda su Radio24 Il sole 24 Ore ogni sabato alle ore 23,00, l’UNICA tra le  reti nazionali ad occuparsi esclusivamente di POESIA, è stata cancellata dal 9 gennaio u.s., dopo circa quattro anni di attività, dal direttore Giancarlo Santalmassi che l’ha rimossa dal nuovo palinsesto insieme ad altre trasmissioni a contenuto artistico-culturale. E proprio al Direttore è nostra intenzione inviare l’appello affinché possa riconsiderare la sua decisione e ripristinare la trasmissione che, condotta con professionalità e sensibilità da Isabella Panfido, ha rappresentato un appuntamento certo con le voci poetiche contemporanee assumendo un ruolo di informazione puntuale ed atteso con un seguito di ascolto elevato: numericamente, nonostante l’orario, e qualitativamente se riferito a tutti coloro che sanno cogliere la potenza comunicativa del verso volto all’universalità delle pulsioni emozionali nelle quali è riconoscibile, nelle innumerevoli sfaccettature, un’unica identità e genere di appartenenza: l’Uomo. Al fine di poter inoltrare il nostro appello supportato dalla testimonianza degli appassionati di poesia, vi chiediamo di inviarci una mail come segue: entro il 20 febbraio 2006 a: info@lietocolle.com oggetto: Ripristino L’ARCA DELLE PAROLE testo mail: Sono favorevole al ripristino della trasmissione L’ARCA DELLE PAROLE. Dati personali

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Written by matteofantuzzi

19 gennaio 2006 a 10:01

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75 Risposte

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  1. il testo di massimo sannelli è preso da “il nuovo”, ed. di cantarena – genova 2005. lo ringrazio e ringrazio erminia passannanti che sul suo blog cita mie sconnesse frasi apparse sul blog di absolute poetry sollecitato da christian sinicco (firmate l’appello, già c’è poca poesia…)

    matteofantuzzi

    19 gennaio 2006 at 10:02

  2. Ho già firmato l’appello: e poi mi capitava di ascoltarlo qualche volta quel programma. Aahh…

    Massimo73

    19 gennaio 2006 at 14:40

  3. vi invito veramente ad aderire all’appello per salvare L’ARCA DELLE PAROLE: se non ci smuove noi poeti, per tutelare la riserva in cui siamo “confinati” chi altro potrà?
    Mi cascano i maroni (o mi si gonfiano a dismisura) per la cecità del direttore di palinsesto che ha deciso di cancellare la trasmissione. Fosse poi un orario di punta le 23…fosse una fascia oraria che cancella programmi che fruttano denaro…. Chi, se non uno veramente interessato, alle 23 di sabato può decidere di ascoltare POESIA invece che rincitrullirsi in giro a far numero con la massa?
    Vergogna!
    fabiano

    anonimo

    19 gennaio 2006 at 18:20

  4. Già aderito.

    vocativo

    19 gennaio 2006 at 18:39

  5. Eccoci dunque a un nuovo episodio (sebbene meno doloroso degli ultimi interventi di Biondillo e De Lorenzis sulla cosiddetta letteratura di genere…) del “genocidio culturale” di cui si tratta più sotto in questo blog. Su primaonline.it Santalmassi spiega le ragioni della sua decisione: offrire “non una radio culturale ma una radio colta” (un modo raffinato e ‘soft’ ma non per questo meno inquietante di procedere a un’operazione di “bonifica” degli ultimi residui di intelligenza e senso critico presenti nel nostro sfortunato paese) con l’obiettivo di aumentare il numero degli ascoltatori (dagli attuali 1,6 a 2 milioni). E, del resto, cosa ci si poteva aspettare dall’emittente del quotidiano di Confindustria, potentissima organizzazione già tristemente nota a chi ha a cuore le sorti della scuola italiana? Credo che non bisognerebbe mai elemosinare spazi e attenzione da gente simile. Il sabato alle 23? La poesia nel ghetto? Meglio niente, meglio altro!

    g. mar.

    p.s. a proposito di Santalmassi: che pena questi antiberlusconiani di facciata, ma alla prova dei fatti sostenitori accaniti delle stesse logiche spietate, ciniche di cui è maestro l’odiato e invidiato avversario…

    anonimo

    20 gennaio 2006 at 11:45

  6. ho sempre sostenuto che figli e figliocci di berlusconi si nascondano anche nella sinistra più a sinistra, perchè anche là come ovunque ci sono persone “che ci credono” e “arrampicatori sociali a cui del resto non importa un fico” (e questo al di là del caso specifico). non solo la poesia è maltrattata come orari e captazione, ma lo è a livello di “compromessi” per usare le parole di giampiero:

    e con questo mi lego al testo di massimo che parla della volontà di “scomparire” e che suona curioso (il poeta che vuole scomparire) mentre un altro poeta “appare”: franco alvisi, un libro per giulio perrone editore entra nella casa del gf6, iniziano così (era annunciato “il poeta” e la sociologia della poesia lo sapete mi è sempre interessata) da parte dei coinquilini una serie di frasi da “nuovi mostri” o “figure del circo”: … dai dicci un verso… dai, cosa direbbe il poeta ? (robe che so sono state chieste a chiunque una volta scoperto che si scriveva poesia)
    non so se verrà mai conosciuta la poesia del nostro franco alvisi, di certo dopo ieri sera il poeta franco alvisi è già più conosciuto di luzi, sanguineti, de angelis e zanzotto messi assieme. e questo secondo me è un passaggio fondamentale a cui spero tutti diano la giusta attenzione.

