UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 26 comments

Di poesia e di cose che succedono di Michele Obit.

Bene. La cosa è questa, anche se mi tocca annebbiarla un po’, per ovvi motivi. Mi telefona una certa signora, che mi dà la notizia: sei stato scelto in una rosa di persone per rappresentare la regione (scusate la rima) a un importante appuntamento culturale, se ti va leggerai le tue poesie qui e qui, assieme a X e Y. Dico che va bene, dico sempre che va bene, se posso. Mi sento un minimo inorgoglito, ma non più di tanto. Qualche ora dopo mi chiama un amico che è uno degli altri poeti scelti, diciamo Y, e mi dice: guarda che non è come te l’ha raccontata, hanno scelto gli altri, che guarda caso ruotano tutti o quasi attorno ad una casa editrice, e sono tutti, o quasi, di una certa area geografica, e poi messo dentro te perché sei sloveno, e a loro fa comodo. Insomma, i meriti poetici, se ci sono, non centrerebbero nulla. Oggi Y mi ha scritto per spiegarmi un po’ meglio la situazione. Esistono le lobby, sono sempre esistite. Esistono le lobby nel povero universo poetico, sono sempre esistite. Il che è semplicemente triste. Qualcosa faremo, qualcosa farò. Sto pensando a una poesia, da leggere là. E poi andarmene.

Annunci

Written by matteofantuzzi

27 luglio 2005 a 08:38

Pubblicato su Uncategorized

26 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. per gentile concessione dell’autore, che ringrazio. la regione è il friuli.

    matteofantuzzi

    27 luglio 2005 at 08:39

  2. E ci sono anche – se ne parla a bassa voce, come in un paese – quelli che hanno portato il poeta importante allo stadio, quelli che lo hanno fatto vincere giocando a carte, quelli che si sono fatti vedere nella stessa trattoria. Il risultato è più o meno grande, secondo i casi. Bisogna chiedersi: se “così va il mondo”, perché la poesia NON dovrebbe essere così? Oppure dobbiamo ammettere che la poesia non è di questo mondo e che le regole della poesia seguono un’etica non mondana. A me fa impressione una cosa: è logico e umano che si creino simpatie e antipatie, e che le simpatie portino vantaggi, e crescita creativa, a chi sta su un piano inferiore (Pasolini ha sostenuto Ferretti, Rosselli, Bertolucci, i Citti, Betti…). Il piano inferiore così si rialza, e Bertolucci – assistente alla regia a vent’anni – diventa un maestro, grazie ad un altro maestro. Il fatto, nella poesia, è che quelle simpatie portano anche storicizzazione: non è necessario diventare amici-conoscenti di un maestro, o andare a mangiare con lui (mangiare insieme o prendere un caffé, in Italia, crea complicità); solo che è possibile, dieci-venti anni dopo, ritrovarsi FUORI dal discorso, dalle recensioni, dalle antologie, dalle storie. Tutto questo perché si aveva un carattere chiuso, un comportamento umile e/o sdegnoso, o semplicemente perché non abbiamo avuto l’occasione di mangiare quella pizza in quel momento con quella persona (forse l’avremmo anche fatto, perché no? ma non successe mai). E così di Giuliano Mesa, che non appare, non si parla; di De Signoribus non si parla abbastanza… Anche questa è una cosa brutta: il tuo carattere ti individua, la tua cultura e il tuo talento ti consolano e ti permettono di agire scrivendo. Ma non ci sei, per il tuo carattere, ed è come se non ci fossi. Le letture di poesie sono una tortura per chi è timido o non ama stare in compagnia: ma se non le facesse, di lui si parlerebbe ancora meno del poco che ha ottenuto con i suoi libri. Tutto il bene possibile per Michele Obit, sinceramente.

