UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 50 comments

Cricche poetiche di Erminia Passannanti.

Pare che un fitto nodo di rapporti unisca l’uno agli altri i poeti nella comunità in cui accade loro di muoversi. In quest’ambiente (vero e operativo, o fittizio e dunque inattuale) i segmenti comunicativi che si stabiliscono tra poeti focalizzano di necessita’l’attenzione su questioni inerenti alle modalità espressive di questa o quella personalità, o movimento, da una parte, e su presupposti ideologici dall’altra. Negli ambienti dissidenti, uno dei soggetti di discussione tra poeti concerne appunto le modalità normative, che si sottopongono a valutazione, contestano e che eventualmente si vogliono superate. Ma a volte si verifica un tentativo, da parte di un giovane poeta dissidente, di entrare in contatto con un poeta “main-stream” secondo l’ortodossia delle gerarchie vigenti.
Questo perché in ogni società degna di chiamarsi tale c’è bisogno di uccelli sui rami e di poeti, e dunque sia lo Stato sia il Capitale si procurano di chiamarseli alle armi con vari modi di adescamento. L’ha detto non troppi millenni fa Franco Fortini ne “Il poeta servo”. Infatti, verosimilmente, il poeta "main-stream" apparteneva all’avanguardia, ora divenuta vetusta cosa impiegatizia.
Questi movimenti regressivi da parte del giovane (che hanno senso rispetto al valore testimoniale dell’opera di chi l’ha preceduto) sono in genere giustificati più pragmaticamente dal desiderio, forse puerile, di farsi apprezzare e approvare dall’anziano, o sotto sotto promuovere e proteggere. Il poeta giovane dissidente contatta il vecchio "main-stream" come dalla cella di un carcere, da un rifugio tra i rami del brechtiano albero di ciliegie, del calviniano frutteto nobiliare nel giardino del nonno, o da un luogo di "ideale" confino.

Paradossalmente, dunque, spesso è il giovane poeta dissidente a cercare di creare un contatto (alle volte segreto, non esplicitato agli amici dissidenti), con il poeta vecchio, che infondo rispetta, e indirettamente con la comunità o con l’istituzione letteraria, che l’ha preceduto, e che apparentemente avversa.
Forse ella s’immagina in un futuro proiettato in una condizione che ora appartiene al vecchio. Penso allo sperimentale Ted Hughes prima di diventare Laureato, fotografato a un party belletristicamente con un flute di champagne accanto a TS Eliot, e Auden, all’Annual Party della Faber & Faber del cui gruppo di poeti main-stream era appena diventato parte. Penso al corvo Dylan Thomas che cedendo alle lusinghe finì coll’aprire il giallo ed orgoglioso becco e col fare cadere lo spicchio del suo gallesissimo formaggio nella vorace bocca della volpe capitalistica.
Apparentemente, dico, perché ogni avversione contiene in sé una qualche connessione, per una semplice dinamica degli opposti. Potrebbe trattarsi del bisogno psicologico di rifarsi, privatamente, ad un nucleo di significanza, che accetti e accolga in sé la nozione di un predecessore, autorità spesso persuasa a farsi partecipe della nuova poetica ribelle, ma attraverso epistolari e incontri esclusivi.
In ogni famiglia ci sono scontri. L’umano orgoglio del giovane poeta non si cheta dinanzi alla necessità di ottenere appoggio e solidarietà. E dunque ecco la tensione osservabile tra “mentor” e indomito discepolo. Il padre, o la madre non riesce a comprendere a pieno il ruolo eversivo rivendicato dal figlio. Ne è soggiogato e affascinato, terrorizzato e disilluso. Nemmeno comprende che i ruoli tramandati possano semplicemente perdere applicabilità, e non già valore. Il contrasto è quindi inevitabile. Il contrasto in sé indica cambiamenti necessari, e certamente profondi, all’interno della struttura. Al contempo, il poeta affermato, albero spettrale e rinsecchito, di sublime valore e bellezza, si rende amaramente conto del suo progressivo diventare celebrità obsoleta. E sacrifica, a questa condizione, la parte migliore della propria poetica.

Annunci

Written by matteofantuzzi

8 settembre 2005 a 10:25

Pubblicato su Uncategorized

50 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. ringrazio erminia che aveva già pubblicato questo post sul suo blog “erodiade” che invito caldamente a seguire.
    in questi giorni poi questo pezzo è apparso anche su absolute poetry, segno che al di là di alcune nette differenze (leggasi slam-poetry) per altre cose vi siano punti precisi di dialogo.

    matteofantuzzi

    8 settembre 2005 at 10:33

  2. e ne approfitto per chiedere a christian (sinicco): dove si trova in absolute poetry il testo che non hai letto sabato a riccione sui nuovi media e la poesia ?