    di certo per sentire citare di nuovo il nome di pessoa in prima serata su di una rete nazionale dovremo aspettare (almeno) 50 anni…

    matteofantuzzi

    20 gennaio 2006 at 15:17

  7. ma dai? Non ci credo…Fantastico: cosi Mediaseti si aggiudica anche il poeta. Che a espulsione avvenuta ( o vincita o qualunque altra cosa) dal gf6 diverrà il poeta “di regime” ??? A buonadomenica a recitare versetti tra le scimmie che giocano coi barattoli e gli orsi danzanti?
    Vabè, speriamo non accada un eccessivo sputtanamento della figura del poeta, un’altra macchietta acuita dal desiderio di notorietà del personaggio in questione.
    fabiano

    P.S. Se fossi nei panni dell’editore, farei delle pubblicità grandi cosi, marciandoci a vele piene…

    anonimo

    20 gennaio 2006 at 18:15

  8. Bella riflessione, Matteo: avevo letto di Alvisi sul blog di Atelier e poi sono andato a verificare sul giornale. Ci mancava, questa. Strano che non sia passata dopo il primo animale partecipante allo show. Vorrà dire che quello arriverà dopo 🙂

    Massimo73

    20 gennaio 2006 at 18:46

  9. tanti anni fa, durante un telegiornale RAI, tirarono una torta in faccia a Santalmassi: me ne dispiacqui molto, ma adesso capisco che i conti possono venir regolati anche molto tempo dopo.
    Gianfri

    nestore22

    20 gennaio 2006 at 19:39

  10. e della denuncia a Cepollaro fatta dagli eredi di Spatola per avere i diritti sull’e-Book uscito on-line nella sua rivista, che ne dite? facciamo una lettera di solidarietà, come suggerisce Giovenale?

    gugl

    anonimo

    21 gennaio 2006 at 07:21

  11. le parole di Massimo sono talmente forti, che non riusciamo a rispondergli?

    gugl

    anonimo

    21 gennaio 2006 at 07:23

  12. ho paura di sì stefano: massimo dice spesso piano parole molto forti…

    mi soffermo invece sulla questione di spatola che non conoscevo, esprimendo tutto il mio disappunto per questa iniziativa, pronto a sottoscrivere una lettera di solidarietà.

    oops, ma… ho scritto “spatola”, dovrò contattare il mio avvocato, dite ? verrò denunciato forse ? 50 nerbate nella pubblica piazza ? decapitato ???

    ri-oops ma l’ho riscritto !!! ommioddio… ommioddio…

    matteofantuzzi

    21 gennaio 2006 at 10:36

  13. ps. confermo le aspettative di fabiano:

    su spettro della bolognesità (blog che scandaglia tutto quello che appare sotto le due torri) è stato

    a) aperto il primo fun’s club ufficiale del nostro franco alvisi.

    b) segnalato che dopo il libro edito da perrone il nostro franco alvisi ne ha già pronti altri due da pubblicare una volta uscito dalla casa.

    ribadisco per un amante della sociologia della poesia come me tutto questo è meglio della stele di rosetta…

    matteofantuzzi

    21 gennaio 2006 at 10:45

  14. io invece ho fatto domanda per la “fattoria”, così, tra animali d’ogni specie, potrò fare i miei versi in compagnia

    gugl

    anonimo

    21 gennaio 2006 at 13:00

  15. Alvisi “Partecipa a GF perche’: ”E’ una maniera per entrare al centro del sistema. L’Italia e’ un paese pieno di Ferrari che spesso si tengono in garage o si fanno correre all’estero. A me, invece, piacerebbe correre nel mio Paese”.”

    Eh. Le idee sono chiare.

    V.

    anonimo

    21 gennaio 2006 at 14:44

  16. #14: Stefano, la stoffa del poeta/fornaio ritorna 🙂

    #15: Più al centro del sistema di così…

    Massimo73

    22 gennaio 2006 at 09:41

  17. ribadisco. chi ha piacere di seguire quella strada lo faccia, e lo dico con molta tranquillità. metta il poeta al centro della propria opera.

    sociologicamente non fa una piega.

    matteofantuzzi

    22 gennaio 2006 at 10:28

  18. Sì Matteo, ma qui più che mettere il poeta al centro dell’opera come fenomeno sociologico inquadrato nella poesia (che pure è vero e con te concordo), ci troviamo di fronte al più ampio e inglobante mettere “qualsiasi oggetto” al “centro del sistema”, quel centro che nel commento di Vincenzo acquista per me il valore chiave (per me, eh) e della poesia se ne fa un baffo. Nel senso che i sistemi di riferimento sono quello centrato nell’arte, quello che tu assumi Matteo, e quello centrato al suo esterno, nel centro-non-centro del flusso disperso/mediatico, dal quale io vedo l’arte e la poesia ridotte al nulla. Mi scuso se il mio commento pecca di banale eccesso di catastrofismo da apocalittico (integrato) 🙂

    Massimo73

    22 gennaio 2006 at 10:55

  19. mi sono ripromesso massimo di non dire nulla né dei testi specifici del franco alvisi, né dell’operazione in sé e per sé, ma di continuare ad affrontarla in maniera sociologica.

