UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

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SULLA PIANURA – Corrado Govoni dentro al paesaggio di Giovanni Tuzet

3. La rappresentazione dell’assenza: generalità e sperimentazione

Per riassumere quanto detto. L’assenza di movimento e di eventi, l’inazione sembra caratterizzare le prime opere di Govoni. Un’immobilità silenziosa vi regna. Elementari sono le cose descritte ed elementari le strutture descrittive. La tecnica è quella dell’accumulo. L’accumulo ricorda, volendo vederci una metafora, la sedimentazione della pianura Suggestioni di questo tipo non saranno estranee al Montale di Dora Markus (vv. 6-10), in cui la pianura, nei pressi del mare, è descritta come una “bassura dove s’affondava / una primavera inerte, senza memoria.” Senza dimenticare certe atmosfere nebbiose in Marino Moretti, coevo di Govoni[1]. Se i punti di riferimento sono elementari, lo sono nella loro generalità. Non sfuggirà il carattere generale di molti elenchi govoniani. Un esempio del 1907, da Le cose che si fanno la domenica (pp. 115-116): “La biancheria distesa nel prato. / Il sole sulle soglie. / La tovaglia nuova nella tavola. / Gli specchi nelle camere. / I fiori nei bicchieri.” E così via senza specificazioni o riferimenti ad un particolare specchio, al sole di un certo giorno, a una certa tovaglia. In questa poetica, in termini linguistici, gli indicali hanno un ruolo marginale. (Per indicali, si intendono le espressioni come ‘qui’, ‘ora’, ‘questo’, le espressioni che rinviano a luoghi, tempi, oggetti determinati). Se c’è una ‘linea padana’ nella poesia italiana del 900, è fra Govoni e Bertolucci? Si direbbe di sì, ma qui non possiamo rispondere con la dovuta cura. Ci limitiamo ad osservare che un elemento di comparazione e di conseguente riflessione dovrebbe essere l’uso degli indicali, ossia dei riferimenti a precisi luoghi e tempi dei versi, che in Govoni pare alquanto marginale allorché in Bertolucci sembra avere un peso maggiore[2]. Pur mantenendo una poetica della generalità, almeno dal 1911 (Poesie elettriche) Govoni la coniuga ad una nuova sensibilità sperimentale, alimentata dalla frequentazione dei futuristi. Non indugia in una rappresentazione naturalistica del naturale: mette in gioco un intreccio fra naturale e artificiale. Le soluzioni che possono scaturirne sono: una rappresentazione artificiale del naturale e una rappresentazione naturale dell’artificiale. Ossia, una rappresentazione del naturale tramite elementi artificiali e una rappresentazione dell’artificiale tramite elementi naturali. Potremmo chiamare innovatrice la prima (rappresenta il vecchio con mezzi nuovi) e conservatrice la seconda (rappresenta il nuovo con mezzi vecchi). Il tentativo più interessante e ardito è il primo: rappresentare la natura attraverso elementi, immagini e metafore artificiali. Mentre Marinetti ed altri si concentrano sul secondo tentativo (le macchine come formidabili creature), Govoni è più sensibile al primo. Vengano ispezionati certi ‘calligrammi’ del Govoni futurista, come Autoritratto, Il palombaro e Campana di chiaro di luna, da Rarefazioni e Parole in libertà (1915). Nella terza di queste poesie, per fare un esempio, il bosco è un “teatro verde”, le lucciole sono “ballerine di fosforo” sul “palcoscenico d’un prato” e i fiori compongono un’orchestra. Il luogo dell’assenza è reinterpretato: i suoi tratti naturali crescono alla luce artificiale, crescono in significato e suggestione alla luce artificiale del creare e sperimentare. Bellezze artificiali competono a bellezze naturali e dove la sensibilità del poeta è più coinvolta non c’è fra esse disarmonia: si intrecciano e chiariscono le une le altre. (Per inciso, un’istanza emersa alcuni anni orsono, la cosiddetta Geopoetica, presenta forse il limite di cercare una rappresentazione pura del naturale, che saprebbe cancellare quanto la storia ha segnato e accumulato. Cioè – come si evince da certi scritti di Kenneth White, suo ispiratore – una rappresentazione naturalistica del naturale, che non avrebbe bisogno di percorrere le forme di intreccio fra naturale e artificiale. Così facendo, la geopoetica rischia di arrestarsi in una secca, alternativa alle secche dell’emotivismo soggettivista ma pur sempre tale: l’evocazione inconsistente di un’età dell’oro, di un cosmo pre-tecnico indenne da artificialità, in un falso e impalpabile esilio dal divenire del mondo[3].)


