UniversoPoesia

Da Matteo Fantuzzi quanto di buono offre la poesia italiana contemporanea. Forse.

with 8 comments

Genna su Manacorda e le piccole case editrici.

Non le manda a dire Genna su I Miserabili a proposito dell’annuario 2005 di Manacorda edito come sempre da Castelvecchi, io ritengo anche da questo blog poi di avere già dato sull’argomento, essendomi occupato prima del fratellino del 2004 poi della "romana" antologia di cui pure il miserabile scrittore parla. Solo un dubbio mi rimane, qualcosa più che altro leggibile tra le righe, qualcosa già visto altrove: il dubbio che secondo alcuni i grandi libri escano solo per le major, intendiamoci, nulla di male per lo più è proprio così. Eppure pare che non si possa uscire da questo rapporto esclusivo. Non è forse uscita per Campanotto (LagazziLecchini) una delle migliori antologie degli ultimi anni ? Eppure il dubbio continua a venirmi se qualcun’altro occupa il paginone centrale di Repubblica per raccontarci che Matteo Zattoni inserito nell’Antologia dei Nuovissimi di CucchiRiccardi uscita per Mondadori aveva pubblicato qualche anno fa per la casa editrice Il ponte vecchio di Cesena. Potrebbe comunque essere solo una mia sensazione, conscio che solo pochi mesi fa lo stesso Genna aveva voluto indicare in Flavio Santi (ad oggi pubblicazioni in poesia per Campanotto e Marsilio) e Mario Desiati (Lietocolle) il futuro delle patrie lettere. Eppure il dubbio mi rimane.

*

Incontri internazionali di poesia a Pistoia il 2, 3, 4 giugno. Tra gli altri Toni Harrison, Roberto Carifi, Giancarlo Majorino, Barbara Korun, Julio Monteiro Martins, Roberto Mussapi, Tahar Bekri

Per info: direzione@casadellapoesia.org

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Written by matteofantuzzi

18 maggio 2005 a 13:15

Pubblicato su Uncategorized

8 Risposte

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  1. E’ effettivamente poco piacevole l’argomento che Genna usa per stroncare Manacorda e Ferraro; oltretutto pare anche contrastare con altre sue affermazioni e anche col suo comportamento, visto che è passato da Mondadori a Marco Tropea. Tanto che sono propenso a prenderla come boutade (fa parte della filosofia del sito), più che affermazione di cui tenere conto. Peccato, però.

    Vincenzo

    anonimo

    19 maggio 2005 at 12:59

  2. Tropea e Mondadori? stesso baraccone… stesso padrone, credeteci…

    anonimo

    19 maggio 2005 at 13:30

  3. ribalto il problema: bisogna pensare a scrivere bene o a pubblicare per una grossa casa editrice ? pierluigi cappello che ha vinto il m*ntale europa (non so se si sono concluse le grane coi parenti di montale…) con un libro uscito certo non per una major è un pazzo o una persona che ha scritto un bel libro che quindi è stato -giustamente- valutato per quello che è ?
    e qui mi fermo.

    *

    gallimard ha fatto uscire una 1a parte dell’opera di luzi in un progetto che da quanto ho capito sarà molto simile a quello operato su char (solo che luzi non è francese…). è appena uscito il volume “anni trenta – anni cinquanta”. e presto ci saranno gli altri.

    matteofantuzzi

    20 maggio 2005 at 08:05

  4. Un saluto di passaggio…
    Ciao
    M. Barbaro

    error405

    23 maggio 2005 at 16:32

  5. La domanda ha una risposta abbastanza ovvia. Facendo l’avvocato del diavolo, si può supporre che una grande casa editrice ti prende in considerazione solo se sei bravo… ma siamo nella teoria, vero? O meglio, probabilmente tutti gli autori pubblicati nella bianca Einaudi sono bravi, ma non tutti i bravi sono pubblicati nella bianca Einaudi…

    anonimo

    23 maggio 2005 at 21:50

  6. io credo, matteo, che dipenda da quello che uno vuole. La mia esperienza dice che se leggo in giro due volte al mese e mi faccio i libri da solo alla fine dell’anno ho venduto quasi come una casa editice grande, con la differenza che i libri me li hanno presi uno per uno, persone a cui non sarei mai arrivato. In pratica, glieli ho portati. Sperare che qualcuno entri in una libreria per acquistare a più di 10 euro un autore sconosciuto, o è un sognatore o è un illuso. Se poi, il poeta in questione, desidera che “la critica” lo riconosca, allora può cominciare a mettersi sulle tracce di chi può raccomandarlo: il salottino della poesia “ufficiale” funziona così.
    Io credo fermamente che i poeti debbano riconquistare “fisicamente” il territorio a suon di reading, autoproducendoseli i propri libri, facendo esperienza e al contempo finanziandosi la propria arte.
    A

    A

    anonimo

    24 maggio 2005 at 18:35

  7. non tutti gli autori della bianca (di specchio ecc.) sono bravi: a volte vi sono logiche alquanto illogiche vincenzo. questo non significa alessandro che sia il “numero” a fare buona l’opera (anche le dittature sono ben volute dalle masse…) o che non esista una critica un minimo “onesta” e composta da “artigiani” che non hanno il minimo interesse se non l’amore delle loro teorie, ribadisco leggi l’antologia di lagazzi e lecchini (che ormai ha 10 anni ma è mooolto attuale) e vedrai se mi sbaglio.

    matteofantuzzi

    25 maggio 2005 at 07:26

  8. provvederò.

    A

    anonimo

    25 maggio 2005 at 18:22


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