    è un’evoluzione della volontà di utilizzare la poesia come modo per fare conoscere sé stessi, per ricerca di visibilità, in quest’ottica vi sono state altre operazioni prima di questa che esulavano dalla poesia… questa ribadisco sociologicamente ne è un’esasperazione che seguo con interesse non certo per ripeterla ma per comprenderne l’evoluzione.
    ribadisco per me è molto più interessante oggi pensare che franco alvisi è ben ben più conosciuto, soprattutto nel target del gf6, rispetto a qualsiasi altra persona vivente in italia che scriva “andando a capo” (per citare la poesia di gemma gaetani)

    matteofantuzzi

    22 gennaio 2006 at 14:50

  20. e questa va segnalata, anzi stefano dato che era parte della cosa poteva anche dirlo !!!

    Da un’idea di Giovanni Turra e Alessandra Conte(Vicenza) è nata l’A.D.P. Assistenza Domiciliare Poetica. I promotori, appassionati di poesia e poeti essi stessi, hanno deciso di mettere a disposizione la propria casa per invitare, con cadenza settimanale, amici e poeti per ascoltare e parlare di poesia.

    Vi aspettiamo sabato 21 gennaio, in via Monte Verena 24 a Dueville (Vicenza), per la prima serata dell’

    “Assistenza Poetica Domiciliare”

    Una serata di poesia come consegna di “pasti caldi” per l’ anima; un vaccino contro le influenze aviario-mediatiche che infestano i nostri inverni e minacciano la salute del nostro sistema nervoso centrale;
    una fornitura di assistenza gratuita alla nostra non-autosufficienza nella deambulazione esistenziale.

    Lanciamo quest’ OPA poetica!

    Programma della serata:

    1. ore 20.30-21 accoglienza: ricordiamo che in casa Turra-Conte si entra rigorosamente scalzi, per rispetto del Tiaso consacrato. Le scarpe si lasciano nel pianerottolo e se siete preoccupati di consumare i calzini portatevi ciabatte-pantofole varie (alcune son presenti in loco)
    Sarebbe opportuno non arrivare dopo le 21.15 per non disturbare la lettura.

    2. ore 21.15 inizio delle letture: i cari Stefano Guglielmin e Fabio Franzin ci leggeranno loro poesie edite ed inedite, nonché testi di autori che amano e che desiderano far conoscere al popolo presente. A seguire, siete tutti invitati a condividere con i presenti testi vostri. Tradizione vorrebbe che ognuno legga i propri, ma se proprio non ce la fate, Giovanni e Ale prestano la loro voce. Il leggere le proprie poesie o i racconti con la propria voce, lungi dall’ essere un esercizio narcisistico, è da noi considerato un dono ai presenti.

    3. ore 23 chiusura della serata “ufficiale”.

    Sapendo che sarete numerosi e conoscendo voi i nostri spazi, l’idea è quella di stringerci un po’ sedendoci magari, oltre che su sedie e divani, su cuscini e tappeti.
    Se qualcuno si vuole portare il proprio cuscino personale, è autorizzato, anzi invitato a farlo.
    Se anche si vogliono portare generi alimentari dolci e vini buoni, meglio ancora.

    Ci pare tutto. Se volete in futuro trasferire a casa vostra una serata di APD, ditecelo. Purché ci stiano un 15/20 persone adattabili…..

    Baci
    Giovanni Turra e Alessandra Conte

    matteofantuzzi

    22 gennaio 2006 at 15:01

  21. inoltre (via blog di vincenzo della mea) alcune anticipazioni di uscite del 2006 da parte di daniele piccini tra cui (deo gratias) l’opera omnia di pagliarani (ma anche pierluigi cappello su cui mi sa vincenzo non voleva sbottonarsi)

    http://www.stpauls.it/letture/0601let/0601le15.htm

    e ancora antologie di trentenni (…) questa volta di guanda

    matteofantuzzi

    22 gennaio 2006 at 15:31

  22. non pensavo che giovanni e alessandra passassero anche di qua. sono dei veri vulcani e straordinari padroni di casa.
    E per dirla tutta: è uscito “Senza” (Agorà Factory) opera prima di Giovanni Turra che ha una mia prefazione e che presenteremo il 3 febbraio a Dueville. come vedete, in Factory ci sono entrato:-)

    gugl

    anonimo

    22 gennaio 2006 at 16:00

  23. aspetto di leggerla.
    tra parentesi se vuole/volete presentare l’elenco delle prossime iniziative vicentine, ben lieto. (la notizia della serata di ieri l’ho letta su lietocolle)

    matteofantuzzi

    22 gennaio 2006 at 16:02

  24. la prefazione è su lietocolle, infatti
    http://www.lietocolle.com/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=1458

    (l’idirizzo è un po’ complicato, in effetti:-)

    ho informato giovanni che l’hai postato, magari passerà di qui (non n so quando, però)

    gugl

    anonimo

    22 gennaio 2006 at 16:40

  25. Leggo ancora di antologie di trentenni. Scusate, ho un mancamento e un improvviso moto… che in genere mi capita raramente. A questo punto qui si tratta di un pensiero miope e indegno paragonabile al ragionamento di Santalmassi: si tratta di vendere qualcosa che può apparire giovanilistico. E’ più vendibile. Non c’entra nulla con la poesia. La quale non è fatta anche di parole, ma azioni buone e giuste. E metodo, anche, e capacità di guardare a lungo raggio. In vastità. Facciamo una bella antologia di poeti settantenni. Scommetto che ce ne sono, e anche di grandissimi. Che qualcuno cominci a dire a qualcuno che vale poco o che deve mettersi a studiare; o che deve vivere a piedi nudi, o andare in fabbrica, e provare il dolore, e l’abbandono, e l’esclusione. La merda nutre la poesia, non le aule e nemmeno i fratellini maggiori che amano vedersi specchiati in un viso più giovane. Il silenzio nutre la poesia e l’attesa. Onoriamo le rughe, e le spalle curve, e il silenzio dignitoso. La generazione sommersa esiste, eccome. E’ morta e sepolta e si tratta di un vero e proprio omicidio generazionale.