[1] In particolare La nebbia, ora in P. Gelli e G. Lagorio (a cura di), Poesia italiana. Il Novecento, vol. I, Garzanti, Milano, 1980, p. 87.

[2] Si può vedere L. Ferrara, I versi e le stagioni di Bertolucci, Atelier 7, 1997, pp. 48-50: “La poesia di Bertolucci appare immersa e bagnata in un tempo e uno spazio determinati, bisognosa di luoghi, di cose, di circostanze, come un fiore necessita di acqua e d’aria” (p. 48); cfr. anche L. Severi, Tempo e realtà nella poesia lirica di Attilio Bertolucci, Atelier 21, 2001, pp. 8-30.

[3] Cfr. ad esempio K. White, Scotia deserta e altre poesie scelte, a cura di M. Fazzini, Ed. del bradipo, Lugo, 1996. Si può vedere anche La géopoétique, Poésie 98, n. 74 (1998).

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Written by matteofantuzzi

21 settembre 2005 a 22:43

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23 Risposte

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  1. A Quarto dei Mille si riunirà, sabato 24 settembre 2005, una
    significativa rappresentanza della poesia italiana contemporanea, in occasione
    del decennale del “Manifesto in Difesa della Lingua Italiana”, documento
    ideato, redatto e diffuso dai due poeti Franco Manzoni e Filippo
    Ravizza e letto per la prima volta in pubblico il 24 settembre 1995. Il testo
    ha negli anni contribuito grandemente ad innescare un ampio dibattito
    che per la prima volta dopo molto tempo ha fatto irrompere tra gli
    intellettuali la consapevolezza della doverosità di un approccio quantomeno
    problematico nei confronti della globalizzazione linguistica e della
    omologazione che vorrebbe subordinare tutte le lingue nazionali e le
    culture particolari al solo inglese – americano. Si può oggi addirittura
    dire che prima del manifesto di Franco Manzoni e Filippo Ravizza non vi
    fossero nel nostro Paese prese di posizione pubbliche sulla necessità di
    preservare e difendere, come forma di ricchezza e di diversità, la
    nostra autodeterminazione linguistica e culturale. In questi dieci anni si
    è invece aperto un dibattito, si sono coinvolti intellettuali e
    cittadini di ogni ambito professionale e culturale, si è posto all’ordine del
    giorno la sorte della nostra lingua intesa come emblema stesso
    dell’identità culturale del nostro Paese. Lo stesso entusiasmante cammino della
    costruzione dell’unità europea lo esige: solo valorizzando la nostra
    storia, la nostra arte e la nostra cultura e la lingua italiana che
    sintetizza e rappresenta al più immediato livello percettivo il “sistema
    Italia”, potremo infatti partecipare a pieno titolo e con assoluta pari
    dignità all’edificazione dell’Europa. Lo scoglio di Quarto dei Mille
    torna ad essere centro simbolicamente alto e forte: dopo Garibaldi e le sue
    “camicie rosse” che da qui salparono 145 anni fa per realizzare il
    sogno di un’Italia libera e unita, ecco una giornata di simbolica
    testimonianza di affetto nei confronti del nostro idioma; giornata tesa anche a
    ribadire il desiderio che esso continui a rappresentarci nel tempo,
    connotando noi e le generazioni future, chiamate dopo di noi a far vivere
    la lingua italiana.

    L’Ufficio Stampa
    per Schema rivista di poesia e cultura
    e per Franco Manzoni
    Giovanni Thabet

    anonimo

    23 settembre 2005 at 00:17

  2. alcune cose: la prima è che so che hanno difficoltà a leggere i post del lavoro di tuzet e mi dispiace purtroppo come ormai ben sapete non dipenda da me.

    la seconda è l’apertura del blog di fabio ciofi. se ne attendono delle belle. (un saluto a fabio)

    matteofantuzzi

    23 settembre 2005 at 12:34

  3. quindi: è uscito per la bianca einaudi “il cielo di marte” di andrea temporelli, pseudonimo poetico di marco merlin. (di questo già si parla da alcuni giorni)

    quello di cui non si parlava anche se qualcosa m’era stata accennata (ma pensavo fosse solo una boutade) è la chiusura con la serie verde di parsifal, la collana di atelier che ha ospitato massimo gezzi, federico italiano, flavio santi, maria grazia calandrone, massimo sannelli ecc.