    (questo non lo riprendo, promesso)

    matteofantuzzi

    8 settembre 2005 at 10:36

  3. http://lellovoce.altervista.org/article.php3?id_article=36

    Preferisco che il dibattito si svolga lì, su absolute, anche perché Lello in una sua mail lo ha consigliato, e non mi è mai piaciuto fare quello che sta con un piede in due scarpe. Ad un certo punto c’è un fa accentato, è una virgola. Ho scritto l’articolo in mezz’ora e ho dato sì una controllatina, ma quando scrivo sul computer certe cose nemmeno le vedo. Tipo nel mio libro ho lasciato un joice con la i a posto di y (non se ne è accorto nessuno, italianofoni maledetti:-)

    Un abbraccio

    csinicco

    8 settembre 2005 at 11:38

  4. http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/08/a_grande_richie.html

    un assaggio del senso dell’intervista

    …Ma questo spazio non esiste perché chi decide cosa pubblicare è un poeta trombone di suo. Quindi tende a riprodure il suo modello cupo, noioso, accademico. Questo è il modello ufficiale, non a caso, un modello perdente perché senza lettori.
    Per capire com’è ridotta la poesia contemporanea basta sentire i poeti che transitano da Fahrenheit su radio 3, verso le 16 e 45. A parte rare eccezioni come la Cavalli o Damiani, sembrano declamare direttamente dal loro loculo. O leggere la rubrica sullo Specchio della Stampa di Maurizio Cucchi. Quell’opaca rubrica sullo specchio, fa davvero riflettere. Stessa aria mortale in quella del sussiegosissimo Roberto Carifi su Poesia. Una tristezza infinita. Nessun guizzo vitale, nessuna invenzione lessicale.

    e ancora

    …Abitando in provincia, come vedi la c.d. scena letteraria italiana d’oggi? Litigiosa, ribollente, apatica o altro?

    Nel vivere un po’ isolati c’è il paradossale vantaggio di potersi esprimere con più spregiudicatezza. Infatti è difficile farlo quando si fa parte di un gruppo di relazioni, quando ci si vede e ci si incontra spesso. Quello che si vede, (ma mi pare anche naturale ed umano), che ci sono cordate, gruppi, che si autosostengono. E scrittori che anche se hanno talento, restano fuori da questi circoli virtuosi e autopropulsivi. Quindi faticano il doppio per farsi notare. Quando ce la fanno. Ma credo che non sia il caso di lagnarsi. Sicuramente è inutile. Penso invece che in provincia ci sia più tempo per la scrittura. Meno tempi morti. E’ anche questo mi pare un bel paradosso.

    sleepwalking

    8 settembre 2005 at 16:16

  5. tranquillo christian, il fatto che possa capitare assieme (qui e su absolute poetry) che si riproponga gli stessi articoli senza che uno sappia dell’altro è una cosa piacevole, se ci si rincorresse come in questo caso non è, di certo no.

    anche perchè come ho sempre detto, gli articoli che non vengono originariamente pensati per questo luogo hanno sempre un “nulla osta” che richiedo all’autore come forma di cortesia, sebbene quasi tutto quello che circola sui blog sia libero da diritti d’autore e royalties varie (e quindi riproponibile se citata la fonte senza ulteriori problematiche), cosa di cui lello è uno dei maggiori promotori e artefici. bontà sua.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 07:40

  6. tramutoli, cara monica, in quell’intervista sottolineava la mancanza dell’ironia nei giovanissimissimissimissimissimissimi.
    e nel mio caso sfonda una porta aperta.
    detto questo, l’intervento di erminia parla ancora di nuclei, di recinti e di steccati e come sempre la cosa mi preoccupa, quando sono “verticali” come nel caso sopra, come quando sono “orizzontali”, sostanzialmente anagrafici.

    mi ha quasi sorpreso e credo che lo riprenderò prossimamente il fatto che romapoesia abbia quest’anno una formale dicitura anagrafica “1968-1978”, se dicessi che mi ricorda qualcos’altro ?

    ora il mio sogno più segreto e reperesso è che si ritorni a pensare ai numeri in poesia (68, 70, 45 ecc.) solo come numeri degli autobus. io ad esempio preferirei definirmi un poeta del 94 o del 101 (che prendo regolarmente ogni mattina) che del ’79.

    poi la provincia è vero, aiuta. lontani dalle grandi calamite si ha la possibilità di lavorare bene e con cura, non è un caso che si parli di festival di castel arquato, di riccione, di monfalcone ecc. e così in puglia o in sardegna.

    la provincia è un privilegio (e nel contempo una condanna, se non riusciremo a considerarla con pari diritti e dignità rispetto alla metropoli)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 07:50

  7. Non è una questione di diritti – se scrivo una cosa la scrivo per te. Chiaro che ad esempio l’articolo Otium et negotium l’avevo scritto per parco poesia, ma il sito e il blog di parcopoesia non sono, diciamo, dinamici. E quindi alla manifestazione in quanto tale servono esclusivamente per sapere qualche informazione. E quindi ho colto l’occasione di postarli su absolute. Altra cosa è se vuoi riprendere l’articolo, ovvero scrivi a Lello, dicendo che sono d’accordo, e se ti risponde di sì lo pubblichi. Perdonami il formalismo, ma un po’ di scuola da giornalista l’ho fatta e su queste cose credo bisogna comportarsi così, lo trovo corretto, non solo per evitare scazzi, ma anche per dimostrare interessamenti.