    anonimo

    22 gennaio 2006 at 19:19

  26. caro anonimo, pur dandonti ragione, aggiungo che la vera generazione morta sta per esempio nei balcani (ed è quella che aveva vent’anni nel decennio scorso) o è quella che non crescerà nell’africa nera per l’AIDS. poi, è vero, la poesia si nutre di molte cose, a volte anche di bigné.

    gugl

    anonimo

    22 gennaio 2006 at 19:33

  27. ci si può sentire morti anche qui da noi , nell’ambiente alienato delle città; molti muoiono ancora per droga e molti aiutano gli altri a crescere. Moriamo tutti, con tutto il rispetto per il terzo mondo. E poi è vero che si aiutano gli altri, in qualche modo, nel modo che ciascuno può. Ma i poeti vivono nel mondo e se scelgono una moralità, non possono scegliere una moralità altra, a due facce. Non dovrebbe esserci differenza tra la poesia del mondo e il mondo della poesia. Vedi, questo atteggiamento dei capetti io lo vedo come un problema morale, non come un problema della critica della poesia. E’ un modo molto sottile per perpetrare la violenza del mondo. I capetti, sono esseri violenti. Punto.

    anonimo

    22 gennaio 2006 at 20:24

  28. sì, sono d’accordo.
    gugl

    anonimo

    23 gennaio 2006 at 06:39

  29. Ma Giovanni Turra allora non è il Giovanni Turra di Planimetrie? Del resto, mi pareva abitasse a Mogliano…

    anonimo

    23 gennaio 2006 at 08:36

  30. sulla questione dei trentenni: più volte ho insistito che dopo alcuni lavori ben riusciti (i primi due) molti hanno e stanno ancora cavalcando l’onda. poi tutto va analizzato caso per caso. se qualcuno vuole fare 1 antologia di settantenni e trova le motivazioni per fare una poesia di settantenni la faccia, con tutto il rispetto tranne guanda e mondadori il resto delle antologie non è uscito per delle major, e quindi se le può anche ciclostilare in casa e se il lavoro vale verrà premiato. il sistema della poesia in questo è molto funzionale (per tutte le pecche che ha altrove…) però ribadisco, ci vuole la ciccia, che sia ciccia fresca o ciccia meno fresca (con la quale si fa un fantastico brodo), la ciccia deve essere buona, molto buona. e bravo anche il macellaio.

    matteofantuzzi

    23 gennaio 2006 at 08:44

  31. direi di no… giusto stefano, omonimi ?

    (planimetrie è uscito per book)

    matteofantuzzi

    23 gennaio 2006 at 08:47

  32. sì sì, Giovanni Turra l’omonimo, e anche di 9 anni più vecchio…….per questo ho aggiunto in cognome di mia madre (Zan).
    Un saluto a tutti.

    anonimo

    23 gennaio 2006 at 09:25

  33. intrelinea ha pubblicato qualche giorno fa il corpus completo delle poesie di Ramat, che non è Franco Alvisi, però…

    saluti a tutti

    (anzi, salute a tutti, soprattutto agli ospiti vicentini che magari hanno servito anche un torcolato di Maculan!)

    vocativo

    23 gennaio 2006 at 21:39

  34. intanto si è imballato il sito di lietocolle

    vocativo

    23 gennaio 2006 at 21:41

  35. diciamo voc che ramat ha ad oggi dimostrato un filino di più (storicamente parlando) di franco alvisi…
    bene, un’altra figura su cui è giusto ragionare.

    detto questo e accodandomi agli ultimi discorsi sottoporrei l’attenzione alle modalità attraverso le quali è stato sottolineato il voto alle ultime elezioni portoghesi e il “sottofondo” con cui è stato sbeffeggiato (anche dal tg3, sic !) il poeta e indipendente socialista manuel alegre che ad oggi è col suo partito di scissione la seconda forza del portogallo. ma l’essere poeta almeno qua in italia non gli ha risparmiato battutine degne del bagaglino…

    sempre le solite.

    matteofantuzzi

    24 gennaio 2006 at 09:08

  36. leggo, rigiro, vi invito a leggere e sottolineo la parte finale – sembra una vocazione nazista 🙂

    ps:un saluto a matteo e a tutti, sono un po’ sparito, ma appena avrò l’adsl at home spero di farmi vedere di più in giro,

    luigi

    ———–

    Franco Alvisi: Franco Alvisi è nato a Bologna in Emilia Romagna il 9 maggio del 1977 (è un Toro) e ancora vive nel capoluogo emiliano. Franco Alvisi è apparentemente un ragazzo normale: carino, altezza leggermente superiore alla media (178 centimetri) e peso attorno agli 80 chilogrammi (che non sembrano tutti dovuti ai muscoli…). Come potete vedere dalle foto a fondo pagina Franco Alvisi ha gli occhi scuri e i capelli corti.