    matteofantuzzi

    23 settembre 2005 at 12:39

  4. Absolute Poetry – October Poetry Festival (Monfalcone, 6-7-8 ottobre 2005)
    Una nuova concezione della poesia: dalla riscoperta della sua originaria oralità alle nuove performance sperimentali

    Con il mese di ottobre Monfalcone si trasforma in città della poesia. I giorni 6, 7 e 8 ottobre, infatti, avrà luogo a Monfalcone, presso il Teatro, la Galleria e la Biblioteca Comunali, il Festival Internazionale Absolute Poetry – October Poetry Festival.

    Direttore artistico è Lello Voce, poeta, scrittore e performer, già direttore di moltissimi eventi internazionali di poesia fra cui la sezione italiana della “XIV Biennale del Libro di San Paolo” (la più importante manifestazione libraria del Sud America), “Veneziapoesia”, “VeronaRap”, il primo “Festival della poesia italiana” in Giappone e “romapoesia”. A Voce si deve, inoltre, l’introduzione, in Italia, del Poetry Slam, una vera e propria gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono fra loro.

    A caratterizzare l’appuntamento monfalconese, una nuova concezione della poesia che, da una parte, incontra le nuove tecnologie e si contamina con esse e dall’altra riscopre le sue radici vocali, la sua originaria oralità.

    Cifra forte di Absolute Poetry è lo spettacolo. Negli appuntamenti in programma al Festival si mescolano e si contaminano le letture più tradizionali e l’avanguardia musicale, la parola detta ad alta voce (spoken word) ed i videoclip: ne scaturiscono performance sperimentali in cui musica, versi e immagine si fondono nell’irripetibilità di una poesia che vive, in quel momento, sul palco e nel corpo del poeta.

    I poeti e gli artisti invitati quest’anno a Monfalcone sanno bene che la comunicazione e il linguaggio sono le basi della società e che la loro materializzazione, il loro insediarsi materiale in un corpo, o in una stringa digitale, ma comunque in uno spazio e in un tempo presenti e comuni, ha grande valore, se non altro come testimonianza dell’esistenza, magari residuale, di una comunità interpretante, attenta e attiva.

    Ed è proprio alla comunità, ed agli immaginari che in essa incessantemente si generano, che questo Festival vuole parlare, con voci, parole, immagini che giungono da tante parti del mondo. L’una diversa dall’altra. All’incrocio dei linguaggi e dei sogni in cui i media si fondono, inventando nuove lingue e nuovi orizzonti.

    A partire dagli ospiti stranieri: Alexandra Petrova, e la sua intensissima poesia fatta di immagini fulminanti e spietate; la voce di Palma Kunkel e la tromba di Michael Gross, per dare vita alle sperimentazioni più audaci; Daniel Beaty e la sua poesia di suoni, immagini e ritmo.

    Insieme a loro alcuni tra i più noti poeti italiani di differenti generazioni: innanzitutto Nanni Balestrini ed Elio Pagliarani, due degli indimenticabili Novissimi, e Cesare Tomasetig, uno dei protagonisti indiscussi della cultura e della poesia del Nord Est; e poi i più giovani: Tommaso Ottonieri, Rosaria Lo Russo, Sara Ventroni, tutti abilissimi performer oltre che raffinati artisti della lingua, che si esibiranno sullo sfondo delle affascinanti videoscenografie live create per l’occasione da Giacomo Verde, uno dei più conosciuti ed originali videoartisti italiani.

    Questi i protagonisti di “Letture”, la sezione che aprirà, alle 20.45, presso il Teatro Comunale di Monfalcone, le tre serate del Festival. Alla sezione “Letture” si affianca, inoltre, un pomeriggio, quello del 7 ottobre, dedicato alla Nuova Poesia del Friuli Venezia Giulia; selezionati da un Comitato Scientifico costituitosi per l’occasione, infatti, sei autori delle ultime generazioni offriranno, attraverso le loro performance, uno spaccato di grande vitalità.