    csinicco

    9 settembre 2005 at 08:52

  8. … ma chi è che non desidera (più o meno ardentemente) uscire dalla sua polverosa nicchia di amici, amichetti, sodali, sfigati? è umanissimo e se non è fatto tramite sotterfugi o bassezze, ci sta, ci sta che un poeta bravo stia lì ad autografare i suoi libri ad uan presentazione (vedi magrelli qualche anno fa), a tenere una rubrica su un quotidiano, a fare la pubblicità dello yogurt. l’importante alla fine, e come al solito, non è come scrive, quanto scrive, se si appoggia al vecchierello all’amico redattore, all’assessore della cultura, MA cosa scrive, se ne vale la pena, se la sua poesia si può ancora chiamare poesia, se ti dà qualcosa. se, insomma, togliendo questi appoggi materiali da sotto le chiappe il poeta riesce ancora a levitare solo con la forza di quello che ha scritto. questa guerra fra poveri se no si concluderà sempre intorno al solito tavolino di provincia o di città, con due-tre poeti che col passare degli anni e con il dente sempre più avvelenato, si convincono di essere dei geni, loro sì, non quelli lì che pubblicano per gli Editori. so benissimo ed è bellissimo che escono dei bei libri di poeti sconosciuti per editori sconosciuti, ma a volte si rischi di fare come certe squadre di bassa classifica che se la prendono sempre con la sudditanza psicologica degli arbitri e mai coi piedi storti dei loro attaccanti…
    per questo dicevo qualche post fa della genti, che ha venduto, ha convinto (non sempre, mi sta bene) ha trovato la sua dimensione fra unap oesia di ricerca e una for the masses.
    (amen)

    roberto

    anonimo

    9 settembre 2005 at 09:00

  9. christian, ho il dubbio che non ci si sia capiti. non voglio riportare quel tuo post qui: semplicemente non lo trovavo e t’ho chiesto dove stava.

    anzi: hai messo il link, chiunque interessato se lo vada a vedere (là) e a dibattere (là)

    mi permetto però di ribadire: soprattutto in internet la proprietà dei testi è degli autori, e questo lo posso affermare anche grazie a quanto fatto ad esempio da lello o i wu ming, giusto ?

    al di là del fatto specifico, chiunque voglia postare cose apparse qua lo può fare, basta citi l’autore (insomma se sono io ha già il nulla osta, se l’autore è un altro lo chieda al suddetto, a me ribadisco fa solo piacere). penso ad esempio all’articolo di florinda fusco, che tutti abbiamo chiesto direttamente all’autrice e che sicuramente è stato letto da più gente che qualsiasi rivista di settore.

    questa è secondo me la cosa più importante, un buon articolo si diffonda (col placet dell’autore)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 09:35

  10. roberto,
    anche io sono convinto che prima di tutto ci sia la poesia, e proprio per questo vedo con rinnovata preoccupazione (certo non si tratta di novità) la contrapposizione tra poesia milanese e poesia romana, tra poesia comunista e poesia ciellina ecc. ecc.

    non sono bastati 40 anni di isteria per fare capire che questa roba va abbattutta ? perchè l’unico danno è inferto alla poesia ? chi si merita venga promosso, chi non se lo merita smetta di dire che non accade solo perchè piccolo e nero (come calimero)

    su francesca genti, con la quale sarò nei prossimi mesi assieme per una cosa che sta uscendo per lietocolle e magari se a una presentazione mi vede mi prende a pugni: della genti dicevo prendo a paragone italo testa.
    testa riesce a descrivere il contemporaneo e pure il pop con una scrittura di ricerca assolutamente più efficace, nella genti il pop prevarica e ha un peso troppo preponderante, lo spostamento sul linguaggio in maniera così sistemica è un autogol molto pesante, non c’è nulla da fare secondo me. e poi mi fermo perchè ribadisco non è certo scarsa, ha dei numeri e qua è già la 3a volta che ne parlo non positivamente e non è la realtà perchè c’è ben ben di peggio da stroncare anche tra i giovanissimi, ergo spero che la genti corregga il tiro e vada sulla ricerca concreta (leggasi giovenale, lo russo, lo stesso testa ecc.) se no ribadisco rischia di bruciare le potenzialità, cosa comunque per un poeta all’ordine del giorno. ahimé vedi “ora serata retinae” (con enorme dolore), ma anche “il disperso” (e qua so che molti non concordano con me)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 09:44

  11. e christian scusa ancora:

    “Tutti i contenuti di questo sito sono da ritenersi copyleft quando non altrimenti specificato”

    sta scritto proprio in fondo a absolute poetry, mi sono accorto ora. questo bypassa il “proprietario” del blog e rende l’autore dell’articolo l’unico interlocutore, giusto ?

    (se sbaglio coreggi mi raccomando)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 09:50

  12. La poesia e l’altra politica. Quando nella politica c’è poesia, nella vita c’è più speranza! E’ questo il titolo del reading di poesie di Franco Arminio che si terrà lunedì 12 settembre 2005, alle ore 21, presso il wine bar “The Shire” di Piazza De Sanctis a Sant’Angelo dei Lombardi. Partecipano, oltre allo stesso Arminio, poeta e paesologo: Marika Borrelli, portavoce del comitato provinciale “Bertinotti presidente”; Gennaro Imbriano, segretario provinciale del partito della Rifondazione comunista; Titti de Simone, deputata facente parte della commissione Cultura della Camera.