    Appena entrato nella casa del Grande Fratello 2006 ha subito esibito grandi doti di intelletto e capacità di parola, derivate da una grande passione che da sempre lo alimenta culturalmente parlando, la poesia. I suoi studi giustificano in parte la sua conoscenza letterale, infatti è diplomato al liceo scientifico ha consuguito una Laurea in Lettere Moderne e non contento frequenta il terzo e ultimo anno del Dottorato di ricerca in letterature dell’Europa Unita presso l’Università di Bologna. Un piccolo genio della letteratura, un vero poeta e scrittore tra l’altro.

    Le sue conoscenze non si limitano alla lingua italiana, pur se del presente e del passato: infatti Franco Alvisi conosce e parla correntemente un numero impressionante di lingue straniere: lo spagnolo, il francese, il portoghese e l’inglese, e possiede una infarinatura di rumeno (caspita!) e tedesco.

    Franco Alvisi non ha solamente la passione per la letteratura e la poesia, ma ama il cinema, leggere, l’arte, viaggiare, nuotare. Tutte passioni molto normali che sottolineano la semplicità di questo ragazzo.

    Come ogni bravo scrittore dovrebbe ripudiare ogni forma di sport, delegando la ginnastica alla sola mente, ma in questo Franco Alvisi si differenzia da tutti gli scrittori e poeti piu conosciuti perchè pratica yoga da ben 8 anni. Inoltre adora ballare i balli latini, la salsa, il merengue e la bachata, che sia il suo modo preferito per cuccare?

    Franco Alvisi ha già pubblicato un libro di poesie di successo e ne ha già scritti altri due, ma ha saggiamente ( e strategicamente …) deciso di farli uscire entrambi dopo l’esperienza del GF.

    Franco Alvisi vive con la mamma e i suoi 4 fratelli ed è single, ha avuto molte avventure e poche storie serie come spesso capita al giorno d’oggi. Vorrebbe una donna carina, intelligente e buona, ma non sempre è facile realizzare i propri sogni amorosi.

    Sembra un personaggio molto posato e tranquillo, ma sono convinto che durante i due mesi della durata del programma saprà dare grazie alla sua intellettualità un bel pò di sale, che spesso nelle precedenti edizioni mancava. Inoltre non è detto che con le sue romantiche poesie non possa far cadere ai suoi piedi le bellissime partecipanti della sesta edizione.

    Partecipa a GF perché dice che è una maniera per entrare al centro del sistema.

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 10:20

  37. allora noi, che abbiamo le poesie pernienteromantiche proprio dal cuccare siamo esclusi:-))) e ben ci sta, che non siamo neanche ragazzi normali come l’alvisi!

    gugl

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 11:43

  38. lo sapevo che sbagliato tutto con le poesia sui clandestini! mica si cucca parlando di reietti. E non sono nemmeno stato scelto al Grande Tarello…
    fabiano

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 13:13

  39. luigi aspettiamo la tua adsl.

    fabiano la gira bene: c’è un qualcosa che vale la pena fare o non fare. che significa anche “se fabiano vuole parlare di reietti perchè quella è la sua identità, deve fare raggiungamenti ulteriori ?”

    mi si noterà di più… diceva moretti (nanni, non quello della birra, perchè coi tempi che corrono…)

    credo che luigi riporti una nota biblo a cui riportata in parte anche da vincenzo (suppongo sia quella tipo del sito ufficiale del gf6)

    matteofantuzzi

    24 gennaio 2006 at 13:21

  40. Nota ufficiale che mi ha ricordato un flash da Starhip Troopers. Possibile ?

    Massimo73

    24 gennaio 2006 at 13:24

  41. starhip troopers ??? (confesso la mia ignoranza)

    matteofantuzzi

    24 gennaio 2006 at 13:30

  42. ma su… ragazzi (come direbbe la conduttrice dell’arca delle bestie)…ci sono già i poetucoli di regime! Che ne dite di Flavio Oreglio e le sue poesie catartiche? Che venga anche anche lui consegnato alla storia dei grandi? opuure Mediaset consegnerà i prossimi Nobel per la letteratura?
    Marco

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 14:29

  43. piano alla caccia alle streghe. il problema non è che uno faccia questo o quell’altro ma l’impatto che viene dato. se poi uno pensa di fare poesia “alla flavio oreglio” insomma… la neurodeliri la si chiama…

    matteofantuzzi

    24 gennaio 2006 at 14:33

  44. bene, se qualcuno ha delle poesie di Alvisi da farci leggere da qualche parte me lo segnali.

    Marco

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 15:03

  45. Scusate, ma secondo me di Alvisi abbiamo già parlato troppo, proprio come voleva.

    Ieri è morto Amedeo Giacomini: per chi non lo conosce, un bravo poeta in friulano, maestro di diversi giovani poeti della zona; da me ho lasciato una sua poesia recente.

    V.

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 16:04

  46. Fanteria dello Spazio di Robert Heinlein… Non so perché, non chiedetemelo, ma mi è passato per la mente leggendo profilo e intento. Del resto lo diceva Luigi sul finale 🙂

    Massimo73

    24 gennaio 2006 at 17:10

  47. Per rispondere a Vincenzo… ma Giacomini non tradusse anche delle poesie di Zanzotto in friulano o sto impazzendo? Però di sicuro ricordo un suo interessante saggio sul grande poeta veneto in un numero di Studi Novecenteschi del 1974.