    massimo sannelli

    sequenze

    27 luglio 2005 at 09:49

  3. Devo ringraziare Massimo Sannelli per le parole. Il tema (non il fatto in sé, per carità, che è piccolo piccolo) è affascinante, grazie anche a Matteo per averlo divulgato. Io, magari, ci tornerò. Con calma.

    anonimo

    27 luglio 2005 at 10:24

  4. è preoccupante tutto questo. questo fiorire di dinamiche che con la poesia non ha nulla a che fare.
    è preoccupante (mi tolgo un sassolino) quello che alcuni imbecilli hanno scritto nei commenti del blog di Atelier a proposito della Leardini dopo l’uscita del programma di Parco Poesia: commenti beceri, patetici. Alla Leardini sottolineo, e pure grettamente personali (e ne so qualcosa, perchè diversi sullo stesso piano lo scorso anno erano apparsi anche qui): nulla a che vedere con la manifestazione, col senso dell’evento, con gli invitati, le tematiche, nulla a che vedere con uno straccio di ANALISI (…ma no, per carità…): tutti argomenti che si potrebbero in maniera motivata con forza contestare o entusiasticamente benedire nella linea della lecita opinione. ma nulla di tutto questo viene fatto, solo un massacro, una lotta insensata per essere parti attive di qualche cosa che con la Poesia nulla ha a che fare. Per affondare, noi, la barca, tutti. Per cedere alle lobbies di potere. Per sporcare la Poesia con le nostre mani sudicie.

    matteofantuzzi

    27 luglio 2005 at 22:43

  5. Ma per favore, facciamo i seri. Se ho capito bene a cosa si riferisce Obit, io sono uno degli altri prescelti (e abito a 10 km da lui, a proposito di prevalenza geografica).
    Obit ha scritto che un suo amico, che anche lui è tra i prescelti, gli ha detto che non è vero quello che gli era stato detto da un’altra persona, ma che invece… e che guarda caso… e che a “loro” fa comodo…
    “I poeti sono pettegoli” era il titolo di un editoriale di Merlin su Atelier, qualche mese fa. Non sarà sempre vero, ma in questo caso mi pare proprio di si.
    Attorno alla poesia c’è senza dubbio un fiorire di dinamiche che con la poesia c’entrano poco (e ce ne saranno anche in questa selezione per una serata di letture, capirai quanto cambia il mondo), ma questo dipende anche dal comportamento dei poeti, che come persone non hanno niente di diverso da quelle che vivono “nel mondo”. Tra i comportamenti mondani, il pettegolezzo non è il meno fastidioso, e va a braccetto con le logiche di lobby.
    Per quel che mi riguarda, nessuno ha il dovere di essere migliore di quello che è, però è troppo facile dire che gli altri sono scelti dalle lobby, troppo facile e comodo fare i puri. Bisogna soprattutto fare un po’ di attenzione, perché “tutti o quasi attorno ad una casa editrice” e “tutti o quasi di una certa area geografica” sono affermazioni che poi fanno fatte coincidere con dei fatti.
    Perché alla fine non c’è differenza tra messaggi trasversali lanciati così e i beceri commenti alla Leardini. Zero analisi, si finisce nel personale, e si alimenta ben altro che la poesia.
    Tutto il bene possibile ai poeti di buona volontà,
    Vincenzo Della Mea