    A corredo del Festival viene pubblicato un catalogo che, oltre a contenere le schede di tutti i poeti e gli artisti in programma, costituisce una vera e propria antologia di nuova poesia italiana. Curata da Aldo Nove e Lello Voce, l’antologia riunisce testi di 45 poeti e operatori della parola scritta, detta o cantata delle ultime generazioni. Divisa in dieci capitoli tematici (Le rovine, I ruoli, Il lavoro, La discoteca, Il sesso, La memoria, La violenza, L’amore, Le merci, La lingua), l’antologia offre un esauriente panorama della nuova poesia italiana e insieme uno spaccato della contemporaneità italiana, disegnato attraverso gli occhi, i pensieri, le sensazioni degli autori.

    Questo, nel dettaglio, il programma del Festival:
    6 ottobre
    17.30, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
    Presentazione di Zebra Poetry Award 2004
    Anteprima di DoctorClip 2005 – Festival Internazionale di Videoclip di Poesia

    20.45, Teatro Comunale
    Letture
    Cesare Tomasetig (Italia)
    Rosaria Lo Russo (Italia)
    Daniel Beaty (USA)
    Videofondali di Giacomo Verde (Italia)

    Nuova Musica Italiana: i cantautori
    Luca Bassanese

    I concerti di poesia
    “Konzert”. Racconti in versi e musica
    Luigi Cinque, Shafqat, Raiz (Italia – Pakistan)

    7 ottobre
    17.30, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
    La nuova poesia del Friuli Venezia Giulia
    Pierluigi Cappello, Vincenzo Della Mea, Luigi Nacci, Michele Obit,
    Christian Sinicco, Ambra Zorat

    20.45, Teatro Comunale
    Letture
    Tommaso Ottonieri (Italia)
    Alexandra Petrova (Russia)
    Nanni Balestrini (Italia)
    Videofondali di Giacomo Verde (Italia)

    Nuova Musica Italiana: i cantautori
    Stefano Vergani

    I concerti di poesia
    Last Poets (USA)
    Special guest: Michael Gross

    8 ottobre
    17.30, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
    “L’educazione dei cinque sensi”
    Luciana Stegagno Picchio, Massimo Rizzante, Daniela Ferioli presentano la prima antologia italiana dell’opera di Haroldo de Campos
    Lettura bilingue di Arnaldo Antunes e Lello Voce

    19.00, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
    Letture
    Cetta Petrollo (Italia)

    20.45, Teatro Comunale
    Letture
    Sara Ventroni (Italia)
    Palma Kunkel & Michael Gross (Germania)
    Elio Pagliarani (Italia)
    Videofondali di Giacomo Verde (Italia)

    Nuova Musica Italiana: i cantautori
    Ivan Segreto

    I concerti di poesia
    “Rimi” – Gabriele Frasca & Roberto Paci Dalò (Italia)
    Arnaldo Antunes in concerto (Brasile)

    BIGLIETTI
    Ingresso 1 serata € 5,00 – 3 serate € 10,00 – 3 serate + catalogo € 15,00
    Tutti gli appuntamenti che non hanno luogo presso il Teatro Comunale sono ad ingresso libero

    INFORMAZIONI
    tel. 0481 494 369
    absolutepoetry@comune.monfalcone.go.it
    http://www.absolutepoetry.org

    Absolute Poetry – October Poetry Festival
    Ufficio Stampa: Roberta Sodomaco – Clara Giangaspero – Francesca Piazzi
    tel. 0481 494 369 / fax 0481 494 352 / absolutepoetry@comune.monfalcone.go.it
    http://www.absolutepoetry.org

    anonimo

    23 settembre 2005 at 13:31

  5. Ho visto anche io l’altro ieri la notizia dell’uscita de Il Cielo di Marte… Però ho solo sentito l’eco sempre sul blog di Atelier. Dov’è la notizia ufficiale ? E come mai ?

    (magari ti sto facendo domande impossibili)

    Massimo73

    23 settembre 2005 at 13:48

  6. me la spiegate la “strategia” dell’uso dello pseudonimo?

    sleepwalking

    23 settembre 2005 at 14:04

  7. Avevo scritto un commento, ma boh, s’è perso. Al #3, ho letto anche io sui commenti del blog di Atelier della chisura di Parsifal verde, ma dove sta la notizia ufficiale ? E perchè ?