    Matteo, ma dài! Mi citi Moretti, mi parli di Alvisi e non conosci Starship Troopers? E’ una vergogna!!! Come cabarettista mi stai perdendo molto 😉

    (ti assicuro che non ti sei perso niente… trattasi di un ridicolo film di fantascienza, che vuole essere anche spiritoso ma ci riesce malissimo; Massimo spero che tu sia d’accordo con me)

    vocativo

    24 gennaio 2006 at 21:05

  48. scusate se ritorno sull’argomento che già era stato accantonato. Leggete oggi su librialice.it quanto dice la Giulio Perrone Ediotre. Il libro dell’Alvisi è esaurito e piovo domande a raffica…Sono in botta – adesso – per le ristampe che piovo da ogni angolo e che non sanno come soddisfare. Via con tirature da copogiroooo!!!!…CHAPEU! (fine prima, seconda e terza puntata. Scusate nuovamente per il commento)
    fabiano

    anonimo

    24 gennaio 2006 at 23:30

  49. Al #47: Voc, il ridicolissimo film di Verhoeven è confermato. Sul romanzo di Heinlein e in generale sulla sua intera opera e sugli elementi che in Starship Troopers emergono, forse ci sarebbe molto da discutere. Ma quella è, appunto, un’altra storia.

    Il libro dell’Alvisi esaurito… E’ un bene per la poesia ?

    Massimo73

    25 gennaio 2006 at 07:15

  50. CERTO che è un bene per la poesia se il libro di Alvisi è esaurito. non faremo mica gli spocchiosi intellettualotti – o sedicenti tali – di (pesudo)sinistra? ha ragione matteo, attenti alla caccia alle streghe. e poi aspettiamo di leggerlo, magari è anche bravo. in ogni caso se sta finendo un dottorato in letteratura, perlomeno si presuppone che sappia scrivere in italiano (cosa non certa al 100%, ma la speranza rimane). ed è sempre meglio che la gente compri un cattivo poeta (nel caso fosse tale) piuttosto che un cattivo romanzo rosa… e non demonizzo i “rosa”, che anzi ho cercato anche di studiare, ma penso che, da un’ottica sociologica, l’operazione sia positiva. addirittura potremmo guadagnarne anche noi 🙂
    luigi

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 08:26

  51. Domanda provocazione, Luigi 🙂 Anche per me, insito forse nella domanda, sintagma cui non necessitava il punto interrogativo. E’ di sicuro un bene se c’è diffusione, per quanto mi riguarda. Il punto interrogativo, come hai ben intuito, pesava sempre e solo sulle ragioni di un successo legato alla cosiddetta “abbronzatura da sovraespoizione televisiva”. Se il testo è di valore, poi…

    Massimo73

    25 gennaio 2006 at 09:23

  52. Anche Berlusca è andato al governo aiutato da un ragionamento moderato come il tuo Luigi.. lo stesso identico meccanismo

    M. Ferretti

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 09:28

  53. concordo con Luigi al post 50 e con Matteo al 43.
    E sicuramente questa esposizione mediatica della poesia non può che fare bene al mercato della poesia. Poi sempre e sempre e sempre, sarà la caratura del poeta a restare, anche quando la moda sarà passata.
    Vediamo cosa ne sarà “di noi” e intanto cavalchiamo la tigre.
    fabiano

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 09:32

  54. Con la differenza che quando il polverone mediatico svanirà di questi ragazzi non ne resterà nulla. E comunque credo fortemente che, visto che è tutto finto, GF televisione Showbusiness editoria etc.., ci sia dietro lo sforzo astuto di una qualche strategia furbetta. Mi chiedo che c’entra un poeta con il GF, è forse il mondo vero quello del GF? E non venitemi a raccontare la panzana che è un fenomeno di massa e quindi va tenuto in considerazione, analizzato, capito, trattato, e con il quale bisogna fare i conti e convivere. Bergonzoni durante un incontro con studenti universitari alla domanda ‘Cosa pensi del GF?’ lui ha risposto ‘scusatemi, io non parlo di quella cosa lì’, cioè non esiste. Così è infatti, non esistono signori miei, sono materiali elettronici virtuali, personaggi, rappresentazioni scollate dalla realtà, non fanno opinione, non chiedono al fruitore di avere opinione o senso critico, è la più grande battaglia del nostro tempo. Resistere alle menzogne.
    M.Ferretti

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 09:36

  55. sicuramente farà bene ad alvisi. (ieri intanto mi sono goduto un altro paio di battutacce sulla figura del poeta). il problema, ancora una volta sociologico, è che stiamo discutendo del “contenitore” senza conoscere il più del “contenuto”: ma questo sta succedendo anche a proposito delle “categorie poetiche” delle quali spesso ci siamo occupati con la stessa preoccupazione. marzio ferretti tira fuori sostanzialmente il pensiero debole (politico) ma non è così difficile da applicare anche a una casistica poetica…

    detto questo: ha ragione vincenzo, avevo letto della scomparsa di giacomini anche sul blog di michele obit e in buona sostanza credo sarebbe importante parlarne di questo scrittore, molto più di chi ora è in autopromozione.

