UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 5 comments

460,40 euro.

è questa la cifra raccolta con "degustare locale" 2005. andrà devoluta per metà ai progetti che vedono come membro attivo il comune di Castel San Pietro Terme per la costruzione di acquedotti nella regione congolese di Muzinzi, e per metà alla FaNeP, l’associazione che presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna segue e supporta il reparto di neuropsichiatria infantile occupandosi specialmente di epilessia, anoressia e bulimia. questo post sia ben chiaro, non serve a raccontare quanto siamo bravi ma a lanciare un appello. se organizzate letture, festival (pure slam, oggi son buono) di poesia, se lo fate come credo gratuitamente -già viene poca gente, figuriamoci se ci fosse pure un biglietto – mettete un piccolo punto raccolta fondi a offerta libera, sostenete quel che vi pare basta siate certi sia gente seria, ma fatelo. aggiungerete poesia alla poesia. e non è poco.

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Written by matteofantuzzi

8 luglio 2005 a 17:49

Pubblicato su Uncategorized

5 Risposte

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  1. con colpevole ritardo.

    per il ciclo di incontri Estate in biblioteca – poeti che leggono –
    organizzato dal Comune di Forlì in collaborazione con la biblioteca A.
    Saffi di Forlì, siete invitati

    giovedì 7 luglio 2005
    ore 21
    presso il giardino della biblioteca moderna
    corso della Repubblica 78 a Forlì

    lettura di poesie di Vanessa Sorrentino e Matteo Zattoni
    introduce Andrea Brigliadori
    intermezzi musicali Francesco Guerri (violoncello)

    ingresso libero

    prossimi appuntamenti:

    giovedì 14 luglio
    Omaggio a Lello (Raffaello Baldini) con Giuseppe Bellosi, Nevio
    Spadoni,
    Giovanni Nadiani, Anna Lisa Teodorani, Miro Gori.

    mercoledì 20 luglio
    Erio Sughi
    letture di Andrea Brigliadori al flauto Yuri Ciccarese

    giovedì 28 luglio
    Tolmino Baldassarri
    musiche del Trio Stefano Zuffi, Umberto Cavalli, Marco Bartolini

    matteofantuzzi

    8 luglio 2005 at 17:50

  2. Gian Mario Villalta
    Il respiro e lo sguardo
    Un racconto della poesia italiana contemporanea

    Il libro è una riflessione nitida e accurata su che cosa sia oggi il “leggere la poesia”, in generale e nella tradizione culturale italiana. Ci si sofferma sui poeti italiani degli ultimi 30 anni, quasi dialogando con loro un capitolo dopo l’altro, in modo delicatissimo, attraverso le parole dei loro componimenti. Il libro può essere considerato un vero e proprio “racconto dall’interno” (Villalta è a sua volta poeta e scrittore) di che cosa voglia dire “fare poesia” oggi in Italia.

    Gian Mario Villalta (Visinale di Pasiano, Pordenone, 1959) è insegnante di liceo e direttore artistico della manifestazione letteraria Pordenonelegge.it. Ha pubblicato molti libri di poesia, tra i quali Altro che storie!, Vose de Vose / Voce di voci, L’erba in Tasca, Nel buio degli alberi. È inoltre autore di numerose monografie, come La costanza del vocativo. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto: Il Galateo in Bosco e La mimesis è finita. Ha curato Andrea Zanzotto, Scritti sulla letteratura e, con Stefano Dal Bianco, Andrea Zanzotto. Le Poesie e prose scelte. Due i suoi libri di narrativa: Un dolore riconoscente e, nel 2004, Tuo figlio.

    Come leggere la poesia? Perché è così difficile andare a capo? La rapidità dell’occhio e la lentezza della parola / Gli ultimi vent’anni di poesia in Italia, ascoltando (e leggendo) anche i folksinger, Eliot, la pop music e Dylan Thomas / È vero che leggere un testo poetico significa rileggere? / La “scomparsa” della voce e l’onda emotiva: da Albinati a Benedetti, da Bocchiola a Dal Bianco / Ma anche Damiani, Pusterla, Riccardi, Rondoni, Salvia, Voce e molti altri / Non un’antologia, ma un percorso dai confini irregolari, per tracciare esperienze distinte e passioni comuni / Concedendosi molte pause / Perché la poesia è il luogo in cui vengono a mancare le parole.

    anonimo

    11 luglio 2005 at 22:19

  3. Officina d’Erbarno n.26 Luglio 2005

    La recensione
    di Leonardo Domenici

    Fuori dalla metafora del volo
    Edizioni Giuseppe Laterza – Bari 2004
    pp. 102 euro 10,00
    Autori: Ottavio Brigandì – Fabio Cavallari

    Così si riconcquista di uno spazio letterario d’avanguardia

    Nel panorama della saggistica odierna, “Fuori dalla metafora del volo” (ed. Giuseppe Laterza, Bari 2004) spicca per la sicurezza e la protervia con cui ripropone moduli stilistici oramai sorpassati, violentemente attualizzandoli attraverso il ridondare di contenuti quali libertà e alienazione, desiderio e bellezza; nientemeno. Romanzo a tema? Dialogo platonico? « Conte philosophique »? Il genere è difficilmente inquadrabile ma, qualunque esso sia, non risparmi nulla al lettore. Su tanti e tali terreni, la battaglia dialogica fra i due protagonisti e antagonisti del “pamphlet” sembra infatti studiata apposta per inchiodare terzi malcapitati: perché riprendano contatto, da un lato, con interrogativi fuori moda quali ad esempio “E´ umana la nostra condizione lavorativa?”; perché sia loro definitivamente impedito, d´altro canto, di cullarsi dentro ad un altro “must” della contemporaneità, ovvero l´illimitatezza del desiderio umano. “Perché ti è piaciuto?” “Perché è bello”. Questa tautologia non è ammessa al lettore di “Fuori della metafora del volo”; gli è richiesta infatti motivazione e dimestichezza, sia accingendosi alla lettura sia riprendendola dopo ogni sosta di riflessione. Bisogna possedere, in una sola parola (cara alla linguistica di Noam Chomsky), competenza attiva: volere, cioè, rimettersi umanamente in gioco ed uscire dal gioco stesso nel momento in cui, ma solo nel momento in cui si sarà trovata personale risposta a quesiti che il libro non chiude e non può chiudere. Tutto termina infatti con una domanda totalmente inaspettata e straniante, notevole tanto più se la si cala in un epoca che pare aver perduto ogni interesse per quanto non è, al fondo, misurabile. Nella classificazione della letteratura contemporanea cara a Spinazzola – letteratura avanguardistico-sperimentale, istituzionale, d´intrattenimento e marginale – questo libro occupa vertiginosamente il posto più alto: ambirebbe a parlare a tutti pur rivolgendosi a pochissimi. E´ questa una tensione talmente antica dentro l´uomo, talmente pletorica in ogni tempo e in ogni luogo, da sembrarci – con piacere ed d´inquietudine – completamente tradizionale: avanguardismo “d´essai”, dunque, e che ne si ritrovasse di più.

    anonimo

    12 luglio 2005 at 09:54

  4. venerdì ricordo alle 19 sono a grimacco cioè alla stazione di topolò. per info link a sinistra.

    gli amici friulani, sloveni, veneti ecc. (e anche gli altri) sono tutti invitati.

    matteofantuzzi

    13 luglio 2005 at 22:34

  5. bene

    oltrenauta

    14 luglio 2005 at 11:55


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