    Massimo73

    23 settembre 2005 at 14:59

  8. Chiedo scusa per la dupplicazione del messaggio, ma in questi giorni anche di là diamo i numeri.

    Massimo

    Massimo73

    23 settembre 2005 at 15:00

  9. Al #6: io pensavo fosse una cosa di Merlin per poter pubblicare poesia senza scrivere Merlin nelle antologie e su Atelier, ma scopro che la corrispondenza tra none e pseudonimo è nota già da parecchio tempo…

    Massimo73

    23 settembre 2005 at 15:01

  10. …lo pseudonimo a me pare una boiata tremenda, ma ricordo comunque che Merlin non è ne il primo ne l’ultimo: che dire di Giampiero Neri, per esempio? (e non è un giovanotto…)
    fabiano

    anonimo

    23 settembre 2005 at 16:07

  11. Anche Antonio Porta. Non mi sembta una cosa disdicevole, lo pseudonimo. Credo che lo si usi per poter sfruttare il proprio nome su due bianri diversi (non voglio dire che permette di “vendere” il nome in due modi diversi, perchè è brutto, ma non escludo che molti la possano intendere in questo senso). Nel caso di Merlin la cosa potrebbe essere riconducibile al suo profilo di poeta e di critico.

    Massimo73

    23 settembre 2005 at 16:36

  12. a parte nove, dove direi che si tratta di ben diverse “personalità” non saprei che dire..

    sleepwalking

    23 settembre 2005 at 17:11

  13. Personalmente ritengo che l’uso di uno pseudonimo da parte di Merlin, sia esattamente imputabile a quanto detto da Massimo al post. 11: scindere le due entità (critico e poeta) con due personalità differenti. Anche in luce delle polemiche che investono Merlin ed Atelier (che pare non essere – la persona – non propriamente “amata”, visto poi cosa accade sul blog di Atelier….una guerra ogni volta!). Mi spiace invece, molto più che l’uso dello pseudonimo, la chiusura della collana Parsifal. Ma i testi di Inglese, Santi etcc. che fine faranno? verrano ristampati sotto altra collana? spariranno lentamente dal mercato sino ad esaurimento scorte? E’ un peccato.
    fabiano

    anonimo

    23 settembre 2005 at 22:29

  14. sul sito dell’einaudi il libro è già visibile, l’indirizzo lo segnala marco stesso sul blog di atelier.
    a tutte le altre domande (considerato però che non chiude la serie verde di parsifal, ma parsifal nella propria interezza, e che in parsifal -serie rossa mi pare- non è stato pubblicato andrea inglese ma federico italiano -lapsus magnifico…-) francamente non ho risposta vi conviene direttamente farle a marco o giuliano (ladolfi).
    certo lo pseudonimo non è 1 delitto: andrea per la poesia, marco per la critica, ma è esistito per quasi 1 anno uno pseudonimo via blog. marco infatti col nome di “alter ego” ha tenuto su http://www.bloggers.it/alter uno spazio, e nessuno sapeva fosse lui. l’esperienza è terminata (e s’è svelata) nel momento in cui è partito il blog di atelier (tra parentesi diverse persone che inveiscono contro di lui oggi ai tempi di alter ego dialogavano tranquillamente): e poi mi chiedete ancora perchè parlo di sociologia e antropologia ?

    matteofantuzzi

    24 settembre 2005 at 06:55

  15. a proposito di pseudonimo: che dire di Pessoa che ne usò più di venti?
    gugl

    anonimo

    24 settembre 2005 at 09:01

  16. Gli eteronimi di Pessoa. Uno mi è particolarmente caro, Alvaro del Campos, poeta ingegnere 🙂

    Massimo73

    24 settembre 2005 at 09:30

  17. era “de” Campos, naturalmente. Comunque caro solo per quell’accostamento…

    Al post #14: grazie Matteo per le risposte. Altre domande le inolterò come consigli in quel di Borgomanero. Temo che la chiusura della collana sia collegata a fattori economici, ma è da appurare. Sì, ho letto delle pagine di Alter Ego e leggendo quelle dei commenti su Atelier/Blog, be’, mi convinco non solo dell’antropologia e della sociologia, ma anche del semplice (rancore+invidia) che circola assieme alla “condivisione” da me celebrata in passati post. Belle dosi, oltre a tutto. Da cavallo, direi.