    fabiano: bisogna ancora comprendere se è una tigre di carne o una tigre di carta… 😉

    matteofantuzzi

    25 gennaio 2006 at 09:46

  56. Concordo con M.Ferretti!Che tristezza il GF e chi gli da seguito e importanza…Un caro saluto
    Liuk

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 09:47

  57. (il poeta vale nell’immaginario della comunicazione come il nano -però quello non si può- o la ballerina -già proposta- e considerando che il santo è altrettanto ad oggi improponibile nel gf7 dovrebbe esserci il navigatore. e così abbiamo esaurito le categorie italiche)

    matteofantuzzi

    25 gennaio 2006 at 09:49

  58. NOn vorrei essere estremo né come Ferretti da un lato né come Luigi dall’altro. Credo che il bene sia per la casa editrice e per Alvisi (in questo concordo con Matteo), perché l’acquisto del libro non è dettato assolutamente dall’attenzione prestata alla poesia, ma al personaggio. Succede la stessa cosa che capita in diversi film, quando per caso (ma mai per caso!!!) si finisce per pubblicizzare una marca di sigarette o un wiskey o quel che sia. Il fenomeno resterà verosimilmente circoscritto ad un lasso di tempo limitato e la poesia in questo caso non è un fine, ma solo un fenomeno d baraccone, uno strumento che come beneficiario intermedio, ma non finale, godrà di momerntanea quanto irrisoria visibilità. Insomma, credo che sia un fenomeno effimero. Se Alvisi è bravo interessa a pochissimi, certo non a quelli che avranno costretto la casa editrice alle ristampe. Il discorso del contenuto è valido solo in un contesto in cui il contenitore è pertinente con ciò che contiene. E questo non mi sembra il caso, perciò non illudiamoci. Ciò non toglie, tuttavia, che Alvisi (come ho scritto) possa essere bravo, ma è un discorso che non porterà all’esaurimento scorte.

    vocativo

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 10:06

  59. No Matteo, non è vero, farà malissimo anche a lui. Alla sua poesia, se è un vero poeta e un vero uomo, e faà male alla sua vita. Quella è merda, è il fango signori miei, è l’estremo della decadenza edonistica in cui questo sistema che si autoalimenta cerca di sostenersi nutrendo democraticamente narcisismi di ogni sorta, puntando diritto all’isolamento allo schiacciamento culturale e morale e (perché no) politico degli individui, accompagnandoli nel processo di trasformazione da uomo senziente e critico a consumatore acritico e ipnotizzato. Non raccontiamoci balle amici. Eppoi secondo voi un poeta davvero bravo ci va al GF?? Su ragazzi vabbene che l’era Cucchi/Rondoni/Riccardi (peraltro fortunatamente sulla via del tramonto) ha reso possibili nefandezze di ogni genere.. però qui cominciamo a scavare il fondo che abbiamo già toccato

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 10:45

  60. Manca la firma, scusate..
    M.Ferretti

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 10:46

  61. Ancora d’accordo con M.Ferretti!Siamo sulla stessa lunghezza d’onda riguardo questo argomento…Cari saluti
    Liuk

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 10:58

  62. ecco, è su “vero uomo” che mi soffermerei, caro Ferretti. Se capisco il senso che tu gli attribuisci, penso che “veri uomini” siano un numero talmente limitato da considerarsi trascurabile in percentuale. Se poi facciamo un controllo incrociato tra vero uomo e uomo senziente e critico, allora la percentuale si riduce inesorabilmente. Io credo che bisogna attraversare questa realtà (quella a alla quale tu ti riferisci in modo così sferzante e, pere giunta, condivisibile) da cellule cancrenose, in modo nettunico e non vulcanico, altrimenti la possibilità di cambiamento divbenta impossibile. Occorre ricordarci sempre che si ha di fronte un muro di gomma. Vorrei, perciò, essere leggermente più positivo di te, condividendone comunque tutte le posizioni.

    con stima

    vocativo

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 11:03

  63. ops cancerose

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 11:04

  64. credo che liberamente una persona possa decidere di “proporre” sè stesso, o il proprio prodotto. certo ogni cosa avrà conseguenze. il prodotto è f.a. il mezzo saranno i suoi testi, ma il prodotto è spostato su f.a.
    Altre persone hanno deciso di concedere x, y, z per emergere (non mettiamoci le fette di prosciutto sugli occhi) e sono decisioni di ognuno, ma se si valuta la ciccia, e la ciccia non c’è…

    sul discorso cucchi, rondoni, riccardi… credo che marzio l’accento come da te posto aiuti la creazione di indurimenti e problematiche che io mi auspico possano diminuire sempre più nelle patrie lettere. io non mi scandalizzo del fatto che determinate persone che hanno la possibilità di promuovere autori (giovani e non) in cui credono lo facciano. ancora una volta andrà vista la ciccia di quello che viene proposto, caso per caso, pubblicazione per pubblicazione, modalità d’analisi poetica per modalità (ho in mente ad esempio appunti fatti dallo stesso cucchi per le modalità utilizzate da piccini… o di clandestino -scusate, mi pare fosse lauretano, ma potrei sbagliare, perdonate !!!- sull’antologia mondadori)

    quello su cui invece parecchie volte mi sono speso, è che determinate case editrici e determinate persone che ricoprono le medesime posizioni di chi sopra citato non si siano mai espresse veramente, ci sono intere case editrici “major” che da anni non investono sulla poesia. e questo è un grave danno: è un orchestra senza una parte dei musicisti, questo secondo me è molto grave, non tanto che chi sopra proponga le proprie idee, con tutto il rispetto anche io propongo le mie nei luoghi in cui m’è dato modo di farlo… così fanno altri… ribadisco, non mi dispiace che vi sia un pensiero che può eventualmente da me essere lontano, quanto che non vi sia chi proponga un’ottica diversa, sebbene in grado di farlo.