    anonimo

    9 settembre 2005 at 12:46

  13. appunto.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 14:49

  14. su italo testa: gran verseggaitore, un paio di poesie davvero notevoli, ma un po’ noioso, un po’ fermo sulle sue posizioni, paura di spngersi un po’ più in là. quello che intendo io, caro matteo, non è che nelle peosie ci debbano essere per forza dei tegolini e degli sms, ma dalle dieci-quindici poesie lette di biometrie l’elemento pop non c’è, oppure dobbiamo discutere su cosa è pop e su cosa non lo sia. non propongo la genti come esempio da seguire o chissò cosa, ma ha significato senz’altro un punto di rottura, con tutti i rischi che questo comporta, innanzitutto le critiche dalla comunità poetica, nonostante gli apprezzamenti di rosaria lo russo e aldo nove. prova a scrivere tu una poesia mettendoci dentro un cartone animato o un tegolino senza suonare ridicolo… mentre scrivere di stanze come antri, di corpi e di linee (sempre quelle), di cieli vuoti, uno almeno ha alle spalle il sentiero di chi è pasato prima di lui. non vuole essere per forza una critica ma uno spronare la comunità poetica (sia uqella che sia) a guardare un po’ più in là, a non aver paura di nominare cose, fenomeni anche bassissimi, far rimare “bistrot” con “maurizio costanzo show”…

    anonimo

    9 settembre 2005 at 15:03

  15. concordo con l’ultimo intervento (come ti chiami?): è più facile sguazzare nell’immaginario classico e moderno. più arduo sporcarsi con i linguaggi di oggi, soprattutto con le immagini “impoetiche”: i crepuscolari lo sapevano bene, e anche i futuristi (bistrattati assai per motivi ideologici, dalla critica gramsciana.. e lo dico io, che sono di formazione petroniana). Rivoluzionare l’immaginario è una strada pericolosa. Farlo preservando il canto (e la cantabilità) ancora di più..
    L.

    anonimo

    9 settembre 2005 at 15:24

  16. volevo precisare che anche io ho fatto presente a tramutoli, praticamente in tempo reale, che stavo postando la sua rece apparsa su fernandel.
    ma per una correttezza personale, in assoluta buona fede credo anche io che, citando le fonti, si possa postare qualunque cosa.

    fatico a credere che si scriva una cosa PER QUALCUNO (leggasi sito etc) si scrive postulando di essere letti
    oppure il pezzo, christian ti era stato, diciamo così proprio “commissionato”?

    “Perdonami il formalismo, ma un po’ di scuola da giornalista l’ho fatta e su queste cose credo bisogna comportarsi così, lo trovo corretto, non solo per evitare scazzi, ma anche per dimostrare interessamenti.”
    mi inquieta un sacco sto mondo in cui vi guardate continuamente alle spalle

    e ora chiudo con una citazione

    “il fatto che se uno scrive
    alla fin fine scrive per sè,
    certo, ma anche perché
    si postula un occhio esterno
    che legga, e secondo me è
    anche giusto, e nella sua natura,
    che lo scritto salpi per dove le
    barche dei lettori vogliono transitarlo”

    conversazioni quasi private, (titolo mio) D.Enia.

    sleepwalking

    9 settembre 2005 at 15:27

  17. per cortesia, firmatevi con nome e cognome (anche perchè non state insultando, state dicendo ottime cose, ve lo chiedo per cortesia e vi ringrazio)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 15:30

  18. pop: dovrebbe caro roberto (lo stesso del commento 10) significare popular, ed è un concetto degli anni ’60, mica nuovo.

    per questo “piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero” di sanguineti e targata (appunto) 1964 mi sembra un ottimo e convincentissimo esempio di popular.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 15:33

  19. nel mio piccolo anche io ho nel mio carnet versi tipo “inviato ai mondiali di rutti” o la poesia [porta portese] (entrambe uscite per atelier che proprio ho paura non siano il classicismo maggiore:

    nel senso roberto, conosco bene quel problema. e proprio per questo secondo il mio modestissimo parere tegolini e co. sono assolutamente leciti ma devono essere funzionali al senso, non viceversa come personalmente vedo nella povera (e capacissima, sono alla 4a denigrazione: non la merita !!!) francesca genti.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 15:36

  20. capitolo testa (scusate se spezzo gli argomenti ma se no viene un polpettone): come uscirà su rivista (cartacea, non abituiamoci troppo a internet) tra qualche mese gli sms sono uno dei piccoli difetti di quel libro (doveva lesinare) e d’altro canto; leggendo biometrie è facile capire che una delle cose più riuscite sono per assurdo gli haiku, una cosa classica.
    ma testa è anche persona che sa fondere il ritmo dub, dove le citazioni più o meno pop sono contestualizzati e funzionali e non è mica poco.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 15:39

  21. infine: aldo nove è un esempio che secondo me calza bene, il nove di covers ha estremizzato la capacità enorme di antonello satta centanin che è facile cogliere leggendo “fuoco su babilonia” di crocetti, ma è un poco il vecchio problema “alla christian raimo”, a me spiace che per andare dietro (in maniera presunta) al popolo capacità e savoir faire se ne vadano un poco gambe all’aria.

    mi pare un poco quello che succede quando fanno i palinsesti televisivi dove qualcuno sostiene che il popolo vuole costantino o “uomini e donne” e in realtà approfondimenti giornalistici o programmi culturali fanno audience tranquillamente maggiori.

    che vuole il popolo ? bella domanda: ad esempio ha salvato barabba (per acclamazione) optando per la crocefissione di un altro.

    credo luigi (commento 15) che non sia tanto il punto della strada che si intraprende per compiere il proprio percorso, ma che essa sia drammaticamente reale, perchè se no dalla nuda carta secondo me si evince in un attimo.

    ti abbraccio e abbraccio caramente monica: hai ragione, chi scrive deve fare salpare i propri lavori e osservarli navigare dalla riva, come qualsiasi altro spettatore, più o meno casuale.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 15:47

  22. dio porta portese è davvero orribile, eh matteo?

    piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero” di sanguineti

    peccato che non sei una bimba di sei anni
    che se no ti riempivo di regali idioti
    ti sparavo set completi, con tibrini e gomme profumate
    e forcine colorate

    mi sa che ti sei perso i miei regali migliori

    la genti

    epperò la genti pure questa, che secondo me…solo che non ricordo bene come finisce,questa la trovo notevole

    ORRIBILE MASTURBAZIONE
    Farcita di livore
    senza costrutto né passione
    ma solo convulsioni di dolore.
    Simile ad una tartaruga sulla schiena
    ad un’operazione a cuore aperto
    ad un’allucinazione sotto il cielo.
    Un orologio fermo
    un frullato di code di scorpione
    un veleno che ottunde la ragione

    sleepwalking

    9 settembre 2005 at 15:54

  23. ehm, mi sa che il caro abbraccio si trasforma in uno strangolamento…
    ;-P

    sleepwalking

    9 settembre 2005 at 16:16

  24. ah ah monica, e perchè mai ? [porta portese] ha una funzione di chiosa sia di goriça/nova goriça che del discorso fatto in quel numero che è quello de “i poeti son pettegoli” di merlin.
    di certo di quella silloge sono ben altre le poesie che mi hanno dato “fortuna”. lo so bene.

    è capace infatti (quando vuole) la genti l’ho detto: non si merita 4 cassate date solo in senso esemplificativo, non per incapacità. ma l’ho fatto per calcare sul concetto: mai ammiccare o prendere la strada comoda. al di là della stessa (povera) genti.

    comunque ormai il papagno è assicurato invece, vabbè già non ho il naso esattamente diritto… ha tutte le ragioni per tirarmelo.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 16:32

  25. un giorno parliamo di j. l. peixoto (poeta, non narratore) o anche narratore ma il peixoto di morreste-me, obbrobriosamente tradotto in questa terra ora crudele, che è poiè un libro di poesia…

    sleepwalking

    9 settembre 2005 at 16:37

  26. Sì, ma Lello ha chiesto se possiamo evitare questo postare articoli. Quindi mi comporto di conseguenza, e trovo corretto vi siano comunicazioni. Sulla questione dei numeri Matteo, secondo me è un discorso non proprio elegante; sappi che per quanto mi riguarda, per me non è una questione di numeri (e spero mi faccia onore), se no pubblico su fucine che ha 100.000 lettori al mese, più o meno.

    Sulle cricche: alcuni sono molto abili, ma internet ha azzerato la scena, e i poeti che io rintego migliori si conoscono e riconoscono, e tra questi accade, secondo me, di sentire la problematica etica, quindi i furbi oramai non la fanno più franca; lo scambio di informazioni è veloce. Gli altri andranno avanti nella maniera solita, e tra tre anni si ritroveranno senza coordinate, appena questo sistema che nasce dalla multimedialità entrerà anche nel “reale2 con le implicazioni che sottende. In internet ci sono altri problemi, come il solito blaterare sull’impossibilità della poesia di risultare attrattiva (falso), quando forse sarebbe meglio impiegare il proprio tempo lavorando con musicisti, registi di teatro, portare la propria esperienza di autore che ha strumenti anche in altri campi, ed anche apprendere nuovi strumenti da questo fare, che ha ridotto la critica a mero esercizio di stile (spesso) o l’ha fatta regredire a tematiche di trent’anni fa.
    Tuttavia il torrente si fa fiume, ed io lo attendo al mare: è un processo chiaro.

    anonimo

    9 settembre 2005 at 19:34

  27. il commento 26 è di christian sinicco (firmatevi, se no gli altri non capiscono… please, please).

    e io non ho capito la frase di lello, se me la puoi rispiegare perchè così pare che uno dei padri dell’open source e della libera circolazione dei testi non voglia che quelli da lui ospitati possano viaggiare altrove (ma sono certo di non avere capito una mazza io, per cui se puoi rispiegare ti ringrazio)

    e la cosa dei numeri è un bene, va nell’ottica dell’abbattimento di steccati e cricche che ci auspichiamo, non legare a un solo “editore” un articolo, farlo conoscere a pubblici diversi e pure in maniera gratuita (perchè è dura che un ragazzino senza un soldo in tasca spenda 50 euri per una rivista cartacea) e senza girare per le biblioteche universitarie o stare 2-3 ore da feltrinelli per leggere le riviste senza mai comprarne una (questo sono io), tutto questo dicevo è magnifico.

    è uno dei modi per abbattare gli steccati, tu apri a altre forme ? bene (anche questa non è proprio una novità, ma chissenefrega, se rimane salda e protagonista la poesia -e non è una passeggiata-) io aspetto con ulteriore piacere l’espansione dei nuovi media, e dell’unione vecchi e nuovi media.

    tutte queste sono occasioni, nuovi percorsi che si potranno percorrere, che se bene utilizzati potranno arricchire.

    speriamo.