    Massimo73

    24 settembre 2005 at 09:38

  18. alcuni giorni fa ha deciso di lasciarci riccardo bonavita. giovane anch’egli davvero molto, faceva parte del dipartimento di italianistica dell’università di bologna. ne voglio ricordare in questo momento i lavori ad esempio su fortini e sulle avanguardie, da lettore suo com’ero. ce n’è un ricordo a firma di valerio evangelisti su carmilla.

    matteofantuzzi

    24 settembre 2005 at 10:05

  19. Gli Ammutinati
    presentano:

    DOLINACT
    ATTI DI MUSICA E POESIA

    6ª tappa del CIRCUITO EUROPEO READING

    sabato 1 ottobre
    ore 21
    Bagnoli della Rosandra (TS) – Teatro Prešeren

    reading con:

    Matteo Danieli
    Lisa Deiuri
    Marko Kravos
    Fabrizio Maurel
    Davide Pettarini
    Francesca Spessot
    Marijana Sutic

    Musiche dei “Ginepro”

    a cura de “Gli Ammutinati” e Teatro EDO

    con il contributo di
    Regione Friuli Venezia Giulia
    Azienda Agricola Zobec (Bagnoli della Rosandra – aperto ven/sab/dom da maggio a ottobre)

    In collaborazione con:
    Comune di San Dorligo della Valle – Dolina (TS)
    Circolo Culturale F. Prešeren
    Associazione Fucine Mute (http://www.fucine.com)
    OctoberPoetryFestivalMonfalconeèanche (http://lellovoce.altervista.org)

    —————————————

    Lunedì 3 ottobre
    ore 20
    IV Festival del Teatro Indipendente
    Ex convento di S. Francesco – Pordenone

    AVRAI POCHE COSE MA QUELLE LE AVRAI

    testi di
    Luigi Nacci

    musiche di
    Lorenzo Castellarin

    «Dal XIII al XVIII secolo, il testamento è stato per ognuno il mezzo di esprimere, spesso in modo assai personale, i propri pensieri profondi, la propria fede religiosa, l’attaccamento alle cose, agli esseri amati, a Dio, le decisioni prese per assicurarsi la salvezza dell’anima, il riposo del corpo. […] Ora, nella seconda metà del XVIII secolo, interviene un cambiamento considerevole nella stesura dei testamenti. Si può ammettere che questo cambiamento sia stato generale in tutto l’Occidente cristiano, protestante o cattolico. Le clausole pie, le elezioni di sepoltura, le fondazioni di messe e servizi religiosi, le elemosine scompaiono, e il testamento si riduce a quel che è ancora oggi, un atto legale di distribuzione del patrimonio» (Philippe Ariès, Storia della morte in Occidente).

    a seguire:

    CHRISTIAN SINICCO e i GINEPRO
    Sinicco performa i testi da passando per New York nel cui inizio e nella cui fine il contemporaneo si incide, imprime, esplode la velocità verso un punto localizzato, il messaggio imprescindibile di ogni poesia oltre la credenza che la creazione di un’opera d’arte sia proprietà esclusiva nell’unicità del proprio creatore, quando invece è creazione, ricreazione nell’altro, dell’altro. La performance del poeta nutre l’obiettivo di evidenziare la costante fuoriuscita della realtà, del sogno e della sua ebbrezza come parola e musica. Ulteriori sbilanciamenti si devono ai Ginepro: Stefano Mastronuzzi (chitarra), Massimo Verlicchi (basso), Daniele Mastronuzzi (ab – sinth -etizzatore).

    a cura di
    Laboratorio Teatrale 10002 – Ortoteatro
    http://www.ortoteatro.it/indipendente_2005.htm

    ————————————-

    SLAM POETRY REGIONALE
    i poeti performativi si sfidano

    Mercoledì 5 ottobre
    Ore 21
    Galleria Comunale d’Arte di Monfalcone

    SLAM POETRY REGIONALE
    i poeti performativi si sfidano

    EmCee: LELLO VOCE

    Sfidanti:

    Manuel Fanni Canelles
    Matteo Danieli
    Fabrizio Maurel
    Luigi Nacci
    Furio Pillan
    Christian Sinicco
    Francesca Spessot

    A cura de “Gli Ammutinati”

    In collaborazione con:
    OctoberPoetryFestivalMonfalconeèanche (http://lellovoce.altervista.org)

    ————————————-

    PERFORMO ERGO SUM?