    matteofantuzzi

    25 gennaio 2006 at 11:17

  65. Sì Vocativo sono anch’io d’accordo con te, è chiaro che sto estremizzando, ma mi concedo il pregiudizio, ogni tanto bisogna farlo, è sano, soprattutto quando esperienza insegna che certe robe non valgono proprio un caz… e si spacciano per arte e affini… non condivido tutta la cautela sociologica del caro e da me stimato Matteo. Sociologia appunto non c’è niente di più lontano dalle categorie della poesia (e non parlo di letteratura sia chiaro) che sono sempre solo quelle due: la luce e le tenebre. Tutto il resto è polvere elettronica o umana che fa lo stesso. Per vero uomo intendo appunto uomini e donne senzienti, coscienti critiche e autocritiche. Questo intendo non i pupazzoni idioti e ilari che ci tocca di affrontare ogni giorno. Resto positivo, ma qui Matteo non è più tempo di sociologia, bisogna aiutare l’uomo a non annegare in un mare di merda, provocata da sé medesimo.
    M.Ferretti

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 12:00

  66. Vocativo: sì, è quel Giacomini.

    Signori: qualcuno ha mai letto una poesia di Alvisi? Perché non si trova niente?
    Il libro era finalista al premio Alfonso Gatto, e l’autore si definisce fondatore della corrente del Ridicolismo.

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 12:01

  67. Ferretti, io direi di andaare a lezione da Giampiero Marano, che ha tanti bei numi tutelari che ci possono indicare la strada… 🙂

    Grazie, Vincenzo.

    vocativo

    25 gennaio 2006 at 12:05

  68. Forse una cultura davvero indipendente e non lecca…..a farebbe bene a tutti quanti, ma dobbiamo essere noi in prima fila i “primi educatori”! La sociologia? Penso ad Alberoni e alla cultura di regime, penso al 9 Aprile e chissà se si muoverà foglia…, penso a una classe intellettuale attiva e non solo capace di firmare petizioni a perdere, la poesia? forse è meglio che non diventi un fenomeno circense…ma questo è il tempo che lo deciderà.

    Marco

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 13:01

  69. il ridicolismo ??? (ma santa pace…). come ho già scritto penso che f.a. verrà assolutamente emarginato dal ‘siddetto “mondo della poesia”. poi al max. andrà da costanzo… dalla venier… alla prova del cuoco…

    da giampiero bisognerebbe andarci sempre, hai ragione voc. è un blog di quelli per i quali solo ringraziare.

    marco, qualsiasi vento spiri l’importante è che sia fatto d’aria sana (perchè cloache stanno anche a sn. sob !)

    matteofantuzzi

    25 gennaio 2006 at 15:40

  70. Scusate se mi intrometto (seguo il tuo suggerimento, matteo…), ma poeta penso si diventi solo dopo anni e anni (settanta volte sette) di studio e esercizio, nonchè dopo sane murate sui denti…lo capisco io, che sono un apprendista artigiano dell’ultima succursale poetica della terra, e non lo capisce un dottorando in lettere, nonchè finalista al premio Alfonso Gatto?
    La via della poesia è lunga e non si misura dall’oggi al domani. Bisogna lavorare con umiltà, e non andare in giro a fare il poeta a ventisette anni. Qualche post fa era l’argomento delle vostre discussioni, e mi sono trovato d’accordo con voi. Per ora (e forse per sempre) si è solo artigiani.

    Mi scuso, ma sentire questo sedicente poeta per acclamazione mi fa ridere. E mi fa anche un po’ paura pensare alle torme di gente che richiedono il suo libro e che magari prenderanno lui come esempio di poeta proprio come oggi prendono il bagaglino come esempio di vera satira (spero che il paragone sia azzeccato).

    Un buongiorno a tutti, e un saluto a Matteo.
    Massimiliano

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 16:12

  71. Matteo: poniamo che l’uomo in questione scriva bene: verrebbe probabilmente emarginato lo stesso dal “mondo della poesia”, per il “semplice” fatto che è stato in tv ed ha venduto un tot di copie. Anche questo non andrebbe bene… secondo me. Sempre per separare l’uomo dalle sue opere.
    Per questo mi chiedo se qualcuno ha mai letto niente di suo, ma me lo chiedo con pigrizia, perché sono tante le cose da leggere, e una trasmissione tv non mi cambia le priorità.

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 17:02

  72. Io non riesco a trovare nulla sulla rete, nessun testo. Tocca comprare il libro, sembra, anche se il “ridicolismo” per certi versi (certi?) non mi incoraggia. Ma tant’è.

    M.

    Massimo73

    25 gennaio 2006 at 18:05

  73. Ferretti, leggo solo adesso il post con tutti i commenti: sarò anche fuori tempo, e fuori luogo, ma non riesco a non esternarti tutta la mia solidarietà e la condivisione di quanto hai scritto fin dal primo intervento. Questo con tutto il rispetto possibile per tutte le altre posizioni, in particolare per alcuni interventi e contenuti critici suscettibili di ulteriori approfondite discussioni. Come sempre succede, del resto, qui a casa di Matteo.

    Francesco

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 21:13

  74. A Massimiliano: il secondo capoverso del tuo intervento (# 70) è un capolavoro di sintesi e intelligenza. Chapeau!
    F.

    anonimo

    25 gennaio 2006 at 21:18

  75. dico sempre a massimiliano di non partecipare solo come spettatore, perchè ha tutte le carte per farlo… 😉

    vincenzo: è una certezza certa.

    matteofantuzzi

    26 gennaio 2006 at 08:47


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