    anonimo

    28 luglio 2005 at 15:54

  6. Mi pare che Della Mea ci veda molto bene. I criteri di selezione sono stati: voci giovani e rappresentative delle varie realtà locali. Non capisco dove sta la frustrazione dell’essere stato scelto in quanto sloveno, dato che la voce slovena è una delle tante espresse dalla regione. Per lo stesso motivo, analogo senso di frustrazione dovrebbe essere provato da un giuliano, da un friulano, da un carnico e così via. Gli “altri”, che non vedo che lobby possano rappresentare essendo tutti di diverse formazioni poetiche, eccetto Benussi che è un critico, mi sembrano, in ogni caso, degni di indicare personaggi rappresentativi per l’occasione. Posso dire con sicurezza, visto che faccio parte del comitato scientifico e non mi nascondo dietro incognite dal sapore algebrico, che non c’è stata nessuna macchinazione, nessun interesse lobbistico (quale poi?), ma con assoluta serenità ognuno ha espresso le sue preferenze. Aggiungo che sono arrivata all’appuntamento con i miei due autori in zucca e nessuno, dico NESSUNO, ha osato chiamarmi nei giorni precedenti all’incontro per un qualche accordo. Non avevo la minima idea di quali poeti presentassero “gli altri”, eccetto Benussi che so sostenere alcuni giovani triestini, quindi potevo intuire le sue preferenze. Se poi sei meno inorgoglito perché a selezionare gli autori non è stato Lello Voce, questo trascende i compiti e anche gli esiti delle scelte operate dal comitato in questo contesto. Ti auguro, in ogni caso, di essere quanto prima selezionato per occasioni ben più significative e al di là di qualsiasi tua appartenenza, slovena, giuliana, italiana o altro, bensì solo in virtù delle tue elevatissime opere e doti.
    Mary B. Tolusso

    anonimo

    28 luglio 2005 at 18:58

  7. la cosa “singolare” è che io e vincenzo (della mea) ci parliamo già da qualche giorno via mail di questa manifestazione senza che (per la parte friulana) io conoscessi partecipanti e selezionatori, conoscevo il resto dell’operazione, balestrini ecc. : e a me aveva e ha (lui confermerà) tuttora piacevolmente sorpreso.
    scoprire che quegli x e y sono chi sono per me è addirittura sorprendente.

    il punto per cui non mi sono interessato (bastava chiedere) di chi fossero questi x e y era semplicemente perchè trovavo questo scoramento di michele qualcosa di importante da sottolineare.

    e soprattutto di “esemplificativo”, non da trattare come caso specifico, per questo mi dispiace per gli amici che sono in mezzo alla vicenda. personalmente la versione annebbiata era meglio: spero possiate privatamente chiarirvi a questo punto

    ma è una cosa che credo attanagli molti di noi la paura di essere all’interno del sistema poetico semplicemente un “ruolo”: non persone che scrivono poesia, ma la paura di essere un poeta sloveno, un poeta emiliano, un poeta barbuto, un poeta panciuto, un poeta di sinistra, un poeta di destra, ecc. ecc. ecc.
    la paura di essere considerati per il ruolo, e di potere compiere decisioni e selezioni (quando si è dall’altra parte) sempre per il ruolo. anche quando le operazioni sono oneste, giustificate, hanno senso.
    la lobby secondo me è questa, non la casa editrice, ma il “ruolo”.
    il vecchio margine, su cui insisto tra poeti e poesia.

    e poi chiaritevi fra voi. credo basti qualche telefonata. che ci sia stata qualche incomprensione e qualche “pettegolo” (conosco bene quel numero di Atelier) di troppo.

    matteofantuzzi

    28 luglio 2005 at 20:56

  8. leardini: mi ricordo bene quanto accadde l’anno scorso qui e… davvero. sono cose insensate e che fanno male.

    dirette, precise, sulla persona. niente di buono.

    matteofantuzzi

    28 luglio 2005 at 21:08

  9. segnalo che è uscito il numero 55 de Il foglio clandestino a cura di Gilberto Gavioli. Tra le altre cose alcune poesie da Manuale d’insonnia di Giancarlo Sissa tra cui l’imperdibile “Eppure il giovane critico dovrebbe”

    poi Luca Ariano, Massimo Barbaro, Ivan Fedeli ecc.

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 06:47

  10. fuoricasa.poesia propone il 1o numero di secolozero. attenzione, il video è un formato winamp da 40 mega, quindi dovete avere una linea parecchio veloce.

    alcune immagini sono state registrate a castel san pietro terme in occasione di “degustare locale”.

    avvierò quindi una causa civile contro stefano massari autore delle stesse dove cercherò di ottenere diritti e royalties che assolutamente non ho, né mi spettano !

    eh eh eh… no scherzo. invece mi fa solamente piacere. vi consiglio il video caldamente.