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 20:01

  28. monica, puoi parlare di peixoto quando vuoi. (anche ritradurlo, volendo, zero problemi)

    matteofantuzzi

    9 settembre 2005 at 20:02

  29. magari sapessi tradurre il portoghese le poesie le ho conosciute grazie ad un’amica che ha vissuto e insegnato italiano in portogallo.posterò qualcuna delle sue poesie. tradotta da Paola, appunto. in effetti dire “parliamo” di peixoto non esprimeva la mia intenzione. io non so “parlare” di poesia. io posto. Voi magari parlate… 🙂 Di P. posso dire che è una persona molto disponibile e che non se la tira PER NIENTE!!!

    sleepwalking

    10 settembre 2005 at 06:29

  30. LIBRI- j.l.Peixoto
    in ogni pagina, il tuo sguardo. in ogni montagna,
    la tua voce. lasciami parlare con te.mi ricordo
    così bene di tutto ciò che mi hai detto.

    le parole esistono.io voglio trovarti
    sempre, ogni notte, sul tavolo dei fogli
    sparpagliati in cui sparpaglio la nostra vita.

    in ogni pagina, i campi. in ogni montagna,
    tu che mi chiami. le pagine sono, di nuovo,
    il giorno in cui sono nato. mi ricordo così bene di tutto.

    passano anni sulle parole. i giorni esistono.
    stringo i libri come se stringessi la tua voce
    e, quando qualcuno dice il tuo nome io continuo a rispondere

    sleepwalking

    10 settembre 2005 at 06:50

  31. Sul fatto dell’open source, non c’è nessun problema, ma siccome c’è uno strumento che serve ad una manisfestazione, bisogna fare in modo tale da promuoverne l’esistenza. In questo senso sono state chiamate delle persone, a cui è stata data la possibilità di postare contributi, ma non per farsi gli affari propri e dire guardate sono su absolute, che bello, ma per concentrare le attività e promuovere, una volta all’anno, la manifestazione anche grazie ad un dibattito. Avendo anche tu organizzato, come altri, delle manifestazioni, non credo questo sia un discorso avulso. E, siccome io non sono un integralista dell’open source (dello spam sì, mandatemi comunicazioni, alla peggio le cestino:-) interpreto questo concentrarsi per un attimo su quel media un fatto di “impegno” ed anche un “vuoi essere sulla barca, rema”. Tra l’altro, absolute, è semplice, la grafica invoglia il lettore, ed è multimediale (non ancora sviluppato al massimo ma…) tra i siti in circolazione uno tra i completi, in grado di attrarre. Certo, ci vuole un periodo di sperimentazione, ed anche un tipo di amministrazione più lenta, in modo tale da sviluppare il dibattito. Vedremo come va.

    anonimo

    10 settembre 2005 at 09:03

  32. Ah, sì, mi firmo… Christian

    anonimo

    10 settembre 2005 at 09:03

  33. matteo, dispiace insistere ma quella della genti NON è la strada più comoda. che poi ogni tanto possa avere un tono “facile” ci sta anche, ma è l’eccezione e non la regola.

    anonimo

    10 settembre 2005 at 09:13

  34. scusami sono roberto, ma l’avrai capito…

    anonimo

    10 settembre 2005 at 09:13

  35. scusate ma mancata partecipazione d’intervento (peccato perchè è tutto molto succoso) man non riesco a leggere i post. Lo schermo li visualizza piccoli piccoli, quasi illeggibili. E’ responsabilità splinder? Ho provato su 3 p/c ed è “istess”
    fabiano

    anonimo

    10 settembre 2005 at 14:19

  36. anch’io non riesco a leggere i post, sono minuscoli!
    Luigi

    anonimo

    10 settembre 2005 at 16:57

  37. se usate explorer, c’è un menu da qualche parte che permette di ingrandire il testo (potrebbe bastare pigiare ctrl e +, o simili, ma c’è anche tra i menu).
    Se usate firefox o mozilla o netscape, visualizza: dimensione testo.
    Vincenzo

    anonimo

    10 settembre 2005 at 17:21

  38. VISUALIZZA
    CARATTERE
    E POI METTETE ALMENO MEDIO O GRANDE.

    sleepwalking

    10 settembre 2005 at 19:07

  39. guardate, mi dispiace ma già da qualche giorno (e computer diversi) splinder dà noia anche a me: contate che anche solo per postare l’articolo di erminia sono diventato scemo. purtroppo ogni tanto con splinder accade (ed è già tanto che non scompaia il blog, come successo qualche mese fa, che se non era per vincenzo avrei perso e tutto -e non smetterò mai di ringraziarlo-)

    insomma ahimé pazientiamo: nel giro di qualche giorno di solito i problemi si esauriscono…

    matteofantuzzi

    10 settembre 2005 at 22:36

  40. ringrazio christian della spiegazione dell’open source (che ovviamente è di tipo letterario, non stiamo parlando di linux !)

    e roberto credo che gioisamente e rispettosamente ognuno rimarrà un poco nelle proprie posizioni: e credo io in primis che la genti potrà con un piccolo “scatto” arrivare ai livelli raggiunti ad esempio da marco giovenale, florinda fusco o sara ventroni. de gustibus.

    e con tutto il cuore aspetto di rileggere l’antonello satta centanin che sta dietro ad aldo nove (in poesia, è chiaro, in narrativa libero di fare come crede)

    matteofantuzzi

    10 settembre 2005 at 22:41

  41. Forse questa riflessione può interessare, se non l’avete mai letta..

    Arte poetica.
    Peixoto.

    La poesia non ha nulla più del suono del suo senso,
    la lettera p non è la prima lettera della parola poesia,
    la poesia è una scultura dei sensi e questa è la sua forma,
    poesia non si legge poesia, si legge pane o fiore, si legge erba
    fresca e le tue labbra, si legge sorriso disteso su mille
    alberi o cielo irto di pugnali, minaccia, si legge paura e brancolare
    di ciechi, si legge mano di bambino o tu, madre, che dormi
    e che mi hai fatto nascere da te perchè fossi parole che non
    si scrivono, si legge Paese e mare e cielo dimenticato e
    memoria, si legge silenzio, sì tante volte poesia si legge silenzio,
    luogo che non si dice e che ha senso, silenzio del tuo
    sguardo dolce di ragazza, silenzio la domenica tra le chiacchiere,
    silenzio dopo un bacio o un fiore di troppo, silenzio
    tuo, padre, che sei morto dappertutto per esistere solo in questo poema
    silenzioso, chi lo può negare?, che scrivi sempre e sempre, in
    segreto, dentro di me e dentro tutti quelli che soffrono per te.

    La poesia non è questa penna con l’inchiostro nero, non è questa voce,
    la lettera p non è la prima lettera della parola poesia,
    la poesia è quando potevo dormire fino a tardi nelle vacanze
    estive e il sole entrava dalla finestra, la poesia è dove io
    sono stato felice e dove sono morto tanto, la poesia è quando io non
    conoscevo la parola poesia, quando io non conoscevo la
    lettera p e mangiava pane tostato sul fuoco della cucina della
    fattoria, la poesia è qui, quando sollevo lo sguardo dalla carta
    e lascio che le mie mani ti tocchino, quando so, senza rime
    e senza metafore, che ti amo, la poesia sarà quando i bambini
    e gli uccelli si ribelleranno e, fino ad allora, sarà sempre e tutto.

    la poesia sa, la poesia si conosce e, tra sè non si chiama mai
    poesia, tra sè non si scrive mai con la p, la poesia dentro di
    sè è profumo ed è fumo, è un bambino che corre in un frutteto per
    abbracciare il suo papà, è spossatezza e la libertà che si sente, è tutto
    quello che voglio imparare se quello che voglio imparare è tutto
    é il tuo sguardo e quello che ne immagino, è solitudine e pentimento,
    non sono biblioteche che bruciano di versi risaputi perchè quello sono
    biblioteche che bruciano di versi risaputi e non è la poesia, non è la
    radice di una parola che crediamo di conoscere perchè solo possiamo
    conoscere quello che possediamo e non possediamo nulla, non è una
    zolla di terra che canta inni e stende muraglioni tra
    i versi e il mondo, la poesia non è la parola poesia
    perchè la parola poesia è una parola e la poesia è la
    carne salata dentro, è uno sguardo perduto nella notte sui
    tetti all’ora in cui tutti dormono, è l’ultimo
    ricordo di un annegato, è un incubo, un’angoscia, speranza.

    la poesia non ha strofe, ha corpo, la poesia non ha versi
    ha sangue, la poesia non si scrive con lettere, si scrive
    con granelli di sabbia e baci, petali e momenti, grida e
    incertezze, la lettera p non è la prima lettera della parola poesia,
    la parola poesia esiste per non essere scritta come io esisto
    per non essere scritto, per non essere compreso, nemmeno da
    me stesso, anche se il mio senso è in tutti i luoghi
    in cui sono, la poesia sono io, le mie mani sui tuoi capelli,
    la poesia è il mio viso, che non vedo, e che esiste perchè lo
    guardi, la poesia è il tuo viso,io, io non so scrivere la
    parola poesia, io, io so solo scrivere il suo senso.

    sleepwalking

    11 settembre 2005 at 08:18

  42. monica, quando inserisci le poesie dovresti anche mettere da dove le hai prese (soprattutto la casa editrice, o il sito internet) in modo che se sfagiolano uno possa andare ad approfondire l’argomento

    (ora i commenti mi compaiono della grandezza giusta)

    matteofantuzzi

    13 settembre 2005 at 06:21

  43. giusto.ora non ricordo ma direi che le poesie, ove tradotte di peixoto le trovate qui:
    Una casa nel buio
    Anno 2004
    Editore La Nuova Frontiera
    Collana Liberamente
    (una mini raccolta di 12 poesie)

    un’altra opera di narrativa è:

    Nessuno sguardo
    Autore Peixoto José L.
    2002
    Editore La Nuova Frontiera
    Collana Liberamente

    E invece, scritto in una sorta di prosa poetica, trovate:

    José Luis Peixoto,
    Questa terra ora crudele,- MORRESTE_ME
    La Nuova Frontiera,

    Per chi avesse curiosità di ascoltare un’ intervista a Peixoto:

    http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/archivio_libri.cfm

    olè!

    p.s. christian vi ha abituati troppo bene fornendovi catalogazioni e bibligrafie 🙂

    sleepwalking

    13 settembre 2005 at 07:30

  44. Nom è proprio vero, però bisognerebbe nel dare notizia di alcune cose mettere il link, che così almeno uno non si ferma sempre ai soliti siti (il problema del circoletto c’è anche su internet, e le persone che non hanno lavorato all’interno di macchine più complesse come quelle di una certa editoria multimediale, noto che fanno difficoltà col mezzo, forse non abituati nella ricerca, che per quanto mi riguarda è sempre puntata a qualche scoperta del nuovo). Un abbraccio a tutti comunque (e a Matteo in particolare che fa complimenti)!
    Christian

    anonimo

    13 settembre 2005 at 10:08

  45. sarà che io sono di una generazione antecedente, ma trovo che talvolta, un po’ di sano sbattimento, nella ricerca delle cose, te le fa apprezzare un po’ di più, quando le trovi. oddio, sembro davvero una vecchia zia inacidita…

    sleepwalking

    13 settembre 2005 at 10:20

  46. La poesia non esiste
    e non esiste e non esiste
    solo un andare a capo
    qua e là
    mancano cavalieri
    piovigginose madonne
    colli e rametti di mirto
    mancano passerotti
    e sabati nei villaggi
    ninfe vascelli inferni
    un dio greco e re

    la poesia non esiste
    ma non esiste proprio
    metrica lavoro
    endecasillabi rime
    costruzione assonanza
    mai più stati niente
    e mancano
    lettere sillabe frasi
    cose date compiute
    storie in la.

    Vedi, è un’idea degli uomini.
    Un grande falso vero.
    E’ una fede barocca
    un modulo croccante
    d’irrazionale esteso.

    La osservi nei bambini
    e nulla sa di sé.

    così, alla salute.

    molesini

    14 settembre 2005 at 00:34

  47. bella!

    Luigi

    anonimo

    14 settembre 2005 at 08:06

  48. cin cin silvia.

    saluti cari a christian e a tutti.

    matteofantuzzi

    14 settembre 2005 at 15:49

  49. Ringrazio Christian per l’attenzione verso absolute. Di cui gli sono grato.
    Vorrei però precisare 2 cose:
    1) come tutto quanto mi riguarda (almeno in Rete, e nella maggioranza dei casi anche fuori della Rete) anche i materiali di absolutepoetry sono assolutamente copyleft, se non indicato diversamente dall’autore. Dunque copia-incollate pure ciò che vi pare. Vi sono grato per l’attenzione.

    2) Absolutepoetry non è il ‘mio’ blog. E’ di tutti quelli che vi partecipano. Attualmente la pubblicazione prevede uno step redazionale per la publicazione, ma solo per ragioni di ‘tutoraggio’ grafico per garantire che non succedano casini postando. Ma tra poco tutto sarà assolutamente diretto e no-filter, a parte ovviamente OT e Spam scemo. I rapporti con il festival sono insieme strettissimi e molto larghi. Il Blog nasce per sponsorizzazione del festival, ma è totalmente indipendente e proseguirà per fatti suoi, speriamo, anche dopo. Comunque vi incollo qui il disclaimer. Ovviamente questo è anche un invito a tutti a partecipare. La piazza è grande e c’è posto per tutti, slam o non slam.
    ciao a tutti
    Lello Voce
    Questo è un weblog collettivo multimediale, dedicato alla poesia in tutte le sue forme. Nasce nel 2005, da un’idea di Lello Voce e grazie alla sponsorizzazione di Absolute Poetry – October Poetry Festival, Festival internazionale di poesia di Monfalcone (GO) sostenuto dal Comune di Monfalcone e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ma ne è assolutamente indipendente e resterà stabilmente on line.

    Absolute Poetry e i suoi autori non sono un gruppo, o un movimento di poesia, non si riconoscono in poetiche comuni, né hanno stabilito tra loro alcun tipo di patto o progetto. L’unica cosa che li accomuna è l’amore e la passione per la poesia, attraverso qualsiasi media essa sia praticata: dal libro scritto, allo spoken word , alla multimedialità e alla performance, senza alcun tipo di ’discriminazione’ nei confronti di questo o quel media.
    Absolute Poetry è dunque una piazza comune dove, in totale libertà, si discute della più antica e della più contemporanea tra le arti.

    Absolute Poetry non ha direttori, né redattori capo, tutti suoi partecipanti sono liberi di postare contributi propri, o di altri, in totale libertà, a patto che non si tratti di evidenti Out of Topics o di Spam.
    La funzione dei webmaster è puramente di ‘editing’ e manutenzione del sito.
    Absolute Poetry preferisce (ma non impone) che i contenuti postati siano sotto Licenza Creative Commons .

    Il nucleo redazionale di partenza di Absolute Poetry è stato scelto in modo piuttosto ‘casuale’, a partire dall’Agenda del suo ‘ideatore’.
    Di conseguenza le chiavi di accesso alla pubblicazione sono attualmente in possesso di circa 50 autori, senza che questo significhi un loro impegno a pubblicare mai alcunché.
    Chiunque, da questo momento, può chiedere di entrare in questa nostra piazza virtuale, a patto che sul weblog siano già stati pubblicati almeno 3 suoi interventi da parte di altri redattori. Da quel momento potrà chiedere le chiavi di accesso ai webmaster , che provvederanno ad inviarle il più presto possibile. La richiesta dovrà essere inviata a nuvoleonline@lycos.it , completa delle indicazioni dei pezzi già pubblicati.

    I commenti ai post di Absolute Poetry non sono sottoposti ad alcun filtro, ma tutti i commenti OT o lo spam saranno immediatamente cancellati dal webmaster.

    anonimo

    17 settembre 2005 at 16:48

  50. dato che per problemi di splinder questa sezione commenti si sta rivelando ai più difficile da leggere ho riportato nel post sopra l’intervento di lello e sposto lì l’eventuale discussione non essendovi i problemi di cui qui. scusate ma si fa quel che si può coi mezzi a disposizione…

    matteofantuzzi

    19 settembre 2005 at 09:45


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...