    7 ottobre
    Galleria Comunale d’Arte di Monfalcone
    ore 15

    “Performo ergo sum? La creatività contemporanea tra oralità e rappresentazione”
    Tavola rotonda

    Moderatrice: Maria Cristina Benussi, docente di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste.

    Intervengono: Andrea Bruciati, conservatore della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone; Roberto Canziani, critico teatrale, saggista e docente universitario; Alessandro Marinuzzi, regista, consulente e formatore teatrale; Luigi Nacci, poeta, insegnante e operatore culturale; Christian Sinicco, poeta, giornalista e operatore culturale; Luisa Vermiglio, attrice, operatrice teatrale e culturale.

    Il recente e diffuso ritorno alla performance come necessità creativa induce ogni linguaggio artistico a fare i conti con nuove contaminazioni. Fino a pochi decenni fa “performance” era sinonimo di protesta e dissacrazione estetica. Oggi invece quell’atto difficilmente classificabile racchiude un preciso progetto artistico e un determinato codice semantico.
    Ma la performance “ruba” al linguaggio teatrale la specificità dell’hic et nunc? Riesce a svelare l’effimero dell’arte in una contemporaneità ambivalente e contraddittoria? Ed infine, in che modo rivela una nuova letteratura poetica capace di reinventare la forza dell’oralità?
    E’ questa la realtà che la tavola rotonda intende esplorare, partendo da differenti punti di osservazione e gettando le basi per un futuro approfondimento.

    A cura de Gli Ammutinati” e “Periferia Nord Est”

    In collaborazione con
    OctoberPoetryFestivalMonfalconeèanche (http://lellovoce.altervista.org)

    ————————————–

    OctoberPoetryFestivalMonfalcone
    (http://lellovoce.altervista.org)

    LA NUOVA POESIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

    Venerdì 7 ottobre
    17,30
    Galleria Comunale d’Arte di Monfalcone

    La nuova poesia del Fiuli Venezia Giulia

    Reading con:

    Pierluigi Cappello
    Vincenzo Della Mea
    Luigi Nacci
    Michele Obit
    Christian Sinicco
    Ambra Zorat

    ————————————–

    I LIBRETTI VERDI
    LA NUOVA COLLANA DI BATTELLO STAMPATORE

    Sabato 8 ottobre
    Ore 16
    Galleria Comunale d’Arte di Monfalcone

    Christian Sinicco presenta

    “i libretti verdi” – la nuova collana di Battello Stampatore:

    Franco Facchini, in un punto assurdo di azzurro

    Matteo Moder, piccoli separè di seta

    Luigi Nacci, il poema marino di eszter

    Ugo Pierri, in jhs we trust in jvd we must

    A cura de “Gli Ammutinati” e Battello Stampatore

    http://www.battellostampatore.com

    In collaborazione con:
    OctoberPoetryFestivalMonfalconeèanche (http://lellovoce.altervista.org)

    anonimo

    24 settembre 2005 at 17:12

  20. Ho solo scorso e non letto i commenti,ma Matteo mi ha detto di qualche quesito chem i riguarda (pseudonimo ecc.). Son faccende anche un po’ complesse: c’è una serie di motivi. Umberto Fiori ne ha indicati alcuni introducendo i miei versi nel quaderno di poesia italiano; altri li esprimo nel testo che confluirà nella prossima newsletter della rivista; altri non mi sono chiari nemmeno a me e altri sono del tutto privati. Scusate se sono così generico: son cose di cui posso anche parlare volentieri, ma guardando negli occhi chi mi ascolta.
    Per quanto riguarda la chiusura dei parsifal, rimando ancora al mio ultimo (finora, e siamo a 52) commento sul sito della rivista.
    Ciao a tutti e scusate, grazie per l’interessamento, devo scappare.
    Marco Merlin

    ATempo

    25 settembre 2005 at 09:47

  21. Grazie Marco per la risposta.

    Massimo73

    25 settembre 2005 at 19:10

  22. ringrazio anche io marco (merlin) e ricordo che per ricevere la newsletter di atelier si deve andare sul blog di atelier e sulla destra seguire quanto indicato nell’omonima sezione.

    matteofantuzzi

    26 settembre 2005 at 07:54

  23. Segnalo un nuovo intervento sul mio blog nel quale accenno, in un discorso generale, al libro di Merlin…

    andrea margiotta

    anonimo

    27 settembre 2005 at 02:49


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