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 06:55

  11. Matteo, che fai, il Costanzo della situazione? Boonii, booniiii….

    Poco da chiarire, comunque. Sono d’accordissimo con te sulla Leardini: uno ha diritto di non apprezzare, di ritenere sopravvalutato un poeta, ecc, ma non ha il diritto di trasferire il giudizio su altri aspetti poco pertinenti. E ribadisco che dire (PM)Œ L è un commento dello stesso tenore di quelli rivolti alla Leardini (spero che i simboli matematici appaiano).
    Sono anche d’accordo con Sannelli, ma solo in parte, e adesso ho poco tempo…
    buona giornata a chi è chiuso in laboratorio anche il venerdi (qua, 31 gradi)

    Vincenzo

    anonimo

    29 luglio 2005 at 10:16

  12. Della Mea e Tolusso hanno ovviamente tutte le (loro) ragioni. Il
    tenutario di questo sito mi ha chiesto di riprendere uno scritto che
    avevo già pubblicato altrove e che era, per ovvi motivi senza dovizia
    di particolari, la cronaca di un fatto. Oltre il fatto c’è altro, sul
    quale vorrei ritornare, come ho già scritto. (michele obit)

    anonimo

    29 luglio 2005 at 11:37

  13. se i simboli sono giusti vincenzo non li capisco. io ho appena cambiato 2 bombole d’argon in laboratorio alla gioiosa temperatura di 39 gradi. ti sono vicino nella sudarola.

    costanzo: sob…

    spero michele chiarisca qui, altrove, dove vorrà, quello che va oltre il fatto specifico. che specifichi le proprie ragioni come tu e mary barbara avete fatto negando quanto da michele sottolineato, ribadendo la vostra onestà (che ben conosco tra parentesi).

    ho riportato un dialogo apparso nella nebbia. e un pensiero che andava al di là del nebuloso caso specifico (che non conoscevo). non altro. e già l’ho detto mi dispiace che ora dalla nebbia si esca perchè quantomeno non era quello che mi interessava. a me interessava parlare del RUOLO, e qui come sapete non è la prima volta.

    costanzo: ri-sob…

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 11:53

  14. Matteo, la questione del ruolo (sorvolando sul fatto che continuano a girare mezze parole che continuo a reputare scorrette): ne abbiamo parlato anche a voce, distinguendo tra ciò che si scrive e la persona del poeta. I poeti “persone” non sono puri: è vero che qualcuno viene fatto vincere a carte, qualcuno trascurato perché ha un brutto carattere, ma qualcun altro si cerca il/un ruolo, anche con operazioni autopubblicitarie più o meno tristi. Ciononostante, può anche scrivere decentemente; è un’altra cosa. Il vero peccato è il poeta trascurato a torto, ma il tema di questo post è decisamente diverso.
    Da ricercatore comunque eviterei di ragionare troppo sulla nebbia, porta alla paranoia; bisognerebbe partire dai fatti. Ho scaricato il filmato di FuoriCasaPoesia (non avevo capito cosa fosse esattamente, quando ho ricevuto il bollettino), più tardi me lo guardo con comodo.

    anonimo

    29 luglio 2005 at 14:47

  15. beh, sai che in questa cosa le mezze parole se ci sono non sono le mie. non per purezza, ma perchè proprio non è questo il caso in cui.
    la paranoia è invece un tema forte, che esce dal testo e a volte lo scardina pure purtroppo, lo svia, lo ferisce.
    e chissà dove stia il confine tra operazione auto-pubblicitaria e reale e appassionata ricerca, chissà: e un tema che mi attanaglia sinceramente. e col quale sinceramente vado in paranoia, al di là di frasi fatte, mezze frasi ecc.

    il video di massari è molto bello personalmente. a proposito di utilizzo notevole dei nuovi mezzi (tra parentesi)

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 15:11

  16. il confine in generale: non in questo caso. (non si sa mai, è sempre brutto invece il mezzo blog, non ci si vede in faccia, le sfumature non si comprendono. utile ma sempre complicato da maneggiare)

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 15:14

  17. Non tue, le mezze parole (“Oltre il fatto c’è altro”).
    Ed è proprio perché il confine tra passione e operazione furba (e, aggiungerei, assenza di entrambe) è difficile da tracciare, che per me sarebbe meglio pensare bene prima di pensare male (a meno di non essere Andreotti, che non è un poeta). Perché quando uno inizia a sparare, non si salva nessuno.
    E possibilmente pensare prima di parlare (in questo, il blog non aiuta, è troppo veloce).
    Buon fine settimana.

    anonimo

    29 luglio 2005 at 15:37

  18. il blog ha un problema di comunicazione senz’altro. buon week-end

    matteofantuzzi

    29 luglio 2005 at 17:07

  19. Caro Obit,
    come feci io dopo la serata dello slam poetry anconitano di due anni fa, se vuole può venire con me a piangere sulla tomba di Remo Pagnanelli.

    FilippoDavoli

    31 luglio 2005 at 12:12

  20. per Massimo – Sai qual è oggi l’unica tragica differenza? Che al posto di Pasolini e Sciascia abbiamo Eco e Camilleri. Quelli tiravano su quelli che stavano sotto (perché, come dici giustamente, erano maestri); questi (se ci riescono) tirano giù quelli che stanno sopra. Se qualcuno resiste sulla torre, ce lo fanno morire, come il passero solitario. Fossero nati oggi, molti non sarebbero nemmeno stati presi in considerazione: Montale (perché pubblicò il primo libro con un editore minore e a pagamento), Leopardi (troppo autobiografico), Boccaccio (per decidere se uno è bravo, deve provarsi col romanzo: il racconto non basta), Tomasi di Lampedusa (con un solo libro come si fa a giudicare? Aspettiamo il secondo e vediamo – salvo poi antologizzare giovinetti che hanno sì e no pubblicato una poesiola su rivista), e così via. La storia sarebbe sempre la stessa, ti do ragione. Sono le carature, ahinoi, che si sono drammaticamente ribaltate.

    FilippoDavoli

    31 luglio 2005 at 12:27

  21. Caro Davoli, lei dopo uno slam poetry -cui spero non abbia partecipato in prima persona- aveva le sue buone ragioni per piangere. Che ce le abbia anche Obit, è tutto da vedere. Comunque non vorrei riaprire polemiche che il pacifico Matteo ha cercato di spegnere…
    Saluti,
    Vincenzo Della Mea

    anonimo

    31 luglio 2005 at 16:17

  22. Se è come la favola dell’uomo, la mogli, l’amante della moglie, l’assassino e il barcaiolo chi ci fa la figura peggiore in questa storia è Y.
    Per il resto dò ragione a Sannelli il saggio, difficile confutarlo, il mondo è questa cosa qui e di Pasolini ce n’è uno per secolo.

    molesini

    1 agosto 2005 at 01:24

  23. Molesini – Uno per secolo quando va bene. E qui, come dicevo, va molto male.
    Della Mea – Grazie per la stima.

    FilippoDavoli

    1 agosto 2005 at 03:32

  24. Per fortuna, che di Pasolini ce n’è uno per secolo, anzi, spero che il prossimo si manifesti nei termini del millennio…Fabio Ciofi

    anonimo

    2 agosto 2005 at 15:32

  25. Paura?

    FilippoDavoli

    2 agosto 2005 at 21:35

  26. Mi rileggo e penso: sì, paura. Vedi quanto un vivo – anche da morto – può far paura? Fine delle trasmissioni.

    FilippoDavoli

    3 agosto 2005 at 12